Colle Val d’Elsa unita contro la centrale biomasse

Consiglio comunale compatto nella richiesta di un piano energetico comunale e nella contrarietà al progetto di realizzazione di una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica presentato dalla società Coll’Energia. E’ questa la posizione emersa nella seduta che ha visto l’approvazione unanime della mozione presentata da tutti i gruppi consiliari – Pd, Sel, Pdl, Fli, lista civica “Insieme per Colle”, Gruppo indipendente, Udc e Prc – per chiedere alla giunta di avviare, con una concertazione di area, la redazione di un piano di azioni all’insegna della sostenibilità e della promozione delle energie rinnovabili. Unanimità anche per la mozione che era stata presentata da tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di Prc (che ha poi votato a favore del testo), che impegna la giunta a far valere, nel rispetto della normativa per le procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via), di competenza della Provincia, la posizione negativa del consiglio comunale al progetto di realizzazione di un impianto a biomasse perla produzione di energia elettrica con potenza di 12,8 MW presentato dalla società Coll’Energia. Alla discussione sui due punti hanno assistito alcuni rappresentanti del Comitato “Raccontiamola giusta”, che hanno consegnato al sindaco 450 firme a sostegno della petizione popolare contro la centrale a biomasse e che si aggiungono alle 750 consegnate nei giorni scorsi.

Piano energetico comunale La mozione impegna la giunta comunale a recepire e attuare, in materia di sostenibilità, ambiente, risparmio e uso razionale dell’energia, le politiche dettate dai piani di indirizzo regionale e provinciale; ad avviare le procedure per la redazione di un piano di azione per la sostenibilità e l’energia del Comune di Colle di Val d’Elsa.

“L’approvazione unanime di questa mozione – ha affermato il sindaco, Paolo Brogioni – rafforza l’impegno già preso nei mesi scorsi dalla giunta di dotarsi di un piano energetico che guardi anche oltre il livello comunale, in una concertazione di area. Il piano dovrà comprendere azioni di efficientamento energetico nel settore edilizio, pubblico e privato, rivolte alle nuove costruzioni e a quelle esistenti; implementazione del sistema di mobilità per promuovere, nell’area urbana, il miglioramento delle attuali condizioni di accessibilità e modalità alternative di trasporto; l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, che permettano di ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali non rinnovabili, con un’effettiva riduzione delle emissioni di gas serra; politiche energetiche legate alle caratteristiche del territorio e fondate sul concetto di filiera corta e produzione locale; pianificazione territoriale basata sull’introduzione di criteri ambientali ed energetici nei processi di predisposizione degli strumenti urbanistici e di settore”.

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