Il Pd guarda al terzo polo e frena sulle primarie

(Fonte www.repubblica.it)

ROMA – Alleanze e primarie scuotono Pd e opposizione. Dopo la proposta di “matrimonio” fatta da Di Pietro ai democratici e a Vendola, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani apre nuovi scenari: “Alleanza con il Terzo Polo e si possono anche sacrificare le primarie” dice intervistato da Repubblica. Per poi, intervistato da Sky,  tornare a ribadire il ragionamento: “Parliamo di primarie di coalizione preupponendo che ci sia a monte una coalizione ma perche’ ci sia una coalizione bisogna intendersi sulle cose che servono al Paese. Questa e’ la sequenza loogica, perche’ non si mette il carro davanti ai buoi”.
 
Sul campo ci sono le strategie da mettere in campo in vista della futura tornata elettorale (che potrebbe essere ravvicinata). Bersani insiste con l’alleanza con il Terzo Polo di Casini, Fini e Rutelli. Per farlo, i democratici sono pronti anche a “sacrificare” le primarie. Una prospettiva che trova forza anche nelle parole dell’ex coordinatore ai tempi della segreteria Veltroni, Goffredo Bettini.

Prudente uno dei diretti interessati dalla proposta. “Il fatto che si dica se il Pd vuole aprire una fase fondativa mi sembra gia’ di per sè un’autocritica rispetto al percorso che ha seguito fino a oggi – dice Pier Ferdinando Casini – Il fatto che dice che tutti devono prendersi la responsabilità di essere non solo contro Berlusconi ma di andare oltre Berlusconi è un’altra cosa intelligente”. Quanto al merito della proposta Casini è cauto: “Oggi non ci sono le elezioni, vedremo”. Bersani, però, si dice “soddisfatto” leggendo nelle parole del leader dell’Udc “un’apertura”.

Critici, invece, i “rottamatori” del Pd. “In questi mesi, con questa strategia, siamo arrivati al 23% e con questa mossa scenderemo ancora, per poi dire che il Pd al 20% non basta. E che bisogna allearsi con tutti tranne Berlusconi – sostiene  Pippo Civati -. Perchè qualcuno dice che il Pd forse non esiste più. E, dopo l’intervista di oggi, non ha tutti i torti”. Contrario anche Gabriele Adinofi: “Se viene abolito questo strumento di democrazia diretta viene meno la stessa ragion d’essere del Pd”. Da Sel, Gennaro Migliore rifiuta “letture nervose” dell’intervista di Bersani e nota come sia condita da “tanti se e da tanti ma”, anche e soprattutto rispetto alla convergenza con il terzo polo. Reazione positive invece dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: “La proposta indica una via di uscita vincente per il centrosinistra e aprono scenari nuovi”. Per Marina Sereni, vice-presidente del Pd ed esponente di Area Democratica “chi pensa davvero che la priorità sia chiudere definitivamente con il ‘berlusconismo’ non può non essere d’accordo con la proposta avanzata da Bersani”.

“Vogliamo sacrificare le primarie? Non sono d’accordo, ma si affronti l’argomento non sui giornali bensì all’interno del partito e si lavori per modificare lo Statuto in maniera democratica e trasparente” commenta Ignazio Marino, leader dell’area “Cambia l’Italia”. Mentre per l’ulivista Arturo Parisi Bersani vuole “restaurare la prima Repubblica”.

“Il Pd ha in sè tutte le risorse e le forze per porsi come il perno di un’alternativa di governo credibile e affidabile” afferma Alessia Mosca, deputato del Partito Democratico, vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta. lapidario Giorgio Merlo, ex popolare del Pd: “Giusto, basta primarie da operetta”. Tace invece il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino: “Non parlo, non dico niente. E’ Natale”.

Nei giorni scorsi era stati Nichi Vendola e Fabio Mussi, di Sinistra ecologia e liberta’ a rompere gli indugi: “L’idea di una alleanza con noi e Idv puo’ non piacere ma non mi sembra che ci siano in campo altre proposte, a meno di non pensare che il Pd possa presentarsi da solo”. Parole accolte dal silenzio del Pd. Ed allora ieri e’ stato Antonio Di Pietro a riproporre il problema del polo di centrosinistra: ”Troviamoci anche noi, stabiliamo una piattaforma programmatica e presentiamola al paese. Diamo vita a un’alleanza alternativa a Berlusconi in grado di risolvere i problemi del paese. Il matrimonio e’ pronto: sposiamoci”. Stavolta i democratici si fanno vivi: ”Non c’e’ nessun matrimonio in vista perche’ non c’e’ stato nessun fidanzamento. Nei prossimi giorni il Pd riunira’ la sua direzione e fara’ una proposta per andare oltre questa fase convulsa” taglia corto il vicesegretario Enrico Letta.  E oggi Bersani precisa: “Puntiamo ad una piattaforma democratica per andare oltre il berlusconismo”. Senza, però, lasciare guidare da altri: “Vogliamo essere protagonisti”. Verso quale direzione si intuisce: il Terzo Polo.

Per maggiore chiarezza bisogna attendere il 23 dicembre, data della direzione democratica. Di Pietro, intanto, incalza: “Che quella sia la giornata buona dove decidono: o con Casini o con noi e Vendola”.

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