Bersani: “Un paese giovane e giusto”

Siamo solo noi. Sono le note di Vasco Rossi ad accompagnare i passi di Pierluigi Bersani verso il palco dell’Ambra Jovinelli, il teatro romano scelto per lanciare la propria candidatura alla segreteria del Partito Democratico. La sala è piena, numerosi militanti sono rimasti fuori ed è stato necessario allestire un maxischermo all’esterno per permettere a tutti di seguire l’evento, nonostante la pioggia battente che .

Prima un grazie alla platea e a tutta la gente rimasta sotto la pioggia ad attendere per ascoltarlo, poi un doveroso minuto di silenzio per la tragedia di Viareggio, ed ecco che Bersani prende il microfono e inizia a tratteggiare la sua idea di partito. Quell’idea che porterà fino ad ottobre nella sua mozione “Per l’Italia”, fino al congresso del Partito Democratico, in piena autonomia, perché, spiega: “Io sono un candidato di nessuno che pensa che ci sia bisogno di tutti”.

Rispetto e rinnovamento. Il Pd che ha in mente Pierluigi Bersani dovrà avere rispetto per la generazione precedente. L’ex ministro inizia così il suo discorso con cui presenta la candidatura al Pd: “Ho in mente un partito in cui c’è rispetto per la generazione precedente”.
Aggiunge Bersani: “Dobbiamo guardare in faccia la realtà in questi 20 mesi, abbiamo suscitato molte speranze spesso rimaste deluse”. Il problema, non è “il presunto tradimento dell’ispirazione originaria” ma l’aver trascurato di dare solide “base culturali e politiche” al partito.
Insomma, dice Bersani, “ci sono correzioni da fare”, bisogna andare “ad un congresso fondativo” evitando “una discussione confusa e tutta mediatica sul nuovo e sul vecchio su chi è democratico doc”. Perché se ciò accadesse “credo che gli italiani ci volterebbero le spalle e guarderebbero altrove. E noi ci troveremmo senza contenuti e forse senza partito”.

Iscritti e primarie. Lo statuto del Pd va corretto: “E’ urgente – spiega Bersani – correggere la costituzione formale e materiale del Pd”. Innanzitutto bisogna sottolineare che “il Pd è un partito d’iscritti e di elettori e la sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori”.
Secondo Bersani bisogna “riconoscere una serie di diritti formali agli iscritti” e bisogna dare al partito “un vero radicamento, condizione effettiva di apertura agli elettori”.
Continua Bersani: “Io ribadisco il valore delle primarie tra gli elettori per la scelta di candidati a cariche monocratiche (il presidente del Consiglio, i sindaci, e i presidenti di Regioni e Province, ndr) aggiungo anche che le primarie dovranno svolgersi nell’ambito delle coalizioni di cui il Pd farà parte”.
Inoltre dovranno essere “distinti i ruoli di direzione del partito e i ruoli istituzionali. Non ci deve essere nessun automatismo tra direzione del partito e candidatura alla premiership”.

Alleanze.
Il Pd, che dovrà essere un partito “del lavoro e laico”, deve occuparsi di ricomporre un quadro di alleanze perché “da soli non si può fare nulla”. il Partito Democratico, dice Bersani, deve impegnarsi per “una nuova organizzazione del centrosinistra”, lavorando ad un “percorso di convergenza con formazioni ambientaliste e liste civiche”; al tempo stesso i democratici devono “riconoscere autonomie e responsabilità alle altre forze del centrosinistra e di opposizione e lavorare ad una ricomposizione del campo alternativo alla destra: da soli non si può fare nulla”. Per Bersani, dunque, “la vocazione maggioritaria non può significare giocare un ruolo esclusivo ma avere la capacità di aggregare un progetto per il paese”.

Società. Nel suo intervento Bersani affronta più volte le questioni fondamentali di cui il PD dovrebbe farsi carico. Ad esempio l’impegno profondo affinché si raggiunga una “distribuzione più equa della ricchezza”, affermando l’identità del PD, senza rimanere disarmati di fronte all’ideologia della destra. Bisogna far vivere nella crisi un orizzonte di cambiamento, che non può avvenire, sostiene il candidato, “le disuguaglianze, l’impoverimento e il blocco della mobilità sociale continueranno ad imprigionare le nostre energie”. Perché bisogna tener viva , conclude Bersani, quell’antica e modernissima idea che questo Paese può essere migliore, più moderno, più giusto. Io dico che è giovane chi ci crede ancora, ed è vecchio chi non ci crede più”.

G.R.

 
 
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