L’intervento di Elisa Meloni alla conferenza programmatica provinciale del Pd di Siena

Cari democratici, care democratiche

Buon giorno a tutti e grazie per essere qui, oggi ad aprire la prima conferenza programmatica provinciale del nostro partito. Un caloroso benvenuto lo voglio rivolgere alle delegazioni degli altri partiti e alle associazioni presenti, ringraziandoli per l’attenzione e l’interesse che stanno rivolgendo ai nostri lavori. Prima di iniziare, però, permettetemi di ringraziare tutto il nostro Partito: chi è qui oggi, ma anche tutti coloro che non sono presenti, ma che ogni giorno lavorano sui territori, con impegno, entusiasmo, mettendo, come accaduto in questi mesi, le loro idee e il loro tempo a disposizione di un percorso comune.

E’ grazie a tutti loro che, oggi, possiamo vantarci di essere la capitale del Partito democratico a livello nazionale. Siamo più avanti. Qui da noi le radici del Pd sono ben ancorate a terra, grazie ai nostri 130 circoli ma soprattutto grazie a tutte quelle donne e a quegli uomini che si sono messi al servizio del partito, lavorando con fatica e con sacrificio sui territori, tra la gente, dentro le aziende. Sono loro il nostro più grande capitale umano e politico. Un grandissimo patrimonio di relazioni, di persone, di passione che, dopo tanti anni, ha avuto un riconoscimento importante a livello nazionale, con il mio ingresso nella segreteria, guidata da Dario Franceschini. Non è un successo personale ma un successo che abbiamo conquistato tutti insieme, grazie alla passione, alla coerenza, alla determinazione con le quali abbiamo perseguito in questi due anni la costruzione del Partito democratico. A tutti voi e al nostro partito va il mio ringraziamento per la splendida esperienza che sto facendo, ma anche per il vostro incoraggiamento e per la vostra capacità di non farmi sentire da sola.

E’ stata premiata la nostra capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo, separandoci dall’etichetta di ex e facendo nostro il concetto di noi. Molto prima di altri. Oggi siamo un partito vero. Non era scontato e non è stato semplice, ma alla fine siamo qua, tutti insieme, pronti con questo nuovo appuntamento a scrivere un’altra pagina della nostra storia.

La prima conferenza programmatica provinciale
La conferenza programmatica di oggi ha una grande importanza per diverse ragioni, ne sottolineo due in particolare: perché è la prima e poi perché in questa giornata presenteremo, a chi ci sta guardando, quello che è il nostro progetto per il futuro della provincia di Siena. Non sono passaggi scontati, né nella costruzione, né nelle modalità con cui arriveremo alle conclusioni.

La conferenza di oggi è frutto di un percorso che abbiamo intrapreso ormai da diversi mesi, e che ci sta facendo fare, pur tra qualche difficoltà, passi in avanti fondamentali nella costruzione di un Partito democratico, ancora più forte e con un’identità unica. Più volte nei mesi scorsi, mi sono accorta che stiamo crescendo e maturando, anche come classe dirigente. Sempre meno ragioniamo in termini di provenienza politica, di appartenenze originarie e sempre più ci stiamo amalgamando. Su questo la base del partito, rispetto a noi, era già molto avanti e al Pd ha voluto bene, sin dall’inizio, riponendo sul nostro progetto le proprie speranze e ambizioni.

Sabato scorso ero a Roma insieme a molti segretari di circolo che sono anche qui oggi. Per la prima volta, dopo il 25 ottobre, mi sono davvero sentita parte di un unico popolo: appassionato, entusiasta, orgoglioso del proprio lavoro e soprattutto fatto da tantissimi volti nuovi. Sono stati infatti moltissimi i giovani e le donne che hanno animato l’iniziativa di sabato scorso con idee e proposte, talvolta anche innovative e coraggiose. E’ questa la strada giusta ed è anche quello che abbiamo cercato di fare in questi cinque mesi, cercando di coinvolgere il maggior numero di persone, anche attraverso la rete, nella definizione di un nuovo progetto per la provincia di Siena.

Quando abbiamo iniziato il percorso che ci ha portato oggi alla conferenza programmatica, cinque mesi fa, gli effetti della crisi non si erano manifestati in tutta la loro virulenza. Oggi purtroppo le difficoltà si sono aggravate e il numero delle aziende, dei lavoratori e delle famiglie che vivono una situazione difficile continua ad aumentare. A noi, alla politica, spetta il compito di far fronte a una crisi economica dura, per certi versi inedita, per dimensioni ed intensità, senza mai dimenticare che abbiamo il dovere di guardare avanti e di progettare il domani. “Il futuro – ha detto Bob Kennedy – non può appartenere alla paura, ma deve appartenere alla libertà e alla speranza”.

Ed è proprio con questo spirito che abbiamo lavorato, rimboccandoci le maniche e con la consapevolezza che accanto alle misure di emergenza, tempestivamente attivate dalle nostre istituzioni, dovesse nascere un progetto per il futuro delle Provincia di Siena che fosse più condiviso e partecipato possibile. Le pagine del documento che tra poco vi illustrerà Alberto sono frutto di un grande lavoro di squadra. Sono frutto delle idee e delle proposte, raccolte non solo tra la nostra base ma anche tra coloro che hanno voluto dare il proprio contributo, negli incontri, nelle iniziative ma anche via internet. Quattro sono stati concetti che hanno fatto da stelle polari in questo cammino: partecipazione, coinvolgimento, innovazione e  apertura. Siamo partiti dalla consapevolezza che più il percorso di costruzione del programma fosse stato ampio e aperto e più la lettura politica della realtà sarebbe stata vera e non inquinata dalle nostre convinzioni.

L’apertura del sito http://www.ideeperlaprovinciadisiena.it è coinciso con l’inizio dei lavori dei tredici forum. L’aver attivato un binomio di canali di comunicazione, come quello della rete e il più tradizionale metodo degli incontri e delle riunioni, ha dato i suoi risultati. In cinque mesi abbiamo avuto sul sito circa un migliaio di contatti, abbiamo mobilitato decine di volontari, ci siamo confrontati sul territorio e su internet discutendo di tante questioni, raccogliendo idee, proposte, suggerimenti e anche critiche.

Abbiamo fatto, insomma, quello che un grande partito come il nostro deve saper fare: ascoltare le persone, raccogliere le istanze che provengono dai territori e proporre idee, soluzioni e sintesi condivise. Lasciatemi dire, con orgoglio, che in provincia di Siena abbiamo dimostrato che il radicamento del Pd è reale, perché siamo nati e cresciuti fra la gente, perché siamo un partito fatto di donne e uomini comuni. Io credo che non possiamo e non dobbiamo fermarci qua. Le amministrative si avvicinano e il contatto con la gente rimane l’unico antidoto al senso diffuso di pessimismo e all’antipolitica. Dimostriamo che ci siamo che, come leggerete nei prossimi giorni sui nostri manifesti, siamo la forza che sta al fianco delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese e di tutti coloro che non ce la fanno. Questa è la priorità assoluta del nostro lavoro.

Non dobbiamo mai perdere il contatto con la realtà, e credo che fino ad oggi, la logica dell’apertura e del coinvolgimento, ci abbia ripagato, regalandoci quel “di più” di idee e punti di vista che, in una società complessa e che muta velocemente, come quella in cui viviamo, sono fondamentali. Proseguiamo su questa strada. Tutti insieme: candidati, segretari comunali, coordinatori di circolo. Impegniamoci di più per coinvolgere la nostra base, ma anche coloro che ci guardano, con attenzione senza frequentare i tradizionali luoghi della politica. Questa è la nostra naturale “vocazione” di grande partito popolare. Questo è l’unico modo per non mettere inutili steccati tra centro e periferia, dimostrando che vogliamo e sappiamo farci carico dei problemi della gente.

Essere un partito che sa farsi popolo per me significa essere capaci di entrare in sintonia con ciò che sta veramente a cuore alle persone comuni, significa capire quali sono i problemi e impegnarsi a cercare la soluzione. E’ dalla nostra capacità di farci sentire vicini alla gente e dal nostro patrimonio di relazioni, che passa il consenso. Non lo dimentichiamo mai. Secondo una recente ricerca Ipsos risulta, infatti, che il 45 per cento degli italiani orienta il suo voto sulla base delle indicazioni e dei consigli che riceve da amici e conoscenti. Questo è per noi un punto di forza, perché coincide perfettamente con la nostra idea di partito. E in questa direzione dobbiamo lavorare in vista delle elezioni.
CONTESTO NAZIONALE

Oggi apriamo la nostra prima conferenza programmatica in un contesto in continua evoluzione, sia dal punto di vista politico che economico. Il mondo, anche quello che ci troviamo di fronte quando apriamo la porta di casa, tutte le mattine, corre veloce e noi dobbiamo allenarci per poter tenere il ritmo. Sono d’accordo con Dario Franceschini quando dice che “abbiamo un compito incredibile, quello di costruire un partito nuovo in un tempo nuovo”. Il viaggio che ci attende non si svolgerà su binari che chiedono solo di essere seguiti, ma si svolgerà in mare aperto, dove le condizioni cambiano continuamente. Saremo noi che dovremo scegliere la rotta giusta e superare le tempeste che potrebbero profilarsi all’orizzonte. Lo faremo avendo dalla nostra la forza e l’orgoglio di chi non si arrende, perché convinto di lavorare non per sé ma per il bene del Paese.

La prima tempesta l’abbiamo già affrontata, poco più di un mese fa. Con le dimissioni di Walter Veltroni la sensazione è stata quella di toccare il fondo, di infrangere un bel sogno appena iniziato. Abbiamo evitato di metterci a scavare e, con orgoglio e impegno, abbiamo risalito la china. Oggi il nostro partito che, all’indomani delle dimissioni di Walter veniva dato in caduta libera in tutto il Paese, sta iniziando a reagire, anche grazie a Dario Franceschini che è riuscito a dare nuova credibilità, compattezza e un senso nuovo alla nostra missione. Non appena abbiamo ricominciato a parlare di cose concrete, di contenuti, non appena abbiamo ricominciato a parlare al cuore e alla testa delle persone, abbiamo iniziato a dettare l’agenda al centrodestra e a recuperare consensi.

Di fronte a un governo che fino ad oggi ha chiuso gli occhi di fronte alla crisi e, al massimo, si è distinto per annunci spot del tutto inconsistenti, il Pd ha lanciato idee concrete per affrontare i problemi, delineando le strategie da attuare nel breve e nel lungo periodo. Vorrei ricordare, ad esempio, la proposta per l’assegno mensile di disoccupazione. Un’idea concreta ed immediata, per dare una risposta, chi è piò colpita dalla crisi. alla quale il governo ha risposto con un secco no, andando contro al 60 per cento degli italiani che, si erano dichiarati favorevoli a questo strumento per aiutare chi, a causa della crisi, si troverà senza lavoro e dunque con zero euro. Ma al premier non interessa. Se ne frega dei numeri e dei dati preoccupanti che parlano di questa crisi: migliaia di posti di lavoro scomparsi, altri ancora rischiano di saltare da qui a qualche mese. La crisi c’è, si vede e si sente. Solo il governo minimizza e sorride ai numeri in rosso. Eppure la gente lo sa, non basta l’ottimismo per arrivare a fine mese. Non basta darsi da fare se si è disoccupati.

Il Pd ha chiesto più volte risposte chiare e azioni concrete per rispondere all’emergenza, per ridare fiducia agli italiani.  E’ il buonsenso a dirci, oggi, che dobbiamo occuparci di chi da solo non ce la fa: redditi bassi, chi perde il posto di lavoro, anziani con pensione al minimo, precari. Tra le misure a sostegno della povertà abbiamo lanciato quella di un contributo straordinario “una tantum”, pari a due punti Irpef sui redditi superiori ai 120.000 euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà. Questo contributo toccherebbe i redditi più alti, dai dei parlamentari in su e potrebbe finanziare, con circa 500 milioni, .

Ma ancora una volta, il governo ha detto No. In ossequio alla Lega nord il governo preferisce buttare via oltre 460 milioni di euro, per non organizzare, in un unico giorno, elezioni e referendum sulla legge elettorale. Questo avrebbe fatto risparmiare quasi mille miliardi di vecchie lire allo Stato che potevano essere destinati in modi molto più utili per la comunità.

Un’altra battaglia che ci aspetta è quella sul piano casa o meglio quello che potremmo definire piano di cementificazione selvaggia. Ad oggi, grazie alle pressioni di regioni ed enti locali, almeno questo rischio sembra essere stato scongiurato, con lo slittamento del decreto legge. Sul fronte della casa, abbiamo rilanciato, proponendo di dare vita a un grande piano per l’affitto, partendo dalla costruzione di case popolari, dall’inserimento di un meccanismo per le detrazioni e dall’abbassamento dell’aliquota al 20% per i proprietari che affittano. Non è pensabile, inoltre, una sorta di condono ex ante rispetto agli strumenti urbanistici vigenti, che consente un aumento indiscriminato della cubatura pari al 20 per centri dei metri cubi totali, a prescindere dalle caratteristiche degli edifici, dalla loro ubicazione e dall’investimento in misure di risparmio ed efficienza energetica. Ancora una volta dal centrodestra solo risposte negative.

La sensazione è che il governo tenti, ogni giorno, di nascondere la sua inadeguatezza a rispondere con un problema diverso: prima la giustizia, poi le intercettazioni, arrivando addirittura a strumentalizzare il caso Englaro. Per non parlare dell’atteggiamento di disprezzo nei confronti delle istituzioni democratiche e del Parlamento da parte del premier, ripreso anche dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ora noi avremo anche commesse degli errori, ma devo dire che se il buon giorno si vede dal mattino, la nascita del Pdl  non sembra avvenire sotto i migliori auspici.

Nelle prossime settimane daremo battaglia, unendo alla protesta la proposta e sfidando il governo sui contenuti. Non ci faremo tappare la bocca, ma anzi alzeremo la voce di fronte all’inadeguatezza e alla mediocrità, diffondendo le nostre idee e le nostre proposte nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, di lavoro e di studio con gazebo ed iniziative su tutto il territorio. Ripartiamo dai nostri circoli che sono motori di dinamismo, punti di contatto centrali con le persone e chiave di volta per i nostri successi.

CONTESTO LOCALE

Vi confesso, cari democratici e care democratiche, che ascoltando l’appello di Franceschini a farci popolo, ho provato una sensazione di orgoglio. Noi, in provincia di Siena, tanta strada l’abbiamo già fatta, alimentando quel circolo virtuoso tra politica e istituzioni, impegnate a lavorare insieme nell’interesse dei cittadini e delle comunità locali, ma questo non si significa che non si possa fare meglio e di più. Fa parte della nostra storia, ma è anche cronaca di questi giorni. Le istituzioni senesi, a partire dalla Fondazione Monte dei Paschi, infatti, poche settimane fa hanno dimostrato ancora una volta di saper agire con tempestività a sostegno dei lavoratori e delle aziende. Basti pensare che già nei mesi scorsi il sistema Siena aveva messo in campo interventi concreti, a partire dalla ricapitalizzazione di Fises per 15 milioni di euro, per supportare le piccole e medie imprese. Un primo passo importante, perché uscire dalla crisi si può, e quando la burrasca sarà passata, sarà importante che le imprese locali siano pronte ed abbiano strumenti a disposizioni per vincere la sfida della competitività.
 
L’altro elemento importante è stato il bando straordinario da 15 milioni di euro. A tutto questo si aggiunge il protocollo siglato tra enti locali, Confcooperative e Legacoop per definire i criteri relativi ai progetti straordinari presentati dalla cooperazione sociale, che potranno attivare diverse decine di posti di lavoro. Un’opportunità per creare nuova occupazione e che dovrà essere accompagnata da una grande selettività nella scelta degli interventi da finanziare, legata alla risposta ai bisogni reali. Ha fatto bene la provincia a presentare una domanda di finanziamento, che riguarda tutto il territorio, per un progetto a sostegno del reddito di chi perde il posto di lavoro e non beneficia di alcun ammortizzatore sociale.

Io credo che se oggi la nostra realtà è in grado di affrontare questa crisi e i cambiamenti in atto, il merito è anche di una classe dirigente che ha lavorato con grande serietà in tanti anni. Io l’ho detto in varie occasioni, e  il gruppo dirigente lo sa, in virtù del grande patrimonio e delle risorse che in questa provincia abbiamo e consapevoli delle difficoltà del presente, oggi dobbiamo fare uno scatto ulteriore. Quel di più di risorse che noi abbiamo, rispetto agli altri territori, il cui ammontare complessivo non potrà crescere crescerà per i prossimi due anni, andranno spese ed investite sempre più per il futuro, perché creino valore aggiunto e attivino ulteriori risorse.

Oggi se non siamo in balia del mare aperto e delle correnti, possiamo dire grazie a chi, dal dopoguerra ad oggi, ha amministrato con lungimiranza questa terra. Non siamo stati fermi durante questi mesi di difficoltà e tantomeno dovremo rallentare in futuro, nelle prossime settimane. Come faremo abbiamo fatto per arrivare fin qui, dobbiamo continuare a porci nuovi e più ambiziosi traguardi.

Proprio questa tradizione virtuosa ci deve far riflettere sul dovere che abbiamo, oggi più che mai, anche nella selezione delle candidature delle assemblee elettive, di valorizzare candidature espressione dei territori in grado di esprimere il rinnovamento e capaci di rappresentare a pieno il progetto del PD.

Le elezioni amministrative si svolgeranno in un anno molto difficile. La crisi economica che farà da sfondo a questo passaggio, sta incidendo ed inciderà pesantemente sulla vita delle persone e lo farà anche sullo spirito con il quale i cittadini si recheranno alle urne. Nei prossimi mesi, probabilmente, le cose non miglioreranno e dunque, il nostro compito non sarà quello di arroccarsi a difesa di quanto abbiamo acquisito fino ad oggi, ma, al contrario, dovremo puntare sull’innovazione, sulla nostra capacità di aprirsi all’esterno, senza mai perdere lo sguardo sui grandi cambiamenti sociali in atto, rinnovando la nostra capacità di risposta alle esigenze delle persone.

Le modalità con le quali questo progetto vivrà nella società non saranno indifferenti Dovremo aprire i nostri  circoli, mobilitarci il più possibile, essere aperti al dialogo, anche quando questo è aspro e difficile. Non dobbiamo accontentarci di un titolo sui giornali, di un’intervista alla radio o alla televisione, dobbiamo riscoprire il valore della militanza, il gusto del confronto, del contatto diretto con le persone. Tutti elementi questi, che hanno fatto la nostra storia, ma che, proprio per la straordinarietà del momento, dovranno essere innovati e migliorati. Solo così riusciremo a scrivere il futuro che vogliamo con idee nuove. La nostra agenda dovrà essere costruita sui temi, che davvero contano: il lavoro, la casa, la qualità dei servizi pubblici, un’idea nuova di sviluppo e di mobilità in sintonia con il grande patrimonio paesaggistico e ambientale nel quale abbiamo la fortuna di vivere.

In queste settimane siamo stati, anche grazie alle primarie, un punto di riferimento. Il 1° febbraio con le elezioni per la candidatura alla presidenza della provincia, domenica scorsa a Montepulciano e Castelnuovo e lo saremo sicuramente anche oggi, a San Gimignano. Lo sappiamo tutti che per noi, le elezioni comunali e provinciali sono la priorità assoluta, ed è giusto che sia così. Ma non è irrilevante l’impegno che dovremo mettere rispetto alle  elezioni europee.

Una scadenza importante perché è anche nel parlamento europeo che ci giocheremo le nostre possibilità di superare la crisi ed è anche là, dunque, che si deciderà il futuro del nostro Paese. Per questo chi andrà a Bruxelles, ci dovrà andare a lavorare sodo, guai a considerare quella sede, una sorta di “pensionario” di lusso. Alle europee dovremo candidare persone autorevoli, forti, capaci, che diano le priorità all’Europa e facciano contare l’Italia in Europa. I nostri elettori non ci avrebbero perdonato se qualche amministratore locale avesse interrotto la propria esperienza amministrativa tradendo il mandato degli elettori, per andare a Bruxelles. Eppure nomi autorevoli e capaci in grado di fare bene ci sarebbero stati, non ultimo Claudio Martini.  Ma, coerenza con il progetto del Pd significa anche questo. Su questo fronte dovremo essere rigorosi, anche per distinguersi dal Pdl che candiderà Berlusconi come capolista ovunque davanti ai suoi ministri che però dovranno, una volta eletti dimettersi per legge,senza neanche partecipare alla prima riunione del parlamento europeo.

L’atteggiamento della destra locale, purtroppo, non è diverso. Per essere buoni, spesso si caratterizza per il parlare poco chiaro alla gente. Così, per tornare alle amministrative, i cittadini della provincia di Siena ritroveranno vecchi personaggi, che pur di rimanere attaccati a certe poltrone e a certi ruoli sono disposti a cambiare casacca e a schierarsi con liste trasversali, all’interno delle quali non si capisce quale sia il collante. Liste nelle quali troviamo un po’ di tutto, meno che l’attenzione alle comunità locali e agli interessi generali.  La destra si nasconde dietro queste operazioni, mancando di rispetto prima di tutto ai suoi elettori, sottraendosi alla logica democratica di un sano e leale confronto su programmi alternativi. Penso Casole d’Elsa dove, come è successo nel 2006 con Piccini, rimette in campo un ex sindaco, Piero Pii. Penso a Sovicille, dove vi è un insolito e improponibile connubio che va da dall’estrema sinistra alla destra. Io ritengo vergognoso e condanno tutti quelli che barattano per tentare un nuovo “giro di giostra”. Quando la giostra si ferma, ed è bene che si fermi, bisogna scendere e lasciare spazio agli altri.

Il Pd non vuole avere nulla a che fare con tutti quelli che si accodano a certi personaggi e che sostengono operazioni di questo tipo. Nei prossimi giorni, insieme a Simone Bezzini, a partire da questa premessa e sulla base del programma che uscirà da questa conferenza apriremo un serrato confronto con le forze politiche con le quali abbiamo governato in questi anni, perseguendo l’obiettivo di allargare la maggioranza uscente della Provincia. A monte di tutto questo, però c’è un principio irrinunciabile: quello della governabilità delle istituzioni locali, che non si garantisce se non sussiste una condivisione profonda delle idee per il futuro di questa provincia.     

Di fronte al bivio, se ripiegarsi su noi stessi ed esaurire la carica propulsiva che ha caratterizzato la nostra tradizione di governo o avviare un rinnovamento che, pur capitalizzando le risorse del passato per sperimentare strade nuove, noi abbiamo scelto la seconda. Vogliamo trovare soluzioni di governo all’altezza delle sfide attuali, vogliamo saldare le fratture fra ceti produttivi, sviluppo economico e qualità sociale. Vogliamo affrontare in modo nuovo la sfida della sostenibilità e pensiamo che quello della mobilità sociale non sia un tema che debba essere consegnato a nessuno, ma un valore irrinunciabile per creare una società più giusta. Vogliamo che la concertazione e il confronto con le forze sociali, non sia un vincolo, ma un vero strumento per una nuova equità sociale. Vogliamo che coloro che vengono in questa provincia per motivi di studio e di lavoro siano, e non solo sulla carta, nuovi cittadini.

www.sienapartitodemocratico.it

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