Mi si nota di più se li insulto o se mi candido?

Beppe Grillo vuole candidarsi a segretario del PD.
Il comico genovese lo ha annunciato ieri ma sarà difficile possa presentarsi realmente alle primarie. Perché?
Per candidarsi a segretario nazionale del Partito Democratico, in base allo Statuto, occorre essere iscritti ed essere in regola con i requisiti d’iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd. Potranno invece votare il 25 ottobre tutti i cittadini che si dichiarino elettori del Pd, riconoscendosi nella sua proposta politica e sostenendolo alle elezioni.

Solo che basta scrivere su Google “Beppe Grillo attacca il PD” per trovare 85.000 risultati (!!).
E a tanti esponenti del PD non è piaciuto l’annuncio che sembra una mossa per cercare visibilità. Il primo è stato Piero Fassino: “La boutade di Grillo la interpreto come una delle tante provocazioni di un uomo di spettacolo. Il partito non è un taxi, dove si si paga la corsa e si scende, ma è una cosa seria. Al partito ci si iscrive in quanto nel partito ci si riconosce. Grillo in tutti questi anni ha manifestato sempre una ostilità, condita da attacchi violenti e volgari contro i dirigenti democratici. Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd”, aggiunge Fassino, assicurando di non essere comunque preoccupato per questa ipotesi: “Nessuno è preoccupato dalla candidatura di Grillo. Il partito è una cosa seria e ha delle regole”. “Grillo non è iscritto e non si riconosce nel Pd. Se Grillo vuol fare politica metta in piedi un partito e si presenti alle elezioni”.

Parole simili da Giovanna Melandri (“A Grillo vorrei dire che il PD non è un tram su cui si può salire all’occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita
non può candidarsi a guidarlo. Credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il PD e che, rispettandolo, ci credono veramente”) e da Pierluigi Bersani: ”Il Partito democratico è una cosa seria e certamente non un autobus dove uno salta su per fare un giretto”. L’ex ministro risponde ad alcune domande dei giornalisti a Pozzuoli a margine dell’inaugurazione del primo comitato a favore della sua candidatura alla guida dei democratici, Ma cosa ha detto Beppe Grillo? “Mi sono letto tutto il regolamento e devono farmi parlare. Devono accettare la candidatura. Devono accettare la tessera, questa mattina ho fatto la domanda”. Grillo spiega di non volere “arrivare in Parlamento. Voglio arrivare al congresso, da iscritto, per potermi candidare e per poter parlare”.

“La scelta coraggiosa del Partito Democratico di far scegliere il proprio segretario ai suoi elettori non può essere trasformata in un cabaret”, afferma Ermete Realacci. Grillo”fino a ieri ha vomitato improperi contro il Pd e ha promosso, peraltro senza grande successo, liste di diverso segno, ha oggi la stessa credibilità a dirigere il Pd che avrei io come difensore dell’abusivismo edilizio. Se invece cambierà idea e penserà di condividere il nostro programma, per il futuro chissà…”
Ma il comico ripete il mix di accuse e proposte personali. Loro, dice a proposito dei dirigenti democratici, “hanno una paura fottuta. Sono morti, gente che sta li’ da trent’anni. Gente che ha rianimato un morto come Berlusconi, perché sono loro i Berlusconi veri. Sono lo stesso comitato d’affari”. Accuse pesanti che nell’intervista a corriere. it vanno a braccetto con le sue proposte: “Parlamento pulito, il conflitto di interessi, la legge Gasparri… tutte cose che loro non hanno mai neanche accennato nei loro programmi. Poi abbiamo energia, acqua pubblica, wi-fi libero e gratuito”.

Proposte che Grillo alle amministrative ha portato avanti con liste civiche che correvano contro il PD, come ricorda il senatore Giorgio Tonini: “Sarebbe ora che in questo Paese tornasse ad affermarsi la serietà e il senso della misura. In questi mesi Grillo non ha lesinato feroci polemiche contro il Partito Democratico, presentando liste in tutta Italia in competizione con il centrosinistra. L’iscrizione a un partito è una cosa importante e il gesto di Grillo ha un chiaro intento provocatorio, in nessun modo portatore di intenti costruttivi.
I milioni di elettori e militanti del Pd non meritano di veder trasformata la loro passione politica in una comica di cattivo gusto. La serietà della politica e le regole dello Statuto del Pd sapranno trovare la giusta soluzione a questa pericolosa deriva populista”.

E se Ignazio Marino con una battuta dice che l’annuncio “è positivo,avremo un tesserato in più. Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso” e il candidato blogger Mario Adinolfi dà il benvenuto a Grillo e fa un appello «ai burocrati del Pd affinchè non ne impediscano la candidatura” c’è chi ricorda gli ultimi insulti (una antologia incompleta è su Blitz Quotidiano http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/primarie-pd-beppe-grillo-si-candida-ma-sul-blog-scrive-il-partito-democratico-rifiuto-tossico-ci-vorrebbe-una-purga-56540/ ). È la senatrice del Pd Francesca Marinaro: “A proposito dell’autocandidatura di Beppe Grillo, vorrei solo ricordare ai troppi smemorati le sue parole in audizione in commissione affari costituzionali del Senato, quelle in cui definì alcune parlamentari ‘zoccole’. Credo che una simile inaccettabile volgarità – conclude Marinaro – valga politicamente per il nostro partito più di mille statuti. Quanto al collega ed amico Ignazio Marino, anch’egli candidato a segretario del Partito democratico, gli vorrei chiedere come possa riuscire conciliare l’idea di un partito di donne e di uomini con la difesa di personaggi che ledono la dignità stessa delle donne”.

E Maurizio Migliavacca, responsabile Organizzazione del Partito fa sapere: “Le regole per iscriversi al Partito Democratico sono chiare e precise. Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd”.

Ma a futura memoria potrebbero tornare utili le sue parole in occasione delle primarie il 10 ottobre 2007, primi segnali della sindrome Grillo che abbiamo riassunto nel titolo morettiano del pezzo. In un’intervista a Jacopo Jacoboni su La Stampa diceva: “No, io non mi candiderò, non sono capace, faccio solo da catalizzatore. Però bisogna uscire da questa logica, destra, sinistra, se li fustigo tutti sono antipolitico.

Il 17 febbraio dopo le dimissioni da segretario di Walter Veltroni era lapidario: “Essere candidati dal PDmenoelle (come lui chiama il PD ndr) equivale a un suicidio politico, a un bacio della morte”. Ci tornava sopra quattro giorni dopo: “I partiti politici sono morti”. Ci spiega perché ha cambiato idea?

Il Polemista

www.partitodemocratico.it

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