Lampedusa: se questo è un uomo

Oggi Dario Franceschini, vicesegretario del Partito democratico, alle ore 17, incontrerà i giornalisti, presso la sede di Sant’Andrea delle Fratte 16, a seguito della visita di ieri a Lampedusa per verificare le condizioni in cui versano gli immigrati ospitati dal Cpt dell’isola. In relazione anche agli eventi di oggi Franceschini presenterà alla stampa anche un’anticipazione del reportage realizzato ieri da youdem.tv, che andrà in onda oggi alle 21.00 e sarà in replica domenica 25 alle 11, alle 15 e alle 21. Alla conferenza stampa parteciperà anche Francesco Verducci responsabile della tv del Pd.

Intanto ieri si è svolto uno sciopero generale a Lampedusa. La gente è scesa nelle piazze per ribadire il suo “no” all’ apertuta di un nuovo centro di prima accoglienza, un ex CTP, voluto dal ministro Maroni. L’iniziativa ha visto coinvolte oltre 4mila persone, che hanno chiuso i loro negozi, lasciato le loro case e si sono riversati nelle strade sfoggiando striscioni del tipo: “noi non siamo razzisti”.

Al corteo si è unita una delegazione del Partito democratico guidata dal vicesegretario nazionale Dario Franceschini. I democratici sono stati accolti e applauditi da decine di cittadini al grido di: “aiutateci”. Fra loro anche il sindaco De Rubeis che, seppure a capo di una giunta di centrodestra, ha organizzato la manifestazione.

Dario Franceschini ha visitato l’ex base Loran della Guardia Costiera che da oggi sarebbe adibita a centro di identificazione ed espulsione. Qui sono state portate 76 donne. Le migranti, dopo essere state separate dagli uomini, rimasti nel Cpa, hanno passato la scorsa notte accampate in locali di fortuna e hanno dormito su brande.

Il vice segretario e la delegazione PD si sono poi recati nel Cpa. “Molti migranti che sono ora nel centro si trovano qui da settimane. Sono in condizioni disumane. Avete visto dove dormono” ha dichiarato Franceschini, “Solo la buona volonta’ – ha aggiunto – e l’abnegazione dei volontari del centro, allevia la sofferenza di persone costrette a stare accatastate come bestie. Non e’ possibile far pagare a gente disperata e ai cittadini di Lampedusa le conseguenze di una scelta ideologica della Lega. E’ necessario proseguire nella linea del rispetto dei trattati internazionali e delle leggi dello Stato Italiano”.

“Non si puo’ risolvere il problema dell’immigrazione nascondendolo. E’ inaccettabile pensare che Lampedusa sia la soluzione perchè lontana dagli occhi” ha detto, con un forte accento critico nei confronti dell’ennesima oscenità del governo Berlusconi.

“Non vi lasceremo soli – ha aggiunto – rivolgendosi ai cittadini ed invitandoli ad evitare eccessi nelle manifestazioni di dissenso alla realizzazione del nuovo Centro di identificazione – e ci impegneremo a chiedere che il centro di accoglienza torni ad essere tale. Non e’ possibile che una struttura nata, appunto, per la prima accoglienza si snaturi ospitando persone per settimane. Ci impegneremo a che il Governo torni indietro sull’idea di realizzare il centro di identificazione ed espulsione a Lampedusa”.

Secondo Franceschini vedere di persona una situazione appresa solo tramite i giornali è stato il “modo migliore per capire”. Soprattutto per toccare con mano la rabbia dei cittadini “che vedono scaricate sulla loro piccola isola tutti i problemi dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e l’Europa” e “le condizioni disumane in cui sono tenuti i disperati arrivati qui dopo un viaggio in cui hanno conosciuto violenza, sfruttamento, miseria e in molti casi anche morte”.

“Quello che ho visto – continua Franceschini – non ha a che fare solo con le politiche dell`immigrazione, ma prima di tutto con il più elementare rispetto dei diritti umani. L`affollamento del centro non è frutto di sbarchi imprevisti, ma della scelta ideologica del governo di destra e del ministro Maroni: trasformare un centro di prima accoglienza (che era diventato negli anni scorsi un modello a livello europeo e che ospitava gli immigrati mediamente per 48 ore prima di trasferirli nei centri dedicati a coloro che chiedono asilo politico o in quelli che devono provvedere all`identificazione ed espulsione”.

Il fallimento delle politiche del governo sull’immigrazione è evidente e comprovato. Lo stesso vicesegretario spiega: “Sono i dati del ministero a dire che si è passati dai 20mila sbarchi del 2007, sotto il governo Prodi, ai 36mila del 2008. La sola Lampedusa da 11mila a 30mila”. “Quello che ho visto oggi –
conclude il numero due del Pd – non è degno di un Paese che ha la cultura giuridica del rispetto della legge e i valori della solidarietà nella sua storia e nel suo Dna. Una vergogna”

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3 risposte a “Lampedusa: se questo è un uomo

  1. è vergognoso paragonare lampedusa ad auschwitz, e cavalcare questo tipo di onda, è un classico delle sinistre vuote di contenuti e di idee atte a non risolvere i problemi del paese e non riconoscere i meriti a chi ci prova con ogni tipo di foza.
    se questo è un uomo per chi non lo ricordasse………..
    « Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia vi impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi.[1] »

  2. la democrazia non è censura quindi c’è poco da moderare
    se non pubblicato è censura quindi regime

  3. Nella quantità sono d’accordo, non sono paragonabili.
    Ma con questa osservazione giustificare anche una pur minima violazione dei diritti umani, significa aprire uno spiraglio potenzialmente enorme nella sensibilità comune verso l’accettazione futura di nuove auschwitz.

    E’ un atto simbolico che relativizza il valore della vita umana, sfuma la nettezza e la credibilità della dichiarazione dei diritti umani, e giustifica filoni di pensiero potenzialmente pericolosi e socialmente destabilizzanti.
    Mortifica l’intento della poesia che hai trascritto.

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