Amerigo Rutigliano si candida alla Segreteria del PD

Amerigo Rutigliano, già presente nelle candidature alla segreteria del 2007, si candida nuovamente alla carica di segretario politico nazionale. Comincia, anche per lui, il percorso preparativo alle elezioni primarie di ottobre 2009.
 

Officina Sociale – Manifesto Politico Programmatico
Unità del centrosinistra.

Quella di governo dovrà essere per il Centro sinistra una prova grande, decisiva. Il centrosinistra, sulla sfida del governo metterà in gioco la sua credibilità, una parte importante del suo futuro del suo desino politico.

E’ da questo passaggio, insieme storico e politico, che al centro sinistra viene un’intensa sollecitazione a misurarsi con una nuova prospettiva unitaria.

L’unità per tanto tempo è stata ambizione e suggestione della sinistra e del centro sinistra. Ambizione e suggestione che hanno dovuto fare i conti con una storia caratterizzata da divisioni, lacerazioni, duelli talvolta drammatici.
Non è facile riprendere un ragionamento diverso. ci sono da superare antiche diffidenze, senza contare che è più difficile unire che dividere ma, le moderne sfide di governo spingono a questo passaggio ineludibile.

Unire il centro sinistra vuol dire innanzi tutto innovarla. unire e innovare per rappresentare la parte più moderna della società italiana. Per mettere in relazione il mondo del lavoro, sia quello tradizionale delle fabbriche e degli uffici che quello nuovo, prodotto dalle nuove tecnologie, con l’imprenditoria più consapevole per saper coniugare interessi sociali diversi e soprattutto saper parlare alle nuove generazioni.

All’inizio del terzo millenio il centro sinistra democratico è posto di fronte alla necessità di ripensarsi radicamente.

Si pone dunque per molti versi una questione cruciale. Di fronte ai processi di mondializzazione, alla pervasiva diffusione dell’economia, dell’informazione, può, deve riproporsi un ruolo, una funzione politica, che regola, corregge, limita.

Un grande tema epocale che riguarda il centro sinistra e che non da oggi si incontra con sensibilità diffuse nel mondo cattolico.

E’ in questo quadro che il centro sinistra deve misurarsi con la sfida del terzo millenio, quello di diventare forza regolatrice della globalizzazione.

Il Partito Democratico.

Deve essere un soggetto politico che si riconosce ne fondamentali valori della libertà, dell’eguaglianza, della solidarietà, della pace, della difesa della natura.
Un soggetto pluralista, che intende le diversità interne come risorsa, che pone tra i suoi principi quello di un diverso modo di far politica che deve armonizzarsi con la vita concreta dei cittadini, che si batte per il superamento delle contraddizioni tra ricchi e poveri, tra nord e sud del mondo, tra chi detiene il potere, l’informazione, la tecnologia, e chi ne viene escluso.

Che sostiene una globale riforma del Welfare State equo e giusto, che garantisca una reale sicurezza sociale.
Una società dove il lavoro, la modernizzazione e la riconversione ecologica dell’economia europea devono essere la priorità politica, in una società europeista nella quale sia riconosciuto e sostenuto il valore civile del volontariato, dell’impegno individuale e di gruppo, dove ogni cittadini si veda garantiti i diritti di libertà, una effettiva parità tra uomini e donne.
Che opera per una svolta storica in Italia. Per uno Stato proiettato nel terzo millenio, verso il suo alveo naturale “L’Europa” che potrà trovare l’equilibrio solo nella riunione e confederazione dei grandi popoli.
Una forza politica che rientra nell’area della sinistra socialista liberale e democratica.

Un partito diretto e responsabile.

Nella sua linea politica che esercita di un paese che ha bisogno di grande trasparenza politica ed economica, di democrazia, di un autentico stato di diritto, di una giustizia giusta.

Riteniamo che l’indirizzo politico appartenga al popolo, ed i suoi rappresentanti democraticamente eletti, il dovere di applicarlo in un contesto di regole certe e liberali.

Una forza come quella del centro sinistra, rappresenta il futuro. Noi ci rivolgiamo a tutte quelle masse di persone socialmente deboli, ai disoccupati, agli anziani, ai tanti giovani da sempre ingannati da una società egoista e sprecona che non vuole rendersi conto che mezzo mondo e più è affamato, dove la vita e la morte spesso è determinata da una razione di farina o un sorso di acqua infetta.

