Elisa Meloni, la prima donna alla guida della maggiore forza politica senese

(intervista pubblicata su Il Corriere di Siena mercoledì 17 dicembre)

Dopo un’assemblea “infuocata”, Elisa Meloni è stata eletta segretario provinciale del Partito democratico senese. Torritese, trentuno anni, laureata in giurisprudenza con una tesi sugli enti locali e mamma di una bambina di quindici mesi, Bianca, Elisa Meloni è la prima donna che viene chiamata alla guida della maggiore forza politica senese, oggi rappresentata dal Partito Democratico. Ora avrà il compito, non facile, di costruire l’unità del partito alla vigilia di una serie di scadenze elettorali molto importanti, a cominciare dalle primarie.

La Sua è stata un’elezione “improvvisa” e per certi versi inaspettata. Qual è il suo stato d’animo oggi?
Sono grata a tutti coloro che mi hanno dato fiducia e sono consapevole di come siamo arrivati alla mia elezione. Sento questa grande responsabilità che non avevo certo previsto, quando sabato mattina sono uscita di casa per venire a Siena ed allo stesso tempo ho tanto entusiasmo, voglia di fare, e soprattutto fiducia nelle enormi potenzialità del Partito democratico. Credo fortemente nel Pd e nelle ragioni che lo hanno fatto nascere. Nonostante abbia poco più di un anno, il Pd che oggi mi trovo a guidare può contare su circa diecimila democratici, oltre 130 circoli, un’organizzazione giovanile come Generazione Democratica, tanti amministratori che ogni giorno sono a disposizione dei cittadini, migliaia di volontari che vivono la politica con passione e disinteresse. Giustamente l’assemblea ha rivolto un saluto nel segno della gratitudine a Simone Bezzini, che è stato il primo segretario del Pd e che lascia un partito già fortemente radicato nel nostro territorio.

La sua elezione è avvenuta senza la partecipazione al voto della parte degli ex Margherita che ha abbandonato la sala, dopo l’intervento di Alberto Monaci, mentre quella di Alfredo Monaci aveva già lasciato l’assemblea. Coma ha vissuto questo momento?
Con una certa sorpresa e soprattutto con dispiacere. Sorpresa perché avevo ascoltato parole di apprezzamento verso la mia candidatura, e dispiacere perché mi ero messa a disposizione per unire il partito e nella convinzione di chiudere una fase difficile, contando quindi sul fatto che le sollecitazioni a candidarmi fossero plurali e provenienti da una larga fetta del partito. Dispiacere perché in questo anno ho imparato a conoscere la ricchezza delle personalità, delle storie e delle idee diverse che hanno dato vita al nostro partito. Se un’anima del partito esprime un disagio il compito del segretario è quello di mettersi a disposizione, perché il partito è e deve essere la casa di tutti. Ce la metterò tutta per dimostrare nei fatti che sarò il segretario di tutti. Sono serena perché so che è toccato a me, quando ci potevano essere molti altri dirigenti, giovani e meno giovani, che hanno le capacità per fare il segretario. Ora tocca a me mettercela tutta contando sul patrimonio di talenti che abbiamo per costruire un gruppo dirigente unito ed orgoglioso di guidare il partito.

Appena eletta lei ha detto che “non solo dobbiamo chiudere i vecchi partiti, ma dobbiamo buttare le chiavi”. Intendeva rinnegare la sua storia?
Assolutamente no. La storia di ognuno di noi è un’eredità che abbiamo portato in dote al partito nuovo. Le diverse sensibilità ed esperienze sono il valore aggiunto del Pd, e solo se si sentono a loro possono portare al  rafforzamento della nostra identità di democratici e democratiche. In questo senso lunedì è stato fatto un passo importante, che è da un lato un certificato di morte e dall’altro l’inizio di una nuova vita. Il Pd, infatti, ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione per il 2009, il regolamento per il personale e la pianta organica. Questo significa che dal 1° gennaio 2009, il Pd diventa, anche dal punto di vista giuridico, e non solo politico, l’unico soggetto esistente.

