Bersani, al via il comitato: “Per un PD che parli agli italiani”

Scalda i motori la candidatura di Pierluigi Bersani a segretario del PD. Stamani l’inaugurazione del comitato, domani l’iniziativa all’Ambra Jovinelli per presentare la candidatura.
Il breve saluto davanti a stampa e ospiti si sarebbe dovuto concludere con un brindisi, ma dopo il disastro ferroviario in Toscana il programma è cambiato. “Il nostro cuore è a Viareggio e la nostra solidarietà va alle vittime e ai loro famigliari”.

Bersani davanti a microfoni e telecamere ha ribadito il senso delle sue prime dichiarazioni: “Non metto la mia candidatura contro nessuno, perché nella discussione politica si crea solidarietà. Quello che il Pd si accinge a celebrare è il congresso fondativo e richiede chiarezza da parte di tutti i candidati. Tutti devono dire dalla A alla Z quello che pensano su identità, proposta politica e idea di partito che hanno”.
Oggi è anche l’anniversario della terza lenzuolata, il pacchetto di misure voluto dall’allora ministro dello Sviluppo economico, e le prime pagine dei giornali di tre anni fa campeggiano nei corridoi.
Quel piano, ha sottolineato, non può passare solo “sotto il titolo liberalizzazioni. Quelle misure avevano e hanno come destinatari i giovani che devono trovare lavoro senza fare il giro delle sette chiese, i consumatori che devono essere trattati come cittadini. Ho voglia che ci sia un partito democratico che riesce a organizzare ‘lenzuolate’ dei cittadini”, a mettere in primo piano il “tema delle accesso delle nuove generazioni al lavoro, dell’attività economica e della famiglia”. “Spero – ha insistito – che riusciremo a costruire su questi temi un partito di combattimento”.

Bersani chiede anche che al congresso “si parli agli italiani” e che dalle assise esca un “partito unito, così che si torni ad alzare la canzone popolare”. Un richiamo simbolico, come la sede, nello stabile di piazza Santi Apostoli che ospitò l’Ulivo e l’Unione e dove ancora hanno sede i Democratici di Arturo Parisi. “Non voglio appropriarmi dell’Ulivo – ha tenuto a chiarire Bersani – è un patrimonio di tutti e Prodi è un ‘padre nobile’ di tutti. Però, mi piace alludere a quella esperienza perché fu una grande esperienza di popolo, una riscossa civica. E non e’ nelle chiuse stanze che alla fine risolveremo il problema dell’alternativa della destra”. E civismo e riscossa sembrano due parole chiave contro la destra. E alle affermazioni di ieri di Silvio Berlusconi che, citando un articolo firmata da Giampaolo Pansa, ha parlato di un “cadavere che cammina” riferendosi al PD risponde così: “Quella di Berlusconi e’ stata una frase macabra, io sono più allegro di lui. A me le frasi macabre non piacciono”.
In sala anche tanti esponenti del PD come Enrico Letta, Rosy Bindi, Livia Turco, Vincenzo Visco, Nicola Latorre, Matteo Colaninno. “Per la prima volta – ha sottolineato Letta – il congresso del Pd comincia senza sapere quale sarà il vincitore. Partiamo da una idea giusta, che però era stata interpretata non nel migliore dei modi, e infatti siamo finiti nelle secche”.
“Stanno arrivando tantissime disponibilità a collaborare”, ha assicurato Bersani, “cercherò di fare in modo che so si lavori in allegria, in un clima sereno, mai ‘contro’ ma ‘per'”. Della squadra faranno parte Filippo Penati (coordinamento della mozione), Gianni Pittella (organizzazione), Margherita Miotto (rapporti con le associazioni), Walter Tocci (elaborazione del programma) e Stefano Di Traglia (comunicazione).

Ma. Lau.

www.partitodemocratico.it

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