Enrico Rossi: ho detto “Resistenza Civile” e qui vi dico perché

E’ strana la coda di questa campagna elettorale!

Al voto mancano appena tre settimane e si respira un brutto clima. Il Popolo della Libertà ha combinato un bel pasticcio nel presentare le liste nel Lazio e in Lombardia, e il Governo è intervenuto con un decreto “salva liste” per cercare di coprire la vergogna. Non solo non ci sono riusciti ma hanno messo in scena una pantomima che graffia il dettato costituzionale e il principio di uguaglianza, da qualsiasi parte si cerchi di interpretare l’accaduto. Un disastro.

Così in queste ore scompare la campagna elettorale, il confronto di merito su ciò che è giusto pensare: come affrontare la crisi, come difendere il lavoro, come battersi per la difesa dell’ambiente e che strumenti disporre affinché chi verrà dopo di noi possa affrontare la vita con serenità e fiducia. Di governo stavamo parlando. Del governo di una regione d’Italia in cui si può ancora dire di vivere con dignità e in cui si registra l’urgenza di opporsi al suo lento declino.

Non mi piacciono due cose. Non mi piace sottovalutare la gravità degli atti. Considero gli errori per quello che sono e se una procedura ordinata e rispettata da tutti è disattesa da uno, quello è un errore. Poi ci sono le bugie e la voce grossa, l’arroganza e i “me ne frego”. E questa è questione più grave.

Ho parlato di “Resistenza Civile” e so che le parole contano. Ed è questa la misura che propongo. Resistenza perché la Costituzione nasce da una storia in cui fu la vita di tutti ad affermarsi sulla follia di una degenerazione. Civile perché il valore delle relazioni sociali ci guidi.

Ma non mi piace nemmeno non capire di che guaio si tratti, che Paese sia il nostro, quale responsabilità ci competa. Noi siamo la forza sostanziale della condizione democratica nel nostro Paese e nel vivere quotidiano di ognuno di noi. Non è questione retorica, è piuttosto un modo di essere e un modo di fare. Quindi se la ferita è profonda a noi spetta averne cura e lo stiamo facendo manifestando la nostra preoccupazione ma anche la nostra speranza.

E da qui comunque dobbiamo tornare alla nostra intenzione di governo, ai nostri argomenti, alle sfide da intraprendere per un futuro più giusto. Subito. Dobbiamo vincere e vincere bene. Il bel risultato è alla nostra portata e sono indispensabili le attenzioni dell’ultima ora. Il voto è un gesto di forza collettivo, partecipato.

Per il nostro Paese, l’Italia, la Toscana può fare molto.
Nessuno si tenga da un lato, ora è il momento.

Grazie.

Enrico Rossi

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