Bersani incontra a Milano i giovani ammistratori: “Spazio ai nuovi senza dimenticare le nostre radici”.

“Berlusconi canta sempre le stesse note, con Apicella non hanno altri accordi”. Così risponde alle critiche del presidente del Consiglio Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del Partito democratica, in occasione di “La nuova Italia che governa”, incontro con i giovani amministratori. Al centro dell’attenzione sempre la crisi, su cui “il governo dovrebbe accettare di discutere”. “Berlusconi – ha detto Bersani – non e’ mai venuto in Parlamento a parlarne, questa e’ una cosa unica al mondo, non c’e’ stato nessun dibattito. Se si confrontasse con noi forse qualche idea sensata potremmo dargliela. Non siamo degli arruffapopolo ma gente che vuole un confronto serio”.

L’esponente Pd si è espresso anche sul G8 in corso che “ha visto qualche risultato”, ma sostanzialmente “il mondo e’ fermo sulle gambe di fronte ai problemi che abbiamo, sia sulla crisi sia sul clima”. Mi pare che il formato sia inadeguato e l’agenda un po’ troppo ambiziosa. Di vertice in vertice si finisce per rinviare la risposta. Se questo G8 e’ andato bene o male,lo deciderà il mondo”. Sugli aiuti ai Paesi poveri, altro tema del G8, “c’e’ un caso italiano”. Bersani affonda il colpo ricordando che col governo Prodi “eravamo arrivati allo 0,22% del Pil che iniziava ad assomigliare allo 0,25% di media del G8. Sono ripiombati allo 0,14%, dimezzando”. Quindi “come ospiti di questo grande appuntamento noi non ci presentiamo con le carte in regola. Vedremo se il governo Berlusconi, che di solito e’ prodigo
di promesse, questa volta le manterrà. Ho qualche dubbio”.

Bersani si è poi dedicato all’esposizione della sua idea di PD ribadendo che “dobbiamo riprendere i grandi temi del nostro autonomismo. Ci sono dieci-dodici grandi temi in cui non spicca la posizione del Pd”, temi come l’immigrazione, la casa, la sicurezza, l’economia verde. Anche per questo e’ importante che “si metta in moto un meccanismo partecipativo sui contenuti. Ci vuole ‘un’onda’. Dobbiamo collegare la nostra ripartenza a un movimento, un’onda dei giovani amministratori”
E a sentire Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, i giovani amministratori non aspettano altro che dire la loro.

Per loro ci sarà spazio, “senza però dimenticare le proprie radici. Certo mi danno a volte del ‘passatista’ ma io non demordo, continuo a parlare delle radici. Quello che dobbiamo fare e’ sgombrare la testa da radici troppo recenti. Quando mi chiedono chi siamo noi, io sostengo che siamo la continuazione delle grandi radici popolari e democratiche. Occorre avere rispetto della generazione di ‘prima’ e la generazione di ‘prima’ deve aprire la strada ai giovani”. Secondo Bersani bisogna trovare un meccanismo che selezioni i giovani che intendono fare politica nel partito, in base al merito. E questo processo può partire solo dal territorio. “Nella situazione di oggi – ha detto l’ex ministro dell’Economia – con la crisi che abbiamo, i territori sono i driver della formazione del consenso. Quando mi dicono che gli operai non votano più il PD, io domando dove, in quale luogo? Il territorio ha un peso specifico nella formazione, e a noi questo sta sfuggendo”.

Sono necessari confronti e discussione all’interno del partito perché “questi spargono ideologia. Il berlusconismo e’ ideologia. Noi veniamo da antiche radici. Maggiore uguaglianza e civismo possono fare una società migliore”. La normale dialettica di partito non va però confusa con lo scontro fratricida profetizzato, e forse anche auspicato, da molti. Pierluigi Bersani assicura che il congresso di ottobre “non porterà a scissioni e ”neppure a litigi. Da parte mia del resto non farò mai una polemica”.

Ciononostante Bersani non rinuncerà a ribadire che “abbiamo bisogno di un nuovo riformismo che si basi però su valori antichi, altrimenti rischiamo di perdere ogni punto di riferimento. Senza i nostri valori rischiamo di finire come degli astronauti che vagano nello spazio in cerca di chissà quale riformismo. Dobbiamo impegnarci per una città più giusta e più solidale perché questo ha anche l’effetto di portare ad una maggiore crescita economica e quindi ad una società in cui stanno meglio tutti”.

Infine Bersani ha confermato la sua convinzione “di vincere” e ha aggiunto che “il Partito democratico ha assolutamente bisogno di una posizione chiara su alcuni temi fondamentali dei nostri tempi. Il problema numero uno del Pd e’ che bisogna rafforzare il senso della nostra missione comune. Noi dobbiamo anche ripartire dal territorio, questo e’ assolutamente fondamentale e per questo ho scelto Filippo Penati che lavora con me per la candidatura alla segreteria”.

www.partitodemocratico.it

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