450 milioni per il Sud

Non è stata solo una semplice giornata di campagna elettorale ma l’inizio di un cammino per tenere accesi i riflettori su problemi irrisolti e soprattutto sulle grandi potenzialità e capacità che nel sud d’Italia non trovano la loro normale realizzazione. Questa è stata la prima tappa del tour che, oggi, Dario Franceschini ha svolto in treno nel Mezzogiorno. Un viaggio che mette in evidenza le grandi differenze di trattamento e di considerazione da parte del governo Berlusconi nei confronti del sud del Paese: “il Mezzogiorno non è un problema, ma una risorsa per affrontare le sfide della crisi, della globalizzazione e del mercato”

È ad Eboli che è cominciata la giornata di Franceschini insieme al segretario regionale campano Tino Iannuzzi: un luogo “entrato nella storia della letteratura italiana come simbolo, confine che allora descriva un Mezzogiorno di miseria e arretratezza che oggi per fortuna non c’è anche se senza scelte politiche le diseguaglianze tra nord e sud aumentano”.

Il segretario del Pd con sostenitori e giornalisti ha preso il treno dei pendolari Eboli-Salerno delle
11,26. Quattro fermate, e ad ogni fermata un mini-appuntamento con i cittadini e le diverse delegazioni di lavoratori che ponevano domande vere sulla vita di tutti giorni. Nessuna passerella, nessun spot elettorale. È proprio questo treno di pendolari che segna il netto distacco di considerazioni tra nord e sud. “Questo treno – ha detto Franceschini – è lo strumento che segna l’ingiusta diseguaglianza del Paese. Abbiamo appoggiato l’alta velocità al nord, è un bene, ed è giusto che il presidente del Consiglio inauguri la Freccia Rossa. Ma tra una città e l’altra del sud ci vogliono 3,4,6 ore con treni inadeguati. I politici debbono scendere da quella dimensione diversa in cui vivono”.

Il viaggio è terminato a Salerno, dove erano presenti anche i parlamentari Vincenzo De Luca e Antonio Cuomo, il vice presidente della Regione Campania Antonio Valiante, l’assessore ai trasporti Ennio Cascetta, il candidato alle europee Pasquale Sommese e quello alla presidenza della Provincia Angelo Villani, l’europarlamentare Alfonso Andria. “Il governo è passato dal nascondere la crisi al dire che si intravedono spiragli di soluzione nel 2010. Che volete che interessi a chi ha perso il lavoro? Il rischio è che non si facciano provvedimenti per chi da solo non ce la fa ad affrontare la crisi. Il Pd propone un piano da 450 milioni per istituire 100 mila stage per i giovani laureati o diplomati. Una proposta efficace e dai costi limitati, che può dare uno straordinario contributo per fronteggiare la crisi proprio nelle zone più esposte agli effetti della recessione Il governo ci risponda. Se risponderà no, dovrà prendersene tutte le responsabilità”.

“Un provvedimento del genere – ha dichiarato Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico – darebbe ai giovani meridionali una prospettiva nei territori del Sud, che sono quelli a più alto potenziale di sviluppo, arginando in modo significativo l’esodo delle menti più brillanti verso il Nord”.

“Non bisogna dimenticare – ha aggiunto D’Antoni – che dopo aver concluso il proprio corso di studi tre studenti meridionali su quattro decidono di partire, o di non tornare a casa se sono fuorisede. Negli anni accademici ognuno di loro avrà assorbito il 30 per cento delle risorse famigliari. Un’emorragia che ogni anno sposta almeno 4 miliardi di euro dal Mezzogiorno alle regioni più ricche. Per questo garantire uno stage retribuito a 100 mila ragazzi non significa solo compiere una operazione di giustizia sociale, ma anche operare una fondamentale redistribuzione della ricchezza tra le zone deboli e le zone forti del Paese”.

“A fronte di tante dichiarazioni d’intenti e di vere e proprie chiacchiere, oggi il PD ha presentato una proposta concreta per il Sud. Dario Franceschini non ha solo lanciato un messaggio al Mezzogiorno del Paese ma ha indicato una strada da seguire”. Lo ha dichiarato la senatrice Mariapia Garavaglia:
“Sarebbe senz’altro un fatto positivo – ha continuato la senatrice – se ci fosse una volontà trasversale per risolvere i problemi di quelle regioni, ma purtroppo non è così. È chiaro che serve un disegno strutturale, di lungo periodo che guardi soprattutto all’interesse delle giovani generazioni. Noi abbiamo in mente il futuro dell’Italia e ci adoperiamo per renderlo migliore a chi verrà dopo di noi. Per il Sud invece non vedo la stessa attenzione negli altri partiti, ma spero di sbagliarmi. Del resto anche solo ricordando la millenaria tradizione culturale e la ricchezza dell’immenso patrimonio di beni monumentali ed artistici di quelle regioni, non ci si può rassegnare al fatto che un pezzo d’Italia sia ‘a perdere’.

“Da parlamentare del Nord – ha concluso Mariapia Garavaglia – sono convinta che il Parlamento debba tornare ad essere protagonista nello sviluppo di quell’area, non tralasciando alcun mezzo, anche con l’apposita commissione bicamerale nella quale potrebbe finalmente essere ricercata quell’unità d’intenti di tutte le forze politiche su questo problema che tanto serve al Mezzogiorno e al Paese”.

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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