I nostri obiettivi devono essere chiari e ben delineati.

Donne e uomini che con grande senso di responsabilità si pongono in prima linea disposti a misurarsi in mille battaglie politiche e sociali in nome del popolo sovrano, con la forza della no violenza e del dialogo, in un paese da sempre maltrattato e ingannato ma, questa è la terra dove siamo nati, e dopo di noi i nostri figli, e prima di noi i nostri padri, molti dei quali eroi alla memoria spesso dimenticata, a costo anche dell’estremo sacrificio in un epoca di avvenimenti difficili e dolorosi, riuscendo a sconfiggere la prevaricazione di un regime dittatoriale responsabile della quasi disgregazione della nostra società, ed in seguito ricostruire un libero paese in nome della Democrazia, rammentando che ovunque si pronunciano le parole ” giustizia e Libertà” i cittadini divengono solidali gli uni agli altri.

La Costituzione.

La Costituzione italiana, nata dopo il crollo del fascismo, fu opera delle forze politiche antifasciste che erano concordi nell’abbattimento della dittatura, ma divergevano profondamente intorno al modo di costruire il nuovo Stato. Essa anzichè essere suggello di una trasformazione politica e sociale già avvenuta, è il disegno composito di una società futura, ancora da attuare se si considera che i gruppi politici più forti all’assemblea costituente furono quello comunista e socialista da un lato e quello democristiano dall’altro e che entranbi agivano in un contesto politico in cui le forze morali preminenti erano quelle della tradizione liberale della resistenza europea, si comprenderà quindi come la nostra costituzione sia una composizione complessa, essa è il risultato della confluenza ideologica socialista e quella cristiano sociale con quella liberale classica, ispirata a ideali liberali, integrati da ideali socialisti e da ideali cristiano sociali.

Che una tale costituzione sia così composita non deve stupire, essa rispecchia una società non omogenea, agitata da profondi conflitti sociali in cui sussistono differenze profonde fra diverse classi, fra il nord e il sud. e non deve neppure suscitare ingiutificati allarmi: è proprio della concezione liberale e democratica della vita che l’antagonismo tra diversi gruppi, tra interessi contrapposti, sia la molla di ogni progresso civile qualora sia regolato giuridicamente, è compito di una democrazia pluralistica di far si che il progresso di una nazione nasca anziché dall’imposizione autoritaria di una dottrina del contrasto di molte.

Poiché in questi anni è stato imposto il tema compromesso storico da intendersi come proposta di un’alleanza durevole fra partiti italiani allo scopo di affrontare con forze unite la crisi economica e la politica del paese, rammentando che un compromesso storico decisivo per le sorti dell’Italia c’è già stato ed è la Costituzione Italiana che fu approvata con 453 voti favorevoli e solo 62 contrari.

La forma di Governo.

Siamo contrari ad ogni forma di presidenzialismo o semi – presidenzialismo in un paese come il nostro dove è ancora latente una effettiva democrazia compiuta, siamo invece favorevoli al sistema tedesco, ovvero il Cancellierato. Chiederei di provare a fare ciò che non fu fatto nel 1993, che invece di imitare un buon e funzionale modello di governo, l’Italia si diede anima e corpo al mattarellum, con il quale gli italiani si ritrovarono con quaranta partiti piuttosto che con due poli, insomma si dimenticò che la vera riforma da fare era quella di Governo.

I Referendum

Riteniamo oggi la tracimazione referendaria un grave errore, più di uso, bisognerebbe parlare di abuso, si rende dunque necessario trovare una soluzione.

A tal fine occorrerebbe modificare al meglio tale strumento trasformandolo da abrogativo come è attualmente, a propositivo e consultivo eliminando il quorum.

Il problema dell’immigrazione.

L’immigrazione è sempre stato un fattore di arricchimento per i paesi europei. Bisogna tuttavia guardare con realismo alla situazione.

l’unione europea non potrà accogliere sul suo territorio tutti gli immigrati che cercano rifugio. Essa deve presevare le caratteristiche di tolleranza e di ospitalità e asilo, che è nel diritto umanitario per le vittime della persecuzione politica.