Sulla sua testa grava la spada di Damocle del ricorso, annunciata sabato da Alberto Monaci. E’ preoccupata?
Mi corre l’obbligo di astenermi da ogni commento, essendo coinvolta direttamente. Rispetto il ricorso e, soprattutto, le persone che lo hanno firmato. A dispetto della mia età sono un po’ ‘tradizionalista’, poiché credo che agli incarichi si debba essere chiamati e non si debba ‘fare domanda’. Sono sempre stata al servizio del partito, facendo prevalere sempre l’interesse generale rispetto a quella personale. In questo senso il mio curriculum parla da solo. Per la mia formazione giuridica e la mia etica le regole sono lo strumento fondamentale per la convivenza e nessuno ne è al di sopra. Per ora faccio il lavoro per il quale sono stata eletta e aspetto serenamente le decisioni degli organi di garanzia.

La prima “patata bollente” che si trova sul tavolo è quella delle primarie. Cosa pensa di questo strumento?
Le primarie sono uno strumento di selezione delle candidature, non il fine ultimo al quale arrivare. Sono un’occasione ulteriore di apertura e coinvolgimento del nostro elettorato, ma non possono essere il pretesto da parte dei gruppi dirigenti di sottrarsi alle loro responsabilità. Personalmente non mi preoccupa il fatto che si facciano, purché vi sia un confronto vero sui contenuti che faccia emergere con chiarezza le diverse proposte. Il partito è tenuto a garantire ai candidati la pari dignità ed opportunità. E questo sarà anche il mio compito.

Come sarà il Partito democratico di Elisa Meloni?
Sarà radicato nel territorio, attento alle trasformazioni della società, moderno negli strumenti di comunicazione e partecipazione. Investiremo molto sulla formazione per la crescita di una classe dirigente nuova, plurale, di donne e di uomini. Tutto questo potremo realizzarlo solo con un partito il più possibile unito, dove è importante esprimere le proprie posizioni, ma anche ascoltare le ragioni degli altri, per poi costruire insieme una sintesi migliore e più avanzata. Il voto in Abruzzo e l’affiorare di una nuova questione morale che non risparmia il Pd ci chiama ad un’azione di grande rinnovamento della politica, nei contenuti e nei modi di fare.

La provincia di Siena non è immune dalla crisi economica e dai cambiamenti in atto. Cosa ha intenzione di fare il Pd per affrontare le sfide del futuro?
In questo momento abbiamo decine di persone al lavoro per la conferenza programmatica che si svolgerà a febbraio del 2009. Stiamo raccogliendo contributi ed idee, anche attraverso il nostro sito www.ideeperlaprovinciadisiena.it, con l’obiettivo di dare risposte immediate, ma anche di costruire un modello di sviluppo economico e sociale nuovo e moderno per questa provincia. Il nostro pensiero va alle famiglie di tutti quei lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, ai quali, a nome mio di tutto il Pd, esprimo la mia vicinanza.

Lei è una giovane madre alla guida del più grande partito della provincia. Riuscirà ad organizzare la sua giornata con i tanti impegni che l’aspettano?
La mia vita è abbastanza ‘complicata’. Credo però che la mia scelta di fare politica non debba ricadere sulla vita di mia figlia. Lei sarà sempre la mia ‘priorità assoluta’. In caso contrario non avrei nessun problema a fare scelte diverse. Sono cresciuta con la passione per la politica che ha accompagnato anche la mia crescita come donna. L’essere madre è un’esperienza bellissima che mi rafforza ancora di più anche nel lavoro tanto più in un momento non semplice come quello attuale. Il ruolo delle donne nella società è un grande tema per il futuro dell’Italia e spero che tante altre donne abbiano la possibilità di vivere sfide come la mia. Io non ho paura.

www.sienapartitodemocratico.it

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