“Cambiamenti climatici? Per il governo Berlusconi non esistono”.

I  cambiamenti del clima legati al riscaldamento globale sono la più grande minaccia per il benessere presente e futuro dell’umanità. Fermarli è possibile perché, come sostiene concordemente la gran parte degli scienziati, essi dipendono in buona misura da cause artificiali, prima fra tutte l’uso eccessivo di petrolio e altri combustibili fossili.

Questo impegno è anche una grande occasione per modernizzare i sistemi energetici e produttivi, e oggi è uno dei modi più sicuri e lungimiranti per fronteggiare la crisi economica: la “green revolution” – che significa risparmio energetico, fonti rinnovabili, modi di trasporto meno inquinanti come la ferrovia, ricerca per mettere a punto tecnologie energetiche più efficienti e pulite – consente infatti di creare nuovi posti di lavoro, di alleggerire i costi energetici a carico delle famiglie, di accrescere la competitività delle imprese.

Come ha detto di recente il Premio Nobel per la Pace Al Gore, “la buona notizia è che le iniziative di grande portata necessarie a porre rimedio alla crisi del clima sono esattamente le stesse che occorre intraprendere per risolvere la crisi economica e la crisi della sicurezza energetica”.(NYT, 9novembre 2008).

Mentre nel mondo e soprattutto nei Paesi più ricchi e industrializzati i governi, di qualunque orientamento politico, si stanno attivando nella giusta direzione, il governo italiano e i partiti che lo sostengono trascurano del tutto l’importanza – non solo ambientale ma economica – della “green revolution”, e addirittura teorizzano che il problema non esiste. Ecco alcuni passi di una mozione parlamentare proposta dal partito del presidente del consiglio e approvata pochi giorni fa con il voto favorevole di tutti i senatori della maggioranza:

– “(…) il livello dell’acqua negli oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, (…) i ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non si stanno sciogliendo, (…) il numero e l’intensità dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, (…) negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo dell’atmosfera terrestre non risulta aumentata”;

– “se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni (…) sarebbero molto inferiori a quelli previsti (…) e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici”.

Il Partito Democratico si batte perché il governo Berlusconi non lasci l’Italia fuori dallo sforzo mondiale rivolto a fermare i cambiamenti climatici, e auspica che dalla riunione di Siracusa, come dal G8 del prossimo luglio e poi dalla Conferenza sul clima di Copenaghen, escano proposte chiare e decisioni coraggiose per accelerare sulla via della “green revolution”.

www.partitodemocratico.it

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