Omaggio di Ratzinger allo statista: “De Gasperi fedele ai valori cristiani”

«Docile ed obbediente alla Chiesa», con «una indiscussa fedeltà ai valori umani e cristiani», Alcide De Gasperi «fu autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza».

Con queste parole Benedetto XVI ha reso omaggio oggi al grande statista trentino, che «con prudente lungimiranza guidò la ricostruzione dell’Italia uscita dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale, e ne tracciò con coraggio il cammino verso il futuro; ne difese la libertà e la democrazia; ne rilanciò l’immagine in ambito internazionale; ne promosse la ripresa economica aprendosi alla collaborazione di tutte le persone di buona volontà». «Formato alla scuola del Vangelo, De Gasperi – ha ricordato il Papa teologo – fu capace di tradurre in atti concreti e coerenti la fede che professava».

Per questo, ha esortato Ratzinger sottolineando «la riconosciuta dirittura morale» del primo premier democristiano e padre dell’Unione Europea, e «la serena coscienza morale che lo guidò nelle scelte della politica», i governaNti d’Italia e del mondo, «specialmente» i cattolici, abbiano sempre come «incoraggiamento e stimolo» la figura di De Gasperi che «seppe prodigarsi efficacemente per il bene comune». Nell’ udienza ai membri della «Fondazione Alcide De Gasperi», il Pontefice, pur non facendo direttamente cenno alla causa di beatificazione in corso presso il Tribunale diocesano di Trento, ma osteggiata dalla Diocesi di Bolzano per le incomprensioni del dopo guerra sulla questione Altoatesina, ha poi messo in evidenza il fatto che in De Gasperi convissero «spiritualità e politica», due dimensioni che «si integrarono così bene in lui che, se si vuole comprendere sino in fondo questo stimato uomo di governo, occorre non limitarsi a registrare i risultati politici da lui conseguiti, ma bisogna tener conto anche della sua fine sensibilità religiosa e della fede salda che costantemente ne animò il pensiero e l’azione».

All’incontro di oggi con Benedetto XVI erano presenti la figlia dello statista Maria Romana e il senatore Giulio Andreotti che, come ha ricordato il Papa ,di De Gasperi è «stato a lungo stretto collaboratore». Ricordando «la figura di questa grande personalità» e «i momenti storici di profondi cambiamenti sociali in Italia e in Europa, irti di non poche difficoltà» nei quali agì, il Papa ha anche citato un brano di un discorso di De Gasperi, con un implicito riconscimento dell’ortodossia delle sue posizioni: «nel sistema democratico – queste le parole riportate da Benedetto XVI – viene conferito un mandato politico amministrativo con una responsabilità specifici, ma parallelamente vi è una responsabilità morale dinanzi alla propria coscienza, e la coscienza per decidere deve essere sempre illuminata dalla dottrina e dall’insegnamento della Chiesa». «Certo – ha poi ammesso Ratzinger in riferimento al rifiuto opposto dallo statista democristiano a Pio XII quando questi gli chiese di allearsi con gli ex fascisti del Msi nelle elezioni amministrative del 1952 – in qualche momento non mancarono difficoltà e, forse, anche incomprensioni da parte del mondo ecclesiastico, ma De Gasperi non conobbe tentennamenti nella sua adesione alla Chiesa che fu, come ebbe a testimoniare in un discorso a Napoli nel giugno del 1954, piena e sincera anche nelle direttive morali e sociali contenute nei documenti pontifici che quasi quotidianamente hanno alimentato e formano la nostra vocazione alla vita pubblicà».

In quella stessa occasione, ha ricordato il Papa che lo scorso 30 novembre volle pregare per qualche istante davanti alla sua tomba, nell’atrio della Basilica di San Lorenzo al Verano, De Gasperi «notava che ’per operare nel campo sociale e politico non basta la fede nè la virtù; conviene creare ed alimentare uno strumento adatto ai tempiÂ… che abbia un programma, un metodo proprio, una responsabilità autonoma, una fattura e una gestione democraticà». «Al tramonto dei suoi giorni – ha concluso Benedetto XVI con un’altra citazione dello statista – De Gasperi potrà dire: “Ho fatto tutto ciò che era in mio potere, la mia coscienza è in pace”, spegnendosi, confortato dal sostegno dei familiari, il 19 agosto del 1954, dopo aver mormorato per tre volte il nome di Gesù». Parole che certamente riparano le umiliazioni subite in vita da De Gasperi, quando Pio XII gli negò l’udienza in occasione dei 50 anni di matrimonio e della consacrazione monastica di una figlia e anche recentenmente con lo stop di fatto decretato alla sua beatificazione.

www.lastampa.it

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