Riccardo Marchini: proposta per un modello di integrazione efficace

marchiniDal Programma di Miriana Bucalossi:

“Vogliamo una città viva, che sappia coinvolgere i suoi cittadini con cultura, eventi e sport. Una città in cui sia possibile socializzare e vivere il centro. Costruire una comunità forte, sicura e solidale, fondata sulla certezza di diritti e doveri uguali per tutti attraverso regole condivise. E’ questa la nostra idea di società ed è questo il nostro progetto per Colle. La parola d’ordine sarà “senso di comunità”, inteso come cemento sociale e interculturale per combattere il senso di insicurezza e proporre un modello di sviluppo che anziché soffiare su ansie e paure punti sulla scrittura collettiva di un nuovo patto di cittadinanza.”

Il nucleo di una società coesa, sicura, solidale in cui la qualità della vita possa crescere dalle diversità e nelle diversità, è rappresentato da una corretta “integrazione”.
Nessuna tra le altre aree della nostra Provincia può vantare una storia di immigrazione tanto precoce quanto importante numericamente come la Valle dell’Elsa, da sempre polo industriale ed artigianale fortemente sviluppato. Quando un territorio attrae persone da altre parti d’Italia (nei decenni passati) e del mondo vuol dire che ha molto da offrire in termini di lavoro e benessere. Questo può solo essere un vanto per Colle ed il resto della Vald’Elsa, tuttavia la sfida che questo fenomento ci propone è di riuscire a mantenere l’immigrazione come un fattore positivo senza lasciare che si trasformi in disordine sociale e delinquenza, motivo di tensioni, insicurezza e discriminazione razziale.
Da sempre, chi si occupa della cosa pubblica è chiamato a decidere su come agire nei confronti delle diversità culturali (non voglio parlare di razze, credendo che l’uomo non sia da considerare una specie suddivisibile in razze). Credo che millenni di storia ci mandino un forte insegnamento: già i Romani , nonostante la loro politica aggressiva e bellicosa verso i popoli confinanti, avevano capito che solo accettando ed integrando le altre culture si poteva pensare di non soccombere sotto una continua minaccia di ribellioni e guerre. Nell’antica Roma si potevano incontrare “Cives Romani” nati in praticamente ogni angolo dell’impero ed è innegabile che molti uomini celebri di quella civiltà comunemente detta “Romana” fossero nati sulla sponda meridionale del Mar Meditarraneo.
La strada verso una società multiculturale è segnata ed irreversibile, determinata dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione e trasporto, e non può esistere altra modalità di gestire il fenomeno se non attraverso la ricerca di un sistema di integrazione il più efficace possibile.
A questo punto bisogna specificare meglio cosa si intende con il termine “integrazione”.
A nostro avviso la ricerca della reale integrazione parte dall’individuazione dei fattori comuni di coesione. Condividere un territorio, una città, vivendo ciascuno nella libertà della propria filosofia esistenziale ma rispettando profondamente la libertà degli altri. Per essere coesi non è necessario parlare tutti la stessa lingua o pregare tutti nel medesimo modo, ma avere un linguaggio comune e rispettare la modalità degli altri di pregare, pensare, agire.
L’espressione del proprio modo di essere porta arricchimento in chi ci circonda finché non scade nel tentativo di imporsi e prevaricare su quello dell’altro. Il rispetto delle regole è fondamentale, e ovviamente le regole, a loro volta, devono essere condivise affinché non tolgano inutilmente libertà e difendano i valori fondamentali comuni e trasversali alle varie culture. Resta fermo che vadano anche difese l’identità culturale e le tradizioni del territorio. Un tessuto sociale multiculturale ideale è costituito da persone capaci di vivere e prendere parte appieno alla tradizione preesistente contribuendo in modalità adeguate con la propria identità ad arricchire tutti.
Integrazione vuol dire generosità e voglia di condividere ma anche apertura ad accogliere il nuovo ed il diverso accettandolo come fonte di arricchimento e non come minaccia alla propria identità.

Riccardo Marchini , Cristina Dei (candidati al Consiglio Comunale di Colle di Val d’Elsa – 2014)

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