Santoro: “Testimonierò a Trani, attaccato il castello dell’illegalità”

di EDOARDO BUFFONI (www.repubblica.it)

ROMA – “Un letamaio, uno schifo, un castello di illegalità”. Michele Santoro è infuriato. La sua trasmissione non va in onda dalla fine di febbraio e nel giorno in cui nelle tv private vengono riammessi i talk show politici, arrivano le notizie sull’inchiesta di Trani, sulle pressioni di Berlusconi sull’Agcom per far chiudere Annozero.  A Repubblica Tv il conduttore di RaiDue sfoga tutta la sua indignazione: “Da Trani arrivano notizie clamorose: un intervento diretto del premier per chiudere i programmi, per interromperli, per evitare gli argomenti più scomodi. E’ il segno che l’informazione oggi è in serio pericolo”.

Santoro, è sorpreso? Tra editti bulgari, ricorsi, richiami e multe, il suo rapporto con il premier è sempre stato tempestoso.
“Che Berlusconi voglia mettere il bavaglio ad Annozero non è una novità. La novità è che l’Autorità garante, che dovrebbe essere indipendente, prende ordini direttamente dal presidente del Consiglio”.

Accusa l’Agcom di essere un arbitro di parte?
“Di più, è un arbitro lottizzato. Dell’Agcom fanno parte tre ex sottosegretari di Berlusconi. Ma si dimentica che l’Authority non può essere politica, e per questo un certo modo di lavorare equivale a fare un lavoro sporco. Questo lo diciamo da tempo solo io e Marco Travaglio. Gli altri fingono di non saperlo”.

Lottizzati come Innocenzi, il commissario intercettato a Trani.
“Innocenzi è un ex dipendente Fininvest, poi parlamentare di Forza Italia e sottosegretario di Maurizio Gasparri nel governo Berlusconi. La maggior parte delle cause contro di noi sono state avviate da lui. Già in passato è stato sorpreso con il sorcio in bocca ma non è successo niente”.

Come si cambiano le cose?
“Azzerando l’Agcom e mettendo al suo posto un Garante monocratico. C’è un altro aspetto allucinante: in quell’Authority anche i funzionari sono lottizzati. Gli esposti venivano confezionati all’interno dell’organismo e poi passati ai partiti. E’ uno schifo, una violazione della Costituzione, accettata da tutti senza ribellarsi”.

L’opposizione oggi va in piazza anche per questo. E in molti le chiedono di esserci.
“Ora che viene fuori questo letamaio, è giusto che ci sia una reazione indignata dell’opinione pubblica. Io però non sarò in Piazza del Popolo. Da quando sono alla Rai, non partecipo a manifestazioni di partito”.

E’ stato convocato dai magistrati di Trani?
“Sì, come testimone. Ma qualche giorno fa, e non sapevo niente di tutta questa storia. Ora credo di capire. Andrò a Trani martedì”.

Il Tar del Lazio ha riammesso i talk show per le tv private.
“E’ finalmente il primo pezzo che crolla di un castello di illegalità costruito per mettere la mordacchia alla libera informazione”.

E per la Rai cosa succederà?
“La riapertura dei programmi non è automatica. Bisogna leggere le motivazioni del Tar. Ma al di là del fatto tecnico, c’è un dato politico: la Rai deve ritrovare coraggio e autonomia e rifiutarsi finalmente di applicare il regolamento della Vigilanza, che è illegittimo. Con il pretesto della par condicio hanno accomunato i programmi di approfondimento alle tribune politiche. Un abuso di potere. La Rai deve alzare la schiena. Ma forse è un sogno”.

Annozero non va in onda da tre settimane. Siete pronti a riprendere?
“Siamo pronti da subito. Ma se la Rai non dovesse decidere, noi il 25 marzo saremo a Bologna con una trasmissione-manifestazione che andrà in onda dovunque sarà possibile”.

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