Consumatori, consumate! Berlusconi, a Pescara lancia nuovi spot pubblicitari anti crisi

Siamo di nuovo in campagna elettorale. Non importa se nazionale o solo in Abruzzo. Per Berlusconi questo significa poter sparare nuove promesse e nuovi spot pubblicitari. Da Pescara fa sapere che tutto va bene, che i consumatori devono “consumare”, che l’opposizione è pessimista e non fa nessun accenno all’allarme lanciato dalla Cgil che denuncia 400 mila precari in più entro la fine dell’anno.

Insomma ci risiamo. Tutto diventa affascinante e semplice quando Berlusconi sale sul palco per lanciare la candidatura di Gianni Chiodi alla presidenza della giunta abruzzese. Dal cappello magico stavolta riesce a dire che è colpa dei conduttori televisivi di sinistra e del loro passaparola se la televisione italiana è un ricettacolo di prese in giro e insulti continui contro il premier.

Poi, in merito alla crisi economica, ribadisce che “le imprese si reggono sui consumi: perciò sui consumatori dobbiamo fare leva, perché le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme. Solo questo può fermare un circolo vizioso che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia”. Peccato che Berlusconi si sia dimenticato che finora il suo governo abbia varato solo misure a favore delle banche e non delle famiglie. Speranza e fiducia si ottengono in risposta a proposte concrete e soprattutto con la loro realizzazione. Non con gli spot elettorali.

E proprio in questo contesto che si evidenziano le gravi noncuranze del governo. La Cgil dopo aver lanciato l’allarme della “valanga” come conseguenza della crisi finanziaria, ne ha quantificato i numeri nel settore privato. Per i ricercatori del sindacato “quattrocentomila lavoratori con contratto a termine rischiano di perdere il posto alla scadenza dei contratti il prossimo 31 dicembre”. Molte aziende prima di ricorrere alla cassa integrazione per i lavoratori con contratto standard, hanno preferito non rinnovare i contratti a tempo determinato, oppure hanno rescisso i contratti vincolati alla realizzazione di un progetto.

Il segretario confederale della Cgil, Fammoni, promette che lo sciopero generale programmato per il 12 dicembre non verrà revocato se non ci saranno cambiamenti nell’atteggiamento e nelle proposte del governo. “Se le proposte dell’esecutivo – ha affermato Fammoni – per affrontare la crisi economica rimarranno quelle che finora conosciamo, lo sciopero generale è confermato. Anch’io vorrei essere fiducioso come il ministro Sacconi, ma le proposte del governo devono cambiare in qualità e in quantità perchè se rimarranno queste lo sciopero ci sarà”.

“I segnali che arrivano dall’economia reale sono durissimi” ha dichiarato il capogruppo PD al Senato, Anna Finocchiaro. “La richiesta di cassa integrazione cresce, la Cgil ci dice che entro la fine dell’anno scadranno 400.000 contratti di collaborazione che probabilmente non verranno rinnovati senza che vi sia per i precari alcun ammortizzatore sociale, i consumi delle famiglie si stanno stringendo. Davanti a tutto questo dal governo sono arrivati molti annunci e nessun provvedimento. Il premier parla di ottimismo e accusa l’opposizione di essere pessimista. La verità è che gli italiani devono vedere misure concrete per essere ottimisti. Noi abbiamo avanzato le nostre proposte e siamo pronti a confrontarci con quelle del governo. Ma bisogna fare in fretta e bisogna coinvolgere le forze sociali, tutte. Per quanto riguarda il Pd lo ripetiamo, sta conducendo una opposizione propositiva e forte: altro che in ginocchio siamo in campo con le nostre battaglie nell’interesse del Paese”.

Per Cesare Damiano, viceministro ombra del Lavoro, “se Berlusconi e Sacconi pensano, giustamente, che in una situazione di crisi debbano essere incentivati i consumi, non debbono fare altro che applicare le ricette suggerite da più mesi dal PD: potenziare il potere d’acquisto delle famiglie tramite un’azione immediata e radicale di diminuzione della pressione fiscale su retribuzioni e pensioni. La tredicesima di fine anno è l’occasione migliore che abbiamo a disposizione: capita al momento giusto e , se si detassa, il governo dimostra di agire con la rapidità necessaria. Inoltre vanno immediatamente tutelati i lavoratori precari che sono i primi a subire l’impatto della crisi. In modo silenzioso e quotidiano decine di migliaia di persone con contratti a termine, interinale,a progetto o coordinato continuativo vengono lasciate a casa, anche a causa delle scelte sbagliate di questo governo. Vanno varate immediatamente misure per la loro tutela attraverso ammortizzatori sociali universali, in grado di proteggere chi ha un lavoro stabile o precario, chi è nella grande o nella piccola impresa”.

Per Stefano Fassina, consigliere Economico Governo ombra, “pezzo a pezzo si sgretola la montagna di demagogia intorno alla politica economica del Governo Berlusconi-Tremonti. Come previsto, l’accordo tra Ministero dell’Economia e l’Associazione Bancaria Italiana per calmierare i mutui a tasso variabile è stato un fallimento. Meno dell’1% degli interessati ha aderito. Come pure un fallimento è stata la misura di parziale detassazione degli straordinari. Secondo una recente analisi della Banca d’Italia, ha contribuito a ridurre l’occupazione, data la fase recessiva in corso. I costi della demagogia li stanno pagando milioni di famiglie e continueranno a pagarli se il Governo confermerà al Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo quanto preannunciato in questi giorni”.

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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