La direzione del Pd, all’unanimità, approva il regolamento per le prossime elezioni europee

Si è svolto oggi a porte chiuse alla stampa, la prima direzione del Pd da quando è in carica il neo segretario Dario Franceschini. Tra i temi principali del dibattito interno, grande rilevanza hanno avuto le prossime elezioni europee di giugno per cui, all’unanimità, è stato approvato un regolamento di otto articoli.

In base al “principio della parità di genere”, le liste elettorali saranno composte al 50% da donne e non potranno candidarsi sindaci e governatori ancora in carica. Tutti i candidati, qualora eletti, assumeranno “su di sè la responsabilità di rappresentare gli elettori italiani per l’intero mandato”.

Le candidature saranno affidate a consultazioni larghe con la base a livello regionale e provinciale, al fine di identificare le persone con il “massimo della condivisione”. L’obiettivo finale sarà di far eleggere uomini e donne “autorevoli, competenti e di grande qualità morale in grado di imprimere al processo di unificazione dei popoli europei la spinta propulsiva necessaria a far sì che l’Europa sia una realtà democratica da tutti percepita ed in grado di migliorare la vita delle persone”.

Toccherà alla segreteria nazionale, di concerto con i segretari regionali, il compito di proporre i capolista delle 5 circoscrizioni italiane. La segreteria “può proporre ulteriori personalità del mondo delle professioni e del lavoro, della cultura, dell’associazionismo, del volontariato che diano prestigio alla lista (…) ed esprimere una valutazione sulla ricandidatura degli Europarlamentari uscenti anche con riferimento a quanto previsto dall’art.22 dello Statuto in materia di cumulo di mandati.

Le liste definitive saranno approvate dalla direzione nazionale entro il 21 aprile prossimo, con la seguente ripartizione:
ITALIA NORD OCCIDENTALE (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria) 19
ITALIA NORD ORIENTALE (Trentino, Veneto, Friuli, Emilia Romagna) 13
ITALIA CENTRALE (Lazio, Marche, Toscana, Umbria) 14
ITALIA MERIDIONALE (Campania, Puglia, Abruzzo, Basilicata, Molise, Calabria) 18
ITALIA INSULARE (Sicilia, Sardegna) 8

Ogni candidato è tenuto a rispettare il codice etico del Pd e a “mantenere un comportamento eticamente irreprensibile verso tutti gli altri candidati (…) Gli eletti che non ottemperano a quanto previsto dal presente articolo non potranno far parte della delegazione italiana del PD al parlamento europeo”.

In altri termini il Pd – differenza di quanto accadrà nelle candidature del Pdl – proporrà liste autorevoli e candidati forti a partire dall’impegno a rimanere a Strasburgo e Bruxelles.

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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