Pd, spunta anche Nicolini

ROMA – Renato Nicolini ha deciso: sarà il quinto candidato alla segreteria del Partito democratico. Dopo l’intervento di lunedì alla manifestazione contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, l’ex assessore capitolino, inventore dell’Estate romana, ha deciso di «sciogliere ogni riserva» e di candidarsi a segretario del Pd, sfidando l’attuale numero uno dei democratici Dario Franceschini e gli altri tre candidati Pierluigi Bersani, Ignazio Marino e Mario Adinolfi.

L’ANNUNCIO SU FACEBOOK – L’annuncio ufficiale della candidatura avverrà mercoledì a Roma nel corso di una conferenza stampa alla sezione Trastevere del Pd. Ma il primo a sapere della decisione di Nicolini è stato il popolo di Facebook. L’ex assessore capitolino, professore di architettura all’università di Reggio Calabria, ha infatti annunciato sul suo profilo la volontà di correre per la segreteria del Pd, subito dopo aver partecipato alla manifestazione di protesta contro i tagli al Fus che si è svolta a Montecitorio. «Renato Nicolini ha deciso: si candida alla segreteria del Pd. L’obiettivo non è vincere (perchè no…), ma dare voce alla cultura e all’arte» si legge sul social network. «Martedì 21, ultimo giorno utile – ha scritto Nicolini -, andrò a ritirare la mia tessera Pd alla sezione di Trastevere, dove abito. Vincendo dubbi, perplessità e fastidi gravi perché sono stato eletto alla Costituente Nazionale nella lista “Sinistra per Veltroni” e, anche se si sono dissolti sia Veltroni sia la sinistra nel Pd (ciascuno sostiene chi gli pare), voglio onorare il mio impegno con gli elettori». «Penso che iscrivermi al Pd non basta… – si legge ancora -. Dovrei candidarmi alla Segreteria. Perché, tra i meriti della mia carriera politica c’è quello di avere riproposto il valore dello spazio pubblico e della comune appartenenza alla città, nella Roma degli anni di piombo. Qualcosa che curiosamente è rimasta nella memoria della gente, anche dei non romani (erano gli anni in cui tutta l’Italia del Sud veniva a Roma a studiare…). Stranamente, non è rimasta nella memoria del Pd». Secondo Nicolini, «il Partito democratico potrebbe essere (cosa che oggi non è) il partito che sa cogliere il filo che collega i tagli alla scuola e all’università, i tagli al Fus ed a tutto il ministero per i Beni e le Attività culturali, gli attacchi alla libertà di stampa ed al sistema delle autonomie (enti locali, università, magistrature) la crisi della stessa tv privata..».

www.corriere.it

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