“La sfida del Pd per i prossimi mesi sarà quella di costruire una nuova idea di sviluppo per la provincia di Siena”

Costruire una nuova idea di sviluppo per la provincia di Siena, che sia in grado di dare una risposta ai cambiamenti del nostro tempo. E’ questa la più grande sfida che il Partito democratico dovrà affrontare, nei prossimi mesi, dimostrando di avere il coraggio e la capacità di guardare lontano. Abbiamo la responsabilità di costruire un progetto nuovo, fatto su misura per il nostro territorio, che abbia il coraggio di guardare avanti, con una cultura di governo al passo con i tempi.

Abbiamo bisogno di far sapere ai cittadini della provincia di Siena che siamo in marcia e che siamo determinati ad aggredire i problemi e a cogliere le opportunità. Non vogliamo stare immobili a contemplare ciò che abbiamo fatto, ma vogliamo fare di più: vogliamo progettare il futuro, attraverso un incisivo programma, che sia al servizio del territorio e di chi lo abita e che, per questo, avrà bisogno di essere arricchito dalle proposte che verranno dalle diverse energie di cui dispone una società viva, come la nostra. E’ con questo spirito che abbiamo avviato in queste settimane, il percorso che ci porterà alla conferenza programmatica di febbraio.

Siamo consapevoli che nessuna delle sfide del nostro tempo può essere affrontata da soli, guardando, con gli occhi del passato, ai cambiamenti che abbiamo di fronte. La nostra credibilità di partito nuovo si misurerà con la capacità di saper costruire una nuova visione del territorio e di saper corrispondere alle nuove domande.

Partiamo da un dato di fatto: la provincia di Siena, in questi dieci anni, è cambiata. E’ mutata la composizione sociale della sua popolazione che, dal 1999 ad oggi, è tornata a crescere, arrivando nel 2007 a contare su 11mila persone in più, grazie alla ripresa delle nascite ma soprattutto a una maggiore presenza di cittadini stranieri. E’ cresciuta la fascia degli ultra 75enni che vivono da soli e sono aumentati gli anziani non autosufficienti, mentre per quanto riguarda le famiglie, assistiamo a una frammentazione dei nuclei, come dimostra la crescita di quelli monoparentali. Ma non basta.

La provincia di Siena sta cambiando, anche dal punto di vista economico. In un quadro di indicatori, che in questi anni è stato sostanzialmente positivo, con un tasso di disoccupazione tra i più bassi in Italia e con un tasso di occupazione più alto di oltre 10 punti rispetto al contesto nazionale, il nostro territorio, già da qualche anno, ha visto andare in crisi alcuni comparti tradizionali: prima Chianciano Terme e il mobile poi Florence e Calp e infine, Bayer e Whirpool. A queste crisi si sono aggiunte quelle di settori che, fino a poco più di un anno fa, erano caratterizzati da un trend di crescita: quello delle costruzioni; quello della camperistica e quello della pelletteria. Oggi anche il terziario sembra non riuscire più, come in passato, ad assorbire le riduzioni occupazionali del manifatturiero e anche le nuove attività economiche non sembrano riuscire a surrogare quelle in crisi. Queste situazioni di difficoltà si incrociano con una crisi internazionale che avrà ricadute pesanti sull’economia reale e quindi sulla vita di cittadini e imprese, soprattutto di quelle piccole, che non fanno notizia ma già da tempo vivono una situazione di sofferenza. Nel primo semestre del 2008, ad esempio, sono già 1.133 gli iscritti alle liste di mobilità, a fronte dei 1.116 di tutto il 2007. Una dato preoccupante, se letto, accanto a quello del ricorso alla cassa integrazione che, ad oggi, è superiore al totale del 2007. E’ mutato anche il mercato del lavoro: basti pensare che l’82,6%  degli avviamenti è a tempo determinato e che ci troveremo sempre più di fronte a una diminuzione della capacità di assorbimento da parte della pubblica amministrazione e di altri poli tradizionali del terziario senese.

Oggi, quindi, siamo di fronte a una provincia che in soli dieci anni ha cambiato pelle e volto e che nel prossimo decennio muterà ancora. Per questo il Pd ha l’obbligo di interrogarsi e aprire una discussione attorno alla nostra idea di domani. Siamo l’unica forza in grado di trasformare l’attuale fase di difficoltà in un’occasione per innovare; per crescere; per creare buona occupazione; per dare una spinta ai nostri giovani; per continuare ad essere al fianco delle famiglie; per accompagnare il mondo delle imprese verso le nuove sfide della competitività. Abbiamo le idee, la capacità, la cultura di governo e soprattutto il coraggio e la voglia di cambiare.

In questi ultimi dieci anni, abbiamo fatto molto per il nostro territorio, grazie anche al buon governo, espresso da nostro sistema istituzionale che ha contribuito a garantire un livello di benessere tra più alti in Italia.

Oggi dobbiamo fare di più. Dobbiamo lavorare per il cambiamento, creando una condivisione generale attorno a un progetto d’insieme, ritenuto credibile ed attuabile. Non vogliamo vendere sogni. Vogliamo diventare il luogo simbolo di una provincia