De Benedetti su Berlusconi: “Il Sordi della politica, ed era della P2”

(www.repubblica.it)

VERONA – Carlo De Benedetti e il Pd, Berlusconi, la manovra. L’Ingegnere è intervistato da Antonello Piroso al Nord Camp 2010 (Verona) nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’associazione ‘Trecento Sessanta’ di Enrico Letta. Per l’imprenditore ed editore de L’espresso un botta e risposta all’insegna della franchezza. La definizione  che De Benedetti dà del Cavaliere – “Il Sordi della politica italiana” – provoca la reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. “Ho l’impressione che soffra di invidia per il premier”.

“Berlusconi? Il Sordi della politica”. Questa la definizione che, con un po’ di ironia, De Benedetti dà del premier. Che poi aggiunge: “E’ uno della P2”. Per l’Ingegnere il premier “è talmente così fuori di testa che pensa di fare il bene del Paese. Non è un mascalzone, e non è assolutamente una carogna. Silvio Berlusconi è quello che siamo tutti noi, solo che nel caso suo è portato all’estremo. E’ l’Alberto Sordi della politica. Noi siamo un po’ bugiardi, un po’ mascalzoncelli, un po’ gradassi. Per questo anche un po’ simpatici. Lui ha messo insieme tutte queste cose e le ha elevate al cubo. E infatti ha avuto pure successo”.

“Pd, una balena spiaggiata”. “Quando è nato mi ha dato una grande speranza, ma poi mi ha profondamente deluso” dice De Benedetti sul Partito democratico. E cita la battuta del premier inglese Churchill sulle truppe alleate dopo lo sbarco di Anzio: “Pensavamo di avere un gatto selvaggio e invece era una balena arenata”. De Benedetti riserva comunque parole d’elogio al segretario Pierluigi Bersani, “una persona per bene”, anche se si dice deluso per averlo visto in Tv difendere gli enti pubblici. “Per uno che è stato l’unico ministro italiano a fare delle liberalizzazioni vere, mi è sembrata una stranezza”. Negativo il giudizio su Massimo D’Alema come per Carlo Caracciolo, “un tirchio”, e Giampaolo Pansa, “persona anziana un po’ in aceto perché pensa di non avere avuto quello che la vita gli doveva dare”. Quanto a Ezio Mauro, De Benedetti non ha dubbi: “Il miglior direttore di giornali che c’è in Italia. Fiero che sia a Repubblica. Ci rimarrà finché vuole lui. Io certamente non lo mando via”.

“Manovra, iniqua e fasulla”. “La manovra è insufficiente, iniqua, fasulla. E’ uno scrigno magico dal quale le cose entrano ed escono, come ad esempio le province. La stessa Bankitalia ha detto che è una manovra deflattiva, è una manovra insufficiente e non contiene novità”. Al già duro giudizio, De Benedetti aggiunge il paradosso. “L’unica riforma è quella decisa a Bruxelles sul pensionamento a 65 anni per le donne nel pubblico impiego – spiega l’imprenditore -. E tra l’altro Sacconi è andato a Bruxelles per cercare di non farla e lo hanno mandato via con le buone maniere… Tra l’altro non si capisce perché non vi sia l’equiparazione anche per i dipendenti privati”.

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