Franceschini: “Insieme all’IDV. Di Pietro da solo rischia di far vincere le destre”

“Andremo a votare in molti Comuni e molte Province, c’è bisogno che il campo dell’opposizione sia il più possibile unito per vincere in città e province in cui la scelta di Di Pietro di andare da solo rischia di far vincere la destra”.

 

Parlando a margine di un’iniziativa elettorale con David Sassoli, capolista nell’Italia centrale, ha elencato le consultazioni nelle quali l’alleanza è a suo giudizio necessaria: Campobasso, Potenza, Crotone, Bergamo, Brescia, Biella, Cuneo, alcune province dell’Abruzzo, Barletta, Modena, Brindisi, Taranto, Foggia

Insomma serve che “Di Pietro faccia la scelta di stare insieme a noi evitando per un calcolo di parte di far vincere la destra. Sarebbe una scelta di coerenza e serietà”.

Precipitosa la marcia indietro del leader dell’IDV che aveva scritto una lettera a Franceschini, pubblicata su diversi quotidiani e sul suo blog, e che afferma di essere stato  frainteso.

 

La lettera ha riproposto pubblicamente l’opportunità di un’alleanza tra i due partiti: “Ho ricevuto ieri – dice – una lettera di Di Pietro e stavo preparando una risposta. Pensavo fosse una lettera privata e invece l’ho trovata pubblicata integralmente su un quotidiano, è  tutto pubblico, quindi rispondo pubblicamente”.

Di Pietro non si candidi alle europee. Franceschini lancia un appello alla serietà e alla coerenza: “Faccia la nostra stessa scelta – dice a i cronisti parlando a margine di un’iniziativa elettorale dei democratici – e faccia come in tutti i Paesi europei, come tutti i leader di governo e di opposizione e non si candidi alle elezioni europee. Candidarsi sapendo di essere incompatibile, sapendo di doversi dimettere il giorno dopo – ammonisce il leader democratico – è una cosa sbagliata e scorretta nei confronti degli elettori. Soprattutto quelli del nostro campo e dell’Italia dei Valori che chiedono rigore. Si metta insieme a noi – prosegue Franceschini – nel criticare duramente l’anomalia del capo del governo che si candida, a differenza degli altre 26 capi di governo europei, ad un posto che non potrà mai ricoprire perchè è incompatibile per legge come lo è per Di Pietro”.

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Franceschini, che lunedì inizierà la campagna elettorale in viaggio sui treni dei pendolari, preferisce non fissare una percentuale minima da raggiungere alle prossime europee: “Non ci sono asticelle, queste si alzano o si abbassano a seconda del momento. Piuttosto, osserva il segretario democratico, dagli italiani ci aspettiamo il segnale forte che il progetto del Pd e’ ancora sentito. La nostra forza sta in una cosa sola, nell’unita’. Verra’ il tempo del congresso, del confronto interno, ora per battere la destra serve unita’. Se staremo uniti vinceremo anche questa battaglia”.
Franceschini, poi, invita il popolo democratico a rispolverare “l’orgoglio”, visto che “si passa troppo tempo a dire quello che non funziona e non a rivendicare quello che di buono abbiamo fatto in un anno e mezzo”.

La crisi negata da Tremonti.  Gli italiani non si possono accontentare delle previsioni del ministro Tremonti sulla crisi perche’ hanno bisogno di un governo e di un parlamento che si occupi dei loro problemi. Ma questo non accade’. Cosi’ Dario Franceschini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare le previsioni del ministro dell’Economia sull’andamento della crisi ‘ha detto una cosa – ha sottolineato il leader del Pd – che tutti sapevano. C’e’ stato un tentativo mediatico prima di negare l’esistenza della crisi e poi improvvisamente di dire che la crisi e’ alle spalle. Invece la crisi c’e’ da tempo in Italia e in tutto il mondo. Va affrontata. Il fatto che ci siano alcuni primi segnali di ripresa nella finanza non ha nulla a che vedere – ha concluso Franceschini – con i problemi delle famiglie italiane, che non possono accontentarsi di questo’.

Competitivi grazie all’Europa. ‘Anche a rischio di qualche impopolarita’ dobbiamo impugnare nella campagna elettorale la bandiera dell’europeismo che e’ stata per molti anni bombardata dalla destra’. E’ questo l’invito rivolto da Dario Franceschini ai militanti ai candidati del Pd alle europee. Il leader democratico ha sottolineato che l’europeismo e’ ‘una scelta tanto piu’ importante in questo momento di crisi globale. Con l’Europa possiamo restare competitivi anche perche’ abbiamo uno scudo protettivo’.
Franceschini ha difeso con forza l’attualita’ dell’impegno europeista in relazione ‘all’idea di allargamento ai paesi dell’est dopo la caduta del muro di Berlino’. ‘Quella – ha spiegato – fu una grande scelta anche se oggi dobbiamo ricorrere alla velocita’ differenziata perche’ non possiamo chiedere a chi e’ entrato per ultimo di tenere il ritmo dei paesi piu’ sviluppati. Anche gli stati dell’area balcanica dovranno entrare prima possibile’.

www.partitodemocratico.it

 

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