Sicurezza indigesta: niente ronde e saltano le espulsioni

Non passa il decreto legge sulla sicurezza. Il governo è stato battuto proprio su uno tra i testi più discussi e controversi contenuti nella norma: l’espulsione degli immigrati. Nella votazione a scrutinio segreto, sono stati approvati gli emendamenti presentati dal Pd ed all’Udc che prevedevano la soppressione dell’articolo 5 che aumentava a 6 mesi il tempo di permanenza nei Cie (Centri di identificazione e espulsione) degli immigrati irregolari in attesa di espulsione. Gli emendamenti sono passati con 232 voti a favore, 225 contrari e 12 astensioni tra le fila di Italia dei Valori.

“Con l’accantonamento delle ronde e la bocciatura della permanenza prolungata si evitano – ha dichiarato il portavoce del Pd, Andrea Orlando – almeno due delle tante misure inadeguate a fronteggiare e a risolvere i problemi e concepite esclusivamente per realizzare spot a spese dei contribuenti”.

Per Orlando è “un’importante vittoria per il Parlamento, per l’opposizione e per quanti si riconoscono nei principi di civiltà contenuti nella nostra storia e nella nostra Carta costituzionale. Il voto di oggi evita al nostro Paese un allontanamento dall’Europa e dimostra che anche nella maggioranza c’è chi inizia a riflettere sui rischi che possono derivare da una politica di costante alimentazione della paura, accompagnata dal continuo annuncio di provvedimenti-propaganda”.

Facendo dei rapidi calcoli di voto, sono stati 17 i deputati del Pdl e dei partiti satelliti del gruppo misto che hanno votato a favore dell’emendamento Pd-Udc sui Cie. Diciassette falchi tiratori tra i 186 deputati di centro-destra (più sette del gruppo misto), che in termini assoluti rappresentano solo il 69% degli aventi diritto al voto. Da cui si deduce che il Pdl è stato anche il gruppo con il maggiore tasso di assenteismo in Aula.

Ma oltre alla bruciante sconfitta che crea ulteriori screzi tra Pdl e Lega sul tema delle politiche sulla sicurezza – il Carroccio avrebbe preferito porre la fiducia per evitare ciò che poi si è verificato –, c’è da notare che il governo è stato battuto per la seconda volta in Parlamento sempre sulla stessa norma. Anche al Senato la stessa norma sui Cie e sui tempi di permanenza dei clandestini prima dell’espulsione – da 60 a 180 giorni – è stata bocciata poco tempo fa sempre con votazione a scrutinio segreto.

Nel computo dei numeri è stata irrilevante l’astensione al voto da parte di Idv, anche se la stessa cosa non si può dire se si analizza questo atteggiamento dal punto di vista squisitamente politico, come ha notato anche Walter Veltroni: “Il voto sulle espulsioni degli immigrati è una vittoria della ragione. Sono state sconfitte le posizioni estremiste che avrebbero portato l’Italia fuori dall’Europa e il voto segreto ha fatto emergere divisioni profonde nella maggioranza. Appare in questo senso sconcertante – sottolinea Veltroni – l’atteggiamento dell’Italia dei valori che si è astenuta per una parte e per una parte ha votato invece con le opposizioni. Il gruppo del Pd ha condotto una battaglia parlamentare molto forte e intelligente in raccordo con le altre opposizioni. Per il governo – conclude l’ex segretario del Pd – e’ una sconfitta politica secca che aprira’ molte contraddizioni”.

In totale sono stati infatti 83 i deputati del Pdl che non hanno votato. Di questi solo 39 erano giustificati in quanto in missione.

A.Dra.

www.partitodemocratico.it

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