PD, se ci sei batti un colpo …

Nelle ultime settimane il Governo è assediato dalle indagini della magistratura ed il Paese torna a respirare l’aria degli inizi degli anni ’90, proprio quella che creò le premesse per l’avvento di Berlusconi in politica.

Come se non bastasse Tremonti dovrà probabilmente varare una manovra lacrime e sangue da 25 miliardi di euro, facendo i conti con una realtà che fino a questo momento era stata ignorata confidando nella buona stella e nell’uscita dalla crisi. Altro che taglio delle tasse, Berlusconi dovrà assumersi quelle stesse responsabilità che un uomo di Stato come Romano Prodi ha saputo assumersi nel recente passato.

Vi ricordate le critiche a Prodi per la sua prima finanziaria targata Padoa Schioppa? Il tempo è galantuomo e se non ci fosse da tremare per le sorti del Paese ci sarebbe da sorridere a rileggere gli attacchi di Berlusconi ed i suoi alleati alla manovra economica varata dal Governo Prodi.

Le aziende, soprattutto quelle medio/piccole, sono sul baratro del fallimento, tanti lavoratori hanno perso o stanno per perdere il lavoro e molti di essi hanno un’età per la quale sarà loro difficile riqualificarsi.

Ma c’è altro a cui pensare, ci sono le leggi ad-personam, le diatribe interne … . Un Governo tutto intento a giocare a Risiko, che solo i diktat europei possono richiamare al suo ruolo guida.

In questo contesto l’opposizione dovrebbe avere la forza di presentarsi al Paese con idee, progetti ed uomini credibili, ma niente di tutto questo appare all’orizzonte.

Il PD appare confuso, preso dalla logica del pallottoliere, che confida nella possibilità di arrivare al 51% sommando i voti di partiti o pezzi di partiti, partendo da Diliberto per arrivare persino a Fini.

Il convegno di Area democratica, con gli interventi di Franceschini e Veltroni, e le iniziative di Ignazio Marino sono le uniche elaborazioni politiche che lasciano accesa la speranza in un futuro del PD.

A mio avviso la politica di Bersani sta evidenziando tutte le lacune che molti di noi presagivano ed i timori di sette mesi fa si stanno rivelando tremendamente veri.

Occorre ridare forza al progetto politico lanciato da Veltroni al Lingotto, l’unico che può far uscire il PD dalla palude nella quale si è confinato.

Caro Segretario, lei è una persona intelligente e capace, sia anche umile nel capire gli errori e non rimanga prigioniero degli stessi.

Felice Matrisciano

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