Ci aspettano mesi difficili, ma non dobbiamo avere paura del congresso

“Non dobbiamo avere paura del congresso, sara’ una prova di maturita’”. Cosi’ Dario Franceschini intervenendo all’iniziativa ‘il Pd che serve all’Italia’ insieme a Piero Fassino. Secondo l’attuale segretario del Pd “saranno mesi difficili” ma il confronto congressuale dovra’ essere “civile, chiaro, senza ipocrisia ne’ ambiguita’”. Se lo scontro sara’ acceso, pero’, ammonisce Franceschini, “dobbiamo uscire con la stessa voce quando si tratta di contrastare il Governo”. Il congresso, “sara’ l’occasione per un confronto vero” su temi come la laicita’ dello Stato o su come deve essere il partito. “Il nostro partito – ha spiegato Franceschini – e’ un partito che discute, che si confronta e anche si scontra, ma che poi parla con una voce sola”.

In Europa nessuno ha preso 8 milioni di voti.
‘In Europa non c’e’ un partito nel nostro campo che abbia preso piu’ dei nostri otto milioni di voti’. Franceschini ha ricordato i 20 mesi di vita del Pd. ‘E’ chiaro – ha aggiunto – ci sono stati dei limiti, ma dobbiamo avere un po’ di orgoglio delle cose che abbiamo fatto’, ha aggiunto tra gli applausi. Dopo aver ricordato che il Pd e’ il primo partito progressista europeo ha aggiunto: ‘L’orgoglio lo si trasmette se abbiamo consapevolezza di quanto abbiamo fatto’.

Laicità dello Stato é indispensabile.
“L’autonomia della scelta politica dei cattolici si fa ascoltando anche la Chiesa, ma poi si decide sempre rispettando il principio della laicità dello Stato. Il principio della laicità dello Stato è ancora indispensabile – ha sostenuto il segretario del Pd – perchè dobbiamo rispettare tutti i principi e i valori che convivono nella società ricordando che nessuno di quei principi può essere vincolante per tutti, diventare legge, se non rispetta il principio condiviso per cui lo Stato laico deve rispettare tutti”. Per Franceschini, bisogna evitare “uno Stato e un Parlamento che fanno una legge di notte su una ragazza, che prende una decisione nei confronti di questa ragazza e della sua famiglia”.

I nuovi dirigenti dai circoli, non dalla luna.
Sono i circoli e le esperienze amministrative i luoghi da cui il Pd puo’ attingere per innovare la propria classe dirigente, e non cercando ‘persone sulla luna’.
Franceschini ha detto che il Pd dovra’ rafforzare i propri circoli territoriali che pero’ ‘non devono essere lo strumento di una conta congressuale’, ma devono invece ‘avere la porta e la finestra aperta’; insomma non devono essere ‘luoghi dove si parla di noi stessi, ma delle cose che interessano le persone, dal piano regolatore alla disoccupazione’.
‘Nei circoli – ha proseguito – abbiamo la forza per il rinnovamento, non dobbiamo cercare persone sulla luna. Li’ abbiamo delle risorse straordinarie nuove, tra i circoli tra i sindaci, tra le nostre esperienze amministrative’.
Infine Franceschini ha sottolineato che se c’e’ stata tra i dirigenti locali del Pd ‘mescolanza’ di provenienze, ‘quello che non ha funzionato e’ stata l’apertura, non abbiamo saputo dare spazio a chi comincia ora ad affacciarsi alla politica’.

www.dariofranceschini.it

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