Non si possono però chiudere gli occhi davanti al problema dell’immigrazione clandestina, proponendo una politica delle soluzioni a lungo termine, lottando contro il lavoro nero e anzitutto è necessario combattere le cause dell’immigrazione promuovendo sviluppo dei paesi di provenienza.

Noi rifiutiamo il concetto restrittivo di alcune forze politiche in merito all’ordine pubblico innalzando delle barricate per proteggerci dagli stranieri, al contrario siamo per garantire la sicurezza mediante politiche comuni, rafforzando la cooperazione con i principali paesi da cui proviene l’immigrazione.

I costi della politica.

Il finanziamento pubblico fu abrogato per legge tramite un referendum popolare indetto nel 1994 e votato dal 93% degli italiani.

Va affrontato il tema dei costi della politica prevedendo forme di finanziamento pubblico volontario ai partiti e non al sistema dei partiti, soprattutto accesso agevolato a servizi, nonché regole rigorose, controlli effettivi e indipendenti affidati ad esempio alla Corte dei Conti tutte le forme di finanziamento privato diretto o indiretto e assolutamente trasparente.

L’informazione e il futuro delle telecomunicazioni.

Il sistema dell’informazione dev’essere libero e pluralista, questa è una condizione essenziale per la democrazia.

Per questo sono necessarie nuove regole, che evitino il riformarsi nel prossimo futuro situazioni di assenza di regole.

La situazione dell’informazione e delle telecomunicazioni è cambiata con l’evvento delle nuove tecnologie. Occorre quindi un maggior controllo sia sulle concentrazioni proprietarie che sulle quote di mercato che garantisca una effettiva concorrenza.

La questione giustizia.

La nostra costituzione garantisce l’indipendenza della magistratura nei confronti del potere politico.
La crisi delle istituzioni che sta attraversando il nostro paese è prima di tutto crisi di fiducia nei confronti dei poteri pubblici, della loro capacita di decidere, d gestire e di soddisfare e esigenze della collettività. occorrerà quindi un grande progetto di riforma della giustizia indirizzata verso un pubblica amministrazione decentrata, una riqualificazione del personale attribuendogli responsabilità e prospettive di carriera. Uno snellimento dell’organizzazione giudiziaria, una accellerazione della giustizia civile.

Dare al paese risposte certe che da molti anni attendono.

un grande progetto sulla tematica dell’occupazione.

In Europa a tutt’oggi vi sono circa 30 milioni di disoccupati. Nella fascia giovanile la disoccupazione è del 25%.

In Italia la disoccupazione è in linea con la media europea ma presenta caratteristiche croniche davvero drammatiche dovute ad una debolezza della nostra struttura produttiva in merito ad una carenza di infrastrutture, ad una differenziazione territoriale, ad una specializzazione industriale che mal contiene la crescente concorrenza internazionale di vari settori, di servizi inefficenti, da un sistemi di riqualificazione professionale.

Le soluzioni credibili.

Attuare politiche volte all’istruzione e formazione professionale.

Eliminare la pratica della cassa di integrazione per quelle aziende in crisi non temporanea, sostituendola con un fondo per qui lavoratori posti in mobilità, con la possibilità di rilevare aziende usando il sussidio come fondo capitale.
Una mirata politica ambientale può generare posti di lavoro con partecipazione mista tra pubblico e privato, sul riassetto del territorio, sulla produzione di energie non inquinanti, sul riequiibrio idrogeologico, sul recupero e la valorizzazione del paesaggio, del patrimonio artistico, dei parchi e delle coste, sulla valorizzazione delle città.
In sintesi un grade progetto possibile e attuabile che potrebbe produrre migliaia di possibilità occupazionali, rendendo questo nostro paese il giardino d’Europa.

Autogoverno locale e federalismo cooperativo.

Le Regioni sono state istituite da alcuni decenni eppure di fatto l’impostazione centralista dello Stato e delle amministrazioni non è mutata nonostante la legge sul federalismo fiscale approvato dal governo attuale.

Le amministrazioni locali non hanno piena responsabilità nel governo del territorio e la legislazione statale interviene o interferisce largamente anche nei settori di competenza delle regioni.

La sicurezza.

Molti cittadini si sentono insicuri camminando per le vi delle città. le preoccupazioni e le paure dei cittadini devono essere prese in considerazione, sia che si convenga che in determinate realtà metropolitane le rappresentazioni sociali di insicurezza siano realistiche, sia che si possa ritenere che in altre realtà esse siano sovra stimate rispetto ai rischi oggettivi di essere vittime ella criminalità.

I sentimenti di insicurezza determinano domande di sicurezza che non possiamo assegnare al solo governo di centrodestra ( vedi decreto sicurezza appena approvato dal PDL ).

Dobbiamo quindi guardare alla sicurezza pubblica con l’occhio del cittadino. Il tema della sicurezza della microcriminalità va affrontato con un approccio diverso, che non si affidi alla sola lotta contro il disagio sociale o alla sola repressione. Un approccio che faccia sentire a tutti che esiste un impegno comune delle istituzioni e della società civile. un impagno che non ci costringa a rassegnarci all’idea di una società nella quale si è sicuri solo se ci si barrica in casa.

La forma partito.

Il centro sinistra italiano è una storia plurale, una storia fatta di diverse tradizioni, quella liberal socialista, quella del comunismo, quella del cattolicesimo sociale e democratico, quella laica azionista, quella ambientalista.

Queste storie diverse, queste tradizioni, queste culture, devono e possono aggregarsi per dar vita a un qualcosa di nuovo che superi il concetto di un partito a vocazione maggioritaria che non porta da nessuna parte se non si hanno i numeri.

Un soggetto politico che abbia salde radici nelle diverse tradizioni, una forza politica che sappia coniugare i valori di libertà e di equità e che sia in grado di elaborare un programma capace di parlare e saper costruire un ponte verso nuove generazioni in un paese che spesso parla ai giovani con troppa superficialità in una fase per loro assai delicata, perché una rilevante parte di essa, rischierà di non entrare mai nel mercato del lavoro con tute le conseguenze negative per il paese che ne deriveranno.

Il centro sinistra italiano deve essere capace di rappresentare tutto questo, specialmente nel saper guardare proprio a quel vasto mondo giovanile che oggi non si riconosce in questa parte politica. Ma per raggiungere tali intenti occorrerà prospettare nuove aspettative di vita e di speranze per un futuro migliore, rispetto e difesa dei diritti e dignità troppo spesso calpestati, insomma, non possiamo permettere che le nostri migliori menti ci lascino per altri lidi. Occorre infondere in loro rinnovati ideali e valori esistenziali, acquisendo così una nuova coscienza, nuove aspirazioni che vedano davvero lontano, oltre l’orizzonte.

L’obiettivo deve essere chiaro.

Il centro sinistra oggi non governa il paese e il suo appare un progetto non molto credibile ed il risultato si è visto nelle ultime lezioni politiche, europee e amministative.

L’attuazione e la buona riuscita di tale progetto che ho sin qui esplicato, dipenderà dalla certezza di unità e di intenti da parte di tutte le forze politiche, dei movimenti e delle associazioni che non dovrà somigliare al progetto fallimentare dell’unione.

In Europa negli ultimi anni siamo stati testimoni di sommovimenti politici e sociali di enorme rilevanza. la caduta del muro di Berlino e dei regimi totalitari, determinarono l’apertura di una molteplicità di fattori innovativi.
Un grande balzo in avanti per quei paesi volti ad una maggiore modernizzazione e rinnovata crescita economica. Ad un più ampio sviluppo capitalistico.

Il centro sinistra italiano ha davanti a se una grande ambizioso progetto politico: l’espansione di un centro sinistra liberale e democratico che riesca a saper guardare oltre la stessa Europa. Il suo campo di azione dovrà essere quello di operare su dimensione sovra nazionale. Sapersi riconoscere in un movimento di visione planetaria. un centro sinistra moderno insomma, che sappia coniugare la difesa dello stato sociale con un maggior sviluppo economico del paese.

Amerigo Rutigliano
Candidato alle primarie per segreteria nazionale del Partito Democratico

www.partitodemocratico.it

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