Letta lancia Bersani per le primarie

LAZISE (VERONA) (www.lastampa.it)
Il dialogo con la Lega non deve imbarazzare il pd. Ne è convinto il vicesegretario democratico Enrico Letta, che attraverso la sua associazione TrecentoSessanta, traccia la sua road map del futuro del Pd affrontando questioni «per le quali – spiega – non possiamo più dire cose banali».

La questione del federalismo, sulla quale Letta ha aperto il dialogo con la Lega curandosi poco se qualcuno nel suo partito mugugna, è una priorità. È su questo fronte , dice, che bisogna sfidare il Carroccio : perchè «a noi interessa il federalismo che è un bene per l’Italia». La presenza a Lazise, all’incontro di TrecentoSessanta, del ministro degli Interi Roberto Maroni, non è casuale. Su alcuni temi, come sul patto di stabilità, Letta e Maroni si sono ritrovati in sintonia. Il feeling con i leghisti è confermato dal governatore veneto Luca Zaia che commenta le aperture di Letta: con queste parole «Non abbiamo mai fatto mistero di cercare un consenso in Parlamento affinchè le riforme siano riforme di tutti. Da soli si fa prima ma insieme si fa più strada».

Per raccogliere le sfide , Letta auspica l’unità di tutto il Pd. Il vicesegretario dei democratici rifiuta l’idea, espressa dall’editore Carlo De Benedetti, che il Pd sia una «balena arenata». «È invece il pesciolino Nemo_ che con intelligenza ha indicato ai suoi simili come fuggire dalla rete dei pescatori che li aveva imbrigliati». Per le sfide future, Letta resta fedele a Bersani: è lui il Nemo del Pd «che batterà per la terza volta Berlusconi». Una indicazione che recide di netto qualsiasi velleità di Nichi Vendola come futuro leader e candidato premier. «Vendola può essere il nuovo Bertinotti, può intercettare voti da Grillo, ma se pensa di rappresentarci tutti, candidato premier contro Berlusconi lo vedo complicato». La vittoria su Berlusconi nel 2013 potrebbe essere non utopia, secondo le ipotesi di Letta, che indica come primo e importante passo verso quell’obiettivo il successo elettorale del centrosinistra alle comunali di Milano , nel 2012 «perchè la Moratti non la vuole più nessuno»; contemporaneamente, bisogna portare avanti le idee del Pd, principalmente su federalismo, immigrazione e fisco, prevedendo, tra l’altro, il taglio di prefetture e province, almeno nelle città metropolitane, non escludendo un piano di privatizzazioni per Finmeccanica, Ferrovie, Poste e Tirrenia, come già fatto, in passato per Eni e Enel.

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