Sicurezza, promesse tradite

Una campagna elettorale basata sulla paura, farcita di tante promesse mai mantenute e con l’impegno dell’esercito e delle ronde di quartiere poste come fiore all’occhiello di quella che è stata una politica fallimentare in materia di sicurezza. Questo è quanto ha evidenziato Dario Franceschini durante una manifestazione di protesta dei sindacati di polizia contro i tagli fatti dal governo tali che i poliziotti che dovranno lavorare al G8 devono anticipare, da soli, le spese. “La destra ha fatto in campagna elettorale delle politiche sulla sicurezza la propria priorità – ha dichiarato il leader del Pd – ma la scelta è stata tradita dai successivi comportamenti parlamentari e di governo con cui sono stati tagliati 3 miliardi e mezzo di euro al comparto”.

“Mi è stato raccontato – ha raccontato il segretario del Pd – che ai poliziotti che dovranno operare al G8 è stato chiesto di anticipare di tasca propria le spese. Mi è stato anche detto che in molte città sono in trasferta permanente agenti di polizia per occuparsi della tutela dei soldati impiegati nei presidi fissi e per evitare che dalle ronde nascano problemi per la sicurezza”.

“Ci sarà una ragione – ha continuato Franceschini – se tutti i sindacati di polizia esprimono una protesta civile e ferma. Il governo ha fatto tagli per 3,5 miliardi al settore e poi con un’operazione demagogica e d’immagine ha raccontato che il problema viene risolto con le ronde di privati cittadini. E’ ora di dire basta alla demagogia e alle falsità, servono fatti concreti”.

La denuncia lanciata da Franceschini ha trovato la conferma nelle parole di Michele Alessi, segretario nazionale del Siulp – sindacato della Polizia di Stato: “E’ importante dare un segnale al governo e al presidente del Consiglio che noi non condividiamo il progetto sulle ronde. Bisogna rafforzare le forze di polizia ordinarie come i carabinieri, la finanza, la polizia di Stato e le altre polizie. Bisogna dare mezzi e strumenti alle forze dell’ordine”.

“Le auto sono usurate, mancano gli uomini, gli organici sono ridotti all’osso, gli agenti che vanno in pensione non vengono sostituiti. Oggi manifestiamo per dare un segnale forte al governo affinché corregga la rotta. Bisogna potenziare la sicurezza, però non la sicurezza privata bensì una sicurezza di Stato”, ha concluso Alessi.

“Se tutti i sindacati continuano a ripetere che la Polizia è stata sottoposta a tagli tali da compromettere il lavoro degli agenti e che le ronde sono un errore qualcuno nel governo dovrà pure stare a sentire”. Lo ha detto la senatrice Roberta Pinotti, responsabile Difesa del Pd.
“Nonostante Pdl e Lega abbiano puntato molto sulla sicurezza in campagna elettorale – ha continuato Roberta Pinotti – i fatti del governo del centrodestra parlano del contrario, di tagli pari a 3,5 miliardi di euro al comparto e di dichiarazioni demagogiche. L’uso dell’esercito nelle città non è la soluzione, visto che i nostri soldati sono stati addestrati per altri contesti dal controllo dei centri urbani e sono impegnati in moltissime missioni internazionali. Le ronde poi hanno creato solo problemi aggiuntivi di ordine pubblico. La sicurezza nelle città – ha concluso Roberta Pinotti – va garantita, senza demagogia, investendo sulle Forze dell’Ordine, assumendo più agenti di Polizia e dotandoli di mezzi adeguati”.

“Il sistema della ronde è un obbrobrio giuridico: un inqualificabile passo indietro dello Stato nella lotta alla criminalità ed un regalo a mafia e camorra”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, intervenuta sul dl sicurezza da oggi in discussione alla Camera. ”Le ronde – ha sottolineato – sono la risposta sbagliata ad un problema reale. Con il dl sicurezza il governo non dà risposte vere, ma sforna l’ennesimo provvedimento bandiera. La manifestazione di oggi di tutti i sindacati di Polizia è la conferma della disattenzione del Viminale rispetto alla cronica carenza di organici, di mezzi, di risorse e strumenti delle forze dell’ordine”.
“Con le ronde – ha sottolineato la Ferranti – lo Stato abdica ad uno dei suoi compiti fondamentali e introduce una pericolosa giustizia ‘fai da te’ con il rischio di sfornare un regalo alla criminalità organizzata. Come e’ stato, infatti, sottolineato dallo stesso procuratore Antimafia  e’ molto alto il rischio la criminalità organizzata riesca ad infiltrarsi nel sistema delle ronde, vedendo in questo modo ‘legalizzati’ i propri sistemi di riscossione del pizzo”. “Anche per questo – conclude – giudichiamo la proposta del governo molto pericolosa; un ulteriore passo indietro dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”.

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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