Il Pd «fa muro» contro Grillo

MILANO – Il Pd si schiera contro «l’invasore». Ai big del Partito democratico, con l’eccezione di Ignazio Marino, non piace l’autocandidatura del comico Beppe Grillo a partecipante alla corsa per futuro leader del partito. Una candidatura che potrebbe non concretizzarsi mai visto che per statuto Grillo dovrebbe ottenere prima la tessera del partito, cosa che sembrava difficile da ottenere dopo gli attacchi sui media di questi ultimi mesi alla formazione guidata da Franceschini. Tuttavia il comico è deciso a portare avanti la sua candidatura e ai microfoni di Sky ha dichiarato: «Oggi mi sono iscritto al Pd». A smorzare la sicurezza di Grillo ci pensava però poco dopo Maurizio Migliavacca, responsabile dell’organizzazione del Partito democratico: «Le regole per iscriversi al Pd sono chiare e precise. Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd».

MELANDRI E VIOLANTE – Del resto alle dure dichiarazioni dell’ex segretario dei Ds Piero Fassino di domenica contro la candidatura di Grillo, si erano aggiunte oggi le critiche di altri autorevoli esponenti del partito. «A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all’occorrenza» dichiarava Giovanna Melandri, dirigente del Pd. «Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo – sottolineava la Melandri- inoltre credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente».
Più interlocutorio l’intervento di Luciano Violante per il quale Grillo «Non è solo un comico, interpreta uno stato d’animo. La sua candidatura è il frutto della crisi del sistema politico».
E lo stesso Fassino tornava oggi a parlare della vicenda Grillo in un videoforum su Repubblica tv: «Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd». Secondo Fassino, quella del comico genovese «è una boutade», «una delle tante provocazioni di un uomo di spettacolo». Fassino spiegava che «il partito non è un taxi, dove si si paga la corsa e si scende, ma è una cosa seria». E le regole che scandiscono la dinamica congressuale «sono cose serie, non meritano di essere irrise».

MARINO E BONINO – Il senatore Ignazio Marino, anche lui candidato alla segreteria del Pd, ribadiva invece di non avere pregiudizi nei confronti della eventuale candidatura di Grillo alle primarie. Intervistato da Radio 24, spiegava: «Seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso».
Una tesi quella di Marino che riaccendeva la polemica rinfocolata dalla radicale Emma Bonino sulle regole per la candidatura contenute nello statuto del Pd: «Io ancora non ho capito bene – dichiarava la Bonino – se le regole di questo Statuto del Pd, che ogni giorno di più risulta più pasticciato, consentono o no la candidatura di Beppe Grillo. Se lo consentono il dibattito deve essere politico, non esistono “vade retro Satana”, si deve discutere di quello che propone. Grillo è abituato a lanciare anatemi e a fare monologhi, ma non è mai stato disponibile a dialoghi o confronti. Se poi parliamo del programma che Grillo ha enunciato io trovo che ci siano delle sciocchezze».

LE TESI DI GRILLO – Per quanto lo riguardava, tuttavia Grillo andava avanti e parlava già da aspirante leader del Pd . Tanto da rivelare ad «Affari italiani» la lista dei possibili futuri alleati di un partito democratico con lui alla guida. «Certo, – spiegava Grillo – con Antonio Di Pietro avremo dei contatti sicuramente. Abbiamo degli obiettivi in comune da molti anni. Ed è uno che fa opposizione alla grande a questo governo». E Pierferdinando Casini? «Ma cos’è l’Udc? Ma che cosa sta dicendo? Lei è giovane è già vecchio dentro», risponde il comico genovese. «Sono sigle che non vogliono dire nulla». Un’intesa con Nichi Vendola e i comunisti di Ferrero e Diliberto? Che ne pensa? «Non penso proprio nulla. Sono il vuoto. Il vuoto totale».

LA DIFESA DI DI PIETRO – E in difesa di Grillo arrivava proprio colui che il comico genovese vede come unico possibile alleato del Pd, vale a dire Antonio Di Pietro. «Vedo che molti nel Pd fanno a gara per irridere la candidatura di Grillo a segretario di quel partito, eppure il suo è l’unico programma esposto, molto più articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati» sottolineava il presidente dell’Italia dei Valori . «Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: sono tutti punti – spiegava Di Pietro – che l’IdV sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide. Insomma, un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i soloni della politica a irriderlo».

http://www.corriere.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...