Bologna, Bersani chiama Prodi. Oggi vertice del Pd sul candidato

di LUCIANO NIGRO

BOLOGNA – Una telefonata di pochi minuti, tra Pier Luigi Bersani e Romano Prodi ieri dopo i funerali a Pisa del fratello maggiore del Professore, Giovanni, scomparso a 85 anni. Parole affettuose di Bersani che ha anche informato l’ex premier del suo arrivo sotto le Due Torri, oggi, per prendere in mano il complicato dossier del dopo-Delbono. Le persone più vicine ai due leader giurano che non si è parlato di candidature. E neppure del recente “scambio” tra segretario e Professore sul Pd senza guida. Anzi, a chi assicurava che oggi i due si vedranno a pranzo, il Professore ha risposto secco “non devo vedere nessuno”. Ma la notizia, nel centrosinistra, è stata accolta come un altro segnale del pressing asfissiante, che si sta consumando a Bologna nelle ultime ore.

Quasi un rito, una preghiera collettiva a San Romano perché compia quello che il filosofo Stefano Bonaga definisce “un gesto d’amore verso Bologna”: prendere in mano una città smarrita dopo il Cinzia-gate e le dimissioni del sindaco Flavio Delbono. Intellettuali, imprenditori, gente semplice sta travolgendo via Gerusalemme di messaggi, spesso toccanti, perché l’ex presidente del consiglio riconsideri la sua decisione di stare alla larga della politica. Un forcing che imbarazza Prodi, ma per ora senza risultati, perché ogni giorno la portavoce del Professore Sandra Zampa, deputato del Pd, ripete che “Prodi ringrazia, ma non ha cambiato idea”.

Se l’inventore dell’Ulivo decidesse di mettersi al servizio della sua città, i mille e un problemi del centrosinistra bolognese spaesato dopo la sequenza di smacchi dell’ultimo decennio, la batosta del ’99, l’improvvisa fuga di Sergio Cofferati, la caduta di Flavio Delbono dopo appena sette mesi, troverebbero un’insperata soluzione. Assai più complicato, invece, trovare un candidato che convinca tutti se il Professore non ci sarà. Ai tre nomi che circolano, ieri si è aggiunto quello lanciato dalla dipietrista Silvana Mura di Andrea Segrè preside della facoltà di Agraria. Un fascicolo che Bersani aprirà oggi con il Pd bolognese che lancerà una consultazione della base e delle forze sociali. L’obiettivo è trovare un candidato condiviso con primarie di coalizione anche se si voterà il 28 marzo. Una data, per altro, niente affatto certa. Ai problemi giuridici noti, si sono aggiunti quelli politici nel centro destra, paralizzato da un duro braccio di ferro tra Pdl e Udc. Il partito di Berlusconi ha lanciato il nome di Giancarlo Mazzuca, deputato, già direttore del Resto del Carlino, subito bollato da Guazzaloca come “un paracadutato da Arcore”. Un siluro condiviso dall’Udc che accetterebbe un patto solo su un suo uomo (Gian Luca Galletti). Maurizio Gasparri ieri ha risposto che “Mazzuca è un candidato vero” e ha chiesto all’Udc di accodarsi. Pier Ferdinando Casini, però, di accodarsi non ha nessuna intenzione nemmeno nella sua Bologna, dove si dichiara alternativo alla sinistra. “Noi non siamo un salvagente del Pd- ha detto ieri in polemica con Massimo D’Alema – il nostro obiettivo è smantellare i due poli”.

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Una risposta a “Bologna, Bersani chiama Prodi. Oggi vertice del Pd sul candidato

  1. Il Prodi giusto per Bologna non è Romano ma Flavia. Bersani facci un pensiero!

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