Berlusconi intasca 159 mln di euro e dice di no all’assegno per i disoccupati.

Fa progressi il Presidente del Consiglio, è innegabile. Se mesi fa sconvolgeva le platee negando l’esistenza della crisi economica, oggi si ravvede: “La crisi c’è” ammette Berlusconi, ma “i media esagerano”. E si, i media esagerano quando parlano di persone che perdono il proprio posto di lavoro, di imprese che chiudono, di famiglie che non arrivano alla fine del mese. Anche perché la situazione non è così drammatica, non per tutti per lo meno.

Silvio Berlusconi ricorderà il 2008 come un anno d’oro, letteralmente. All’inizio dell’anno infatti, ha intascato i dividendi del gruppo Fininvest-Mediaset, un assegno da soli 159 milioni, 335 mila, 953 euro e 92 centesimi. Come non essere ottimisti? Soprattutto considerando che si tratta di una cifra che supera di oltre il 50 % i 102 milioni percepiti all’inizio del 2008. Una rarità persino fra gli imprenditori, che nell’anno della crisi hanno tutti accusato il colpo.

E per un assegno che entra nelle tasche del cavaliere, un altro stenta ad uscirne. Nel corso della conferenza stampa di questa mattina, infatti, Berlusconi ha ribadito il suo no all’assegno per i disoccupati, proposto in questi giorni dal Partito Democratico. Il premier, però, non si è accontentato di un secco diniego, ma ha correlato una originale e fantasiosa motivazione. “Questa misura che sarebbe una licenza di licenziare”. È assolutamente ammirevole l’abilità retorica, la innata capacità di trasformare le soluzioni in problemi. E poi viene da chiedersi: ma finora la scusa ufficiale non era che non ci sarebbero fondi sufficienti? Il presidente del Consiglio sta forse dicendo che si potrebbe adottare la misura, ma non si fa per tutelare i lavoratori dalla “licenza di licenziare”?

Le incertezze del premier non sfuggono al Partito Democratico, che per bocca di Pierluigi Castagnetti fa sapere: “La proposta e’ semplicemente giusta e Berlusconi, nonostante i tentativi di allontanarla, non ci e’ riuscito. Alla fine sarà costretto a cambiare atteggiamento e a lavorare alla nostra proposta. Ha persino mandato il ministro Brunetta in Europa, cercando di sviare il dibattito con una proposta sulle pensioni. Hanno fatto questo tentativo e credo che ne faranno altri. Ma non ci riusciranno. Il problema esiste, e lo dimostra il fatto che la cassa integrazione e’ aumentata del 553 per cento. C’e’ poco da essere ottimisti- conclude- la crisi ha queste proporzioni e il peso della ricaduta delle famiglie e’ una ricaduta terribile”.

Neanche Rosy Bindi apprezza le parole di Berlusconi e afferma: “Quando sostiene che l’assegno proposto dal Pd per i disoccupati senza cassa integrazione sarebbe un incentivo al licenziamento Berlusconi dimostra di non avere ne’ fiducia ne’ rispetto per il mondo del lavoro, imprenditori compresi. Se fosse vero ciò che afferma come si spiegano, allora, i tanti precari e i tanti dipendenti di piccole imprese che sono già’ stati licenziati o lo saranno nei prossimi mesi? La verità è che il governo non ha il polso della situazione, tant’è che nasconde la realtà dei cassintegrati della Fiat a partire da quelli di Pomigliano, e non sa come intervenire. Ci vorrebbe un po’ pudore. Anche quando si cita Roosevelt. Nelle misure adottate dal governo, anche per le infrastrutture – conclude – prevale una visione miope dei bisogni reali del paese, e’ difficile pensare al Ponte di Messina come ad una priorità. In tutto questo c’e’ ben poco del New Deal e fin troppo old tremontismo”.

Per Pierluigi Bersani “Berlusconi e Tremonti si confermano giocolieri di parole e di cifre. Riescono a battezzare ‘Fondo strategico per l’economia reale e le imprese’ quella che in realta’ e’ la sospensione di tutti i programmi dei ministeri per l’impresa, da Industria 2015 fino alle bonifiche; riescono a raccontare ancora una volta la favola dei miliardi che si impegnano immediatamente in infrastrutture mentre i fondi sono senza cassa fino al 2010; riescono a raccontare che non sono i licenziamenti a suggerire l’assegno di disoccupazione ma che e’ l’assegno di disoccupazione a suggerire i licenziamenti. Riescono anche – ha aggiunto Bersani – a perdere tempo in polemiche politiche e in attacchi all’opposizione e alla stampa mentre in tutto il Paese si sta diffondendo la paura per quello che avviene”.

Conclude Tiziano Treu: “Le affermazioni di Berlusconi sono un’offesa per le centinaia di migliaia di disoccupati che sono senza reddito o che sono in procinto di rimanerne senza. Spetta a tutti attivarsi affinché queste persone restino il meno possibile in questa posizione e siano aiutate a trovare una sistemazione regolare. Ricordiamo inoltre al presidente del Consiglio che la lotta al lavoro nero come all’evasione fiscale e’ un dovere, un dovere a cui richiamiamo il governo e le amministrazioni pubbliche competenti”.

Conclude il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini: “Evidentemente Berlusconi, chiuso nel suo
bunker dorato, non vede piu’ quello che succede nel paese, tra la gente normale. Come si fa a dire che la crisi non e’
drammatica? Lo sa il presidente del Consiglio che la
cassa integrazione in febbraio e’ cresciuta del 554 per cento sull’anno scorso? Lo sa che ogni settimana migliaia di persone perdono il lavoro, centinaia di negozi chiudono? Lo sa che sono sempre di piu’ le famiglie che non hanno i soldi per pagare le bollette, per fare la spesa? Intendiamoci, l’Italia puo’ farcela: per questo noi abbiamo presentato proposte concrete sulla disoccupazione, sulla sicurezza, per aiutare le persone in difficolta’. Berlusconi, invece, continua soltanto a rispondere di no”.

Iv.Gia

www.partitodemocratico.it

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Una risposta a “Berlusconi intasca 159 mln di euro e dice di no all’assegno per i disoccupati.

  1. SEGUO SEMPRE IL VOSTRO BLOG MA PURTROPPO

    SEMPRE GLI STESSI ERRORI CHE NON FANNO ALTRO

    CHE IRRITARE – L’ANTIBERLUSCONISMO NON PAGA

    POSSIBILE CHE NON VI ACCORGETE ?? TUROLLA

    nessuna preoccupazione per la publicazione !!

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