Lettera a un ministro. “Cara Gelmini stabilizzate i precari o per 300.000 famiglie non ci sarà il tempo pieno”

“Stabilizzazione del personale della scuola e più equi ammortizzatori sociali per gli insegnanti che non avranno il rinnovo dell’incarico il prossimo anno”.
Sono queste le richieste contenute nella lettera che la senatrice Mariangela Bastico, responsabile Scuola del Pd, ha inviato al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
L’aumento delle richieste di tempo pieno da parte delle famiglie comporta – a giudizio della parlamentare del Pd –“un incremento significativo del monte ore e degli organici rispetto all’ipotesi formulata dal ministero”. In caso contrario circa 300mila famiglie vedrebbero negata
la possibilità di accedere al tempo pieno per i loro figli. “Ritengo quindi – scrive la parlamentare – che il governo debba, per il prossimo anno scolastico, rivedere gli insostenibili tagli al personale previsti dal piano
programmatico”.
Qualora questo fosse impossibile la responsabile Scuola del Pd chiede di introdurre in via straordinaria “un’indennità di disoccupazione per il
personale della scuola che abbia avuto un incarico di almeno 180 giorni per quest’anno”; indennità pari al 60% della retribuzione per i primi dodici mesi e al 50% l’anno successivo.
“Non chiedo alla scuola – conclude la senatrice – di fare da ammortizzatore sociale, chiedo al ministero di effettuare le stabilizzazioni necessarie per un’offerta scolastica di qualità”.

Di seguito alleghiamo il testo integrale della lettera.
Gentilissima Ministro Gelmini,
più volte Lei ed io, nei diversi ruoli istituzionali e politici, abbiamo affermato la necessità che maggioranza e opposizione collaborino per innovare e migliorare la scuola, nella convinzione che i grandi processi di riforma
necessitino di tempi e di volontà politiche che vanno oltre la durata e la maggioranza di una legislatura.
In questo quadro, Le propongo, da subito, un terreno concreto di condivisione: la stabilizzazione del personale della scuola, in applicazione della terza annualità del piano previsto dalla finanziaria 2007 (50.000 docenti e 10.000 ATA) e più equi ammortizzatori sociali per coloro per i quali fosse impossibile rinnovare l’incarico per il prossimo anno scolastico.
Lei ha fornito pubblicamente i dati (basati su un campione rappresentativo) delle scelte delle famiglie per le iscrizioni alla scuola primaria nel prossimo anno scolastico, che indicano un incremento significativo della
richiesta di tempo pieno e un’opzione largamente maggioritaria per il modulo a 30 ore. Nel rispetto degli impegni più volte pubblicamente assunti dal
Presidente del Consiglio e da Lei, ritengo che intenderà accogliere pienamente queste richieste; il che comporta un incremento significativo del monte ore e degli organici rispetto all’ipotesi del Ministero di attribuire
alle scuole gli organici sulla base delle 27 ore settimanali. Con questa ipotesi, infatti, 250/300 mila famiglie non otterrebbero l’offerta scolastica
richiesta, contrariamente agli impegni assunti dal Governo, in particolare quello di incrementare considerevolmente il tempo pieno.
Ritengo, quindi, che il Governo debba, per il prossimo anno scolastico, rivedere gli insostenibili tagli al personale previsti dal piano programmatico in attuazione dell’art. 64 della legge 133/08 (42.105 docenti e
15.167 ATA).
Ciò diventa doveroso e possibile date le numerose richieste di pensionamento, assai più elevate dello scorso anno scolastico, e i posti in ruolo attualmente vacanti, in quanto non coperti dalle assunzioni che Lei ha fatto
lo scorso anno (25.000 docenti, metà esatta di quanto previsto dalla Finanziaria 2007 e dei posti realmente vacanti).
Qualora si determinassero, nonostante il piano di assunzioni, situazioni di impossibilità di rinnovare gli incarichi, Le chiedo di sostenere, a nome del
Governo, data l’attuale gravissima crisi economica e occupazionale, l’emendamento proposto alla Camera dall’On. Fioroni e da me al Senato, che introduce in via straordinaria una indennità di disoccupazione per il
personale della scuola che abbia avuto un incarico di almeno 180 giorni per quest’anno; indennità pari al 60% della retribuzione per i primi dodici mesi
e al 50% nei secondi dodici mesi. Si tratta di un atto di equità e di giustizia sociale per persone che da anni lavorano nella scuola, contribuendo alla sua qualità, e che su questa hanno costruito la propria vita
professionale e familiare.
Le chiedo un impegno personale e diretto su questi due interventi concreti, positivi e fattibili; anzi, necessari per garantire continuità didattica, maggiore serenità e qualità dell’insegnamento. D’altro canto, non Le può
sfuggire la drammaticità della condizione personale e familiare in cui si verrebbero a trovare le oltre 57.000 persone che il piano programmatico espelle dalla scuola. Non chiedo alla scuola – se è quello che Lei teme –
di “fare da ammortizzatore sociale”: chiedo al Ministro di effettuare le stabilizzazioni necessarie per un’offerta scolastica di qualità, richiesta dalle famiglie e di impegnarsi perché siano attivati da parte degli enti
competenti, anche per il personale della scuola, equi ed adeguati ammortizzatori sociali.
Il Partito Democratico porterà con determinazione queste proposte in Parlamento, in quanto decisive per il futuro della scuola e del Paese, per la coesione sociale e la vita di tante famiglie.
Auspicando di trovare la Sua condivisione, La saluto distintamente.
Sen. Mariangela Bastico

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