Pd, abbinare elezioni e referendum e dare 400 milioni risparmiati alla polizia

ROMA – Votare per elezioni e referendum nella stessa data in modo da risparmiare 400 milioni da destinare alla sicurezza e assumere 5000 uomini nelle forze dell’ordine. Questa la proposta del Partito democratico ai rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine nel corso di un incontro nella sala Berlinguer di Montecitorio. I portavoce delle principali organizzazioni sindacali di polizia hanno denunciato le pesanti situazioni in cui sono costretti a lavorare, a cominciare dal blocco delle auto ferme in garage per mancanza di benzina e di soldi per ripararle, ma soprattutto hanno ribadito il loro no alle ronde, un no condiviso dagli esponenti del Pd.

“Il governo vuole che si voti in due date distinte per non far passare il referendum al quale la Lega è ostile” ha detto Franceschini. “Votiamo in una sola data. Sono certo che la maggioranza ci accuserà di demagogia come fanno per tutte le nostre proposte, ma noi presentiamo numeri precisi. La sicurezza è un tema che hanno sventolato in campagna elettorale ma i fatti sono questi: tre miliardi di tagli in tre anni, 500 vetture ferme per le riparazioni”.

Il segretario del Pd ha accusato il governo di nascondere le mancanze e coprirle con messaggi promozionali. “Quei trentamila soldati di cui aveva parlato Berlusconi non ci sono perché non esistono”. L’attacco principale è però rivolto all’istituzione delle ronde: “Ci opponiamo per due motivi – ha spiegato Franceschini – Per la difesa del principio che non si può delegare ai privati la sicurezza e per motivi pratici, come la sovrapposizione alle forze dell’ordine o il pericolo di infiltrazioni malavitose. La gente si sente più sicura con le forze di polizia che con le ronde”.

All’incontro sulla sicurezza organizzato dal Pd alla Camera sono intervenuti numerosi rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine che hanno ribadito alcune emblematiche condizioni di lavoro. Tra macchine ferme perché non ci sono soldi per ripararle, volanti che non partono perché non c’è benzina, organizzazione spesso farraginosa che porta a un dispendio inutile di uomini e mezzi: le denunce degli uomini del Cocer, di polizia e Gdf sono pesanti.

I rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali della polizia hanno puntato l’indice contro la circolare del ministero dell’Interno che di fatto “impedisce la riparazione delle autovetture in dotazione”. Il 30-40% delle macchine sono ferme, hanno denunciato, ma l’accusa più pesante nei confronti del governo è per l’istituzione delle ronde, considerate inefficaci.

“Sono controproducenti. Si è trattato di una sanatoria per qualche drappello verde”, ha detto Antonio Scolletta, coordinatore nazionale della Federazione sindacale di polizia dell’Ugl. Il segretario nazionale dell’Anfp, Enzo Marco Letizia, sottolinea che “le ronde sono permeabili a infiltrazioni mafiose, soprattutto al Sud, e ancora va chiarito che non possono portare né armi né cani”.

Duro l’atto d’accusa di Silvio Iannotta del Siap di Caserta: “Dopo l’allarme criminalità dello scorso anno, ci avevano promesso militari e risorse. Non ci hanno dato nulla. A Caserta, se le ronde ci chiamano, non abbiamo neanche le automobili per andare a controllare”. Franco Maccari del Coisp, Graziano Candeo del Siulp Veneto, Giuseppe Tiani segretario generale del Siap sottolineano che in molte regioni, soprattutto al Nord, stanno nascendo “scuole per prepararsi alle ronde” e “accedere ai fondi europei Pon per la sicurezza”: “Una c’è già a Crocetta del Montello”, ha detto Candeo.

“Contrastiamo con forza una idea di sicurezza sussidiaria che affida al dilettantismo delle ronde la sicurezza dei cittadini, mentre le risorse assegnate alle forze dell’ordine sono ancora insufficienti e oltre un terzo delle nostre volanti sono ferme nelle officine perché non ci sono soldi per ripararle” ha detto il portavoce del Sindacato autonomo di polizia (Sap) Massimo Montebove, che ha auspicato che nella discussione in Parlamento del decreto anti-stupri, “venga stralciato il provvedimento che istituisce le ronde”.

www.repubblica.it

 

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