Bersani: “Il Paese ha bisogno del Pd. Da Berlusconi arrivano solo balle”

(fonte www.repubblica.it)

ROMA – “Questa manifestazione non è la fine della nostra mobilitazione ma l’inizio. Abbiamo in testa un’altra Italia e oggi comincia la campagna d’estate sui temi sociali e democratici”. Pierluigi Bersani, a Roma, chiama a raccolta il Pd. Concludendo la manifestazione contro la manovra economica varata dal governo, il segretario del Pd delinea le future mosse del partito, attacca Berlusconi (‘da lui solo balle’) e chiama alla mobilitazione la platea: “Questo è il Pd che io ho in testa. Un partito con mani, cuore, testa e piedi dentro la società, dentro i problemi della gene comune”. Questo, insiste Bersani, “è il modo di essere che ci darà la strada di un grande partito popolare”. Ma avverte il segretario “questo non è il punto di arrivo, ma l’inizio, gambe in spalla perché inizia la campagna d’estate” che si svolgerà soprattutto nelle “migliaia di feste che saranno la nostra vetrina vivente”.

E’ una chiamata all’orgoglio quella del segretario democratico che prende di mira sia Berlusconi che la Lega (“dura sull’Inno d’Italia e molle con il Cavaliere”). Senza tralasciare “un bel pezzo di classe dirigente”, imprenditoriale e giornalistica, malata di “conformismo” che, insieme al berlusconismo “sarà considerata responsabile dei prezzi che il Paese pagherà”.
Affondo a Berlusconi. Bersani cita l’articolo 1 della Costituzione e sferra il primo affondo al premier: “Sivede chiaro dai suoi messaggi che la sua memoria, che pure è vivida, non arriva al secondo comma, allora glielo ricordiamo noi: quelle forme e quei limiti sono una magistratura indipendente, una libera informazione, e che tutti sono uguali di fronte alla legge. Se tutto questo non si può cambiare e se non gli piace va a casa”. Quella incarnata da Berlusconi, continua Bersani, “è la teoria di un uomo solo al comando che non ci ha portati mai da nessuna parte. Ha risolto i problemi suoi, non quelli degli italiani”. “La loro è una macchina – continua il segretario democratico – tarata per fare consenso non per governare. Non riesce ad affrontare i problemi, a guardarli in faccia come abbiamo fatto noi stamattina. Ma noi non permetteremo che una crisi sociale acuta porti acqua al mulino della crisi democratica, al cancro dell’antipolitica e dell’antistato”.

Manovra.
”Abbiamo capito qual e’ la ricetta della manovra: non c’e’ un’idea e ci riportera’ allo stesso punto di prima dopo aver dato un’altra botta ai redditi medio bassi” dice Bersani. Che parla di manovra ”sbagliata, depressiva, che riduce i consumi e gli investimenti, e dove non c’e’ nulla che sappia di crescita e di sviluppo. Più di 2000 emendamenti e nemmeno un’idea”. Una manovra, che mette in entrata i soldi che arriveranno in lotta a evasione:  “E’ un pilastro virtuale. E se casca il pilastro virtuale casca la casa. E con gli strumenti che ha messo, temo che la casa sia traballante’.  Una manovra, infine, che, visti i tagli dei trasferimenti, “dà una pistola in mano alle Regioni e ai Comuni perchè sparino al popolo”.

Le proposte del Pd. Lotta all’evasione e il semplice principio che chi ha di più deve contribuire di più. “Ma quante volte dobbiamo dirci liberali prima di toccare un petroliere? Ma quanti turni devono fare gli operai perchè si possa toccare un petroliere?” scandisce dal palco Bersani. “Andremo a disturbare anche i protagonisti del più colossale scudo-imbroglio – dice l’ex ministro prodiano – se gli evasori avessero pagato il giusto con 105 miliardi avremmo fatto due manovre. Ma il governo li premia esentandoli dal redditometro”. Poi, tra gli applausi, continua: “Ma quante volte dobbiamo dirci liberali prima di toccare un petroliere? Ma quanti turni devono fare gli operai perchè si possa toccare un petroliere?”. Tra gli emendamenti del Pd, ci sono meccanismi per rafforzare la tracciabilità dei pagamenti “e visto che la hanno reintrodotta dopo due anni Berlusconi e Tremonti dovrebbero pagare personalmente la differenza”. Il Pd propone, tra l’altro, la soppressione delle Province nelle città metropolitane, la cancellazione delle norme in deroga sugli appalti, “la rivisitazione” del ponte sullo Stretto, la centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione. Quanto alla riduzione dei costi della politica Bersani chiede di accelerare sulla riduzione del numero dei parlamentari

La Costituzione.
A Berlusconi che chiede di cambiarla e dare più poteri al premier, Bersani replica esaltando i valori della carta. “E’ la più bella del mondo, che ci ha dato il meglio che siamo. “Dobbiamo darle nuovo vigore  affinchè possa darci il meglio di quello che saremo. Siamo indietro noi, non la Costituzione”.

Frecciata all’opposizione
. C’è chi, tra le file dell’opposizione, attacca il Pd, ma Bersani a questo gioco non ci sta. “C’è chi, per far vedere quanto è contro Berlusconi, se la prende con noi  – ricorda il segretario del Pd – Noi non diremo mai una parola più che positiva verso le altre forze di opposizione e chi non fa così si prende le sue responsabilità”.

Gli altri interventi.
Prima del segretario erano saliti sul palco il presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani ( “non alzeremo bandiera bianca, non ci convinceranno che questa manovra non cambia”) e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino (“con questa manovra vengono tagliate le risorse e le ginocchia”). Ed ancora Mila Spicola, una professoressa di Palermo protagonista di un intervento lodato da Bersani (“l’eroe dei tempi moderni è l’insegnante nelle periferie delle città”), l’attore Fabrizio Gifuni (“il governo compie un genocidio culturale”), l’ex presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, un rappresentante delle forze dell’ordine e uno dei lavoratori dell’ex Eutelia. “Oggi abbiamo capito cosa ci perde un insegnante, un operaio e un poliziotto e abbiamo capito cosa ci perde Berlusconi: zero” chiosa Bersani.

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