A proposito di archeologia politica …

Dario Franceschini nella Direzione del PD ha sottolineato l’impossibilità di un dialogo con Fini: “la situazione è mobile sia per quanto riguarda il Pdl sia per il confronto sulle riforme”, però “non bisogna fare a Fini il torto di considerarlo ’di quà e coinvolgerlo in scenari confusi perchè lui sta facendo una battaglia per una destra normale ma è un nostro avversario”. “Faremmo un regalo a Berlusconi se facessimo credere che Fini sta facendo intelligenza con il nemico”.

Queste parole di buonsenso credo siano condivisibili dalla stragande maggioranza degli iscritti del PD, tranne che a Massimo D’Alema il quale, dopo la fallimentare gestione del “laboratorio Puglia” adesso si sta cimentando in una nuova impresa, quella di mettere insieme Diliberto e Fini in una coalizione contro la deriva berlusconiana.

Di fronte a questi reperti di “archeologia politica” viene voglia di vedere tradotto in legge il limite dei due mandati parlamentari, perché energie fresche e positive darebbero un contributo importante a leggere la politica con le lenti del presente piuttosto che con quelle del passato … .

Felice Matrisciano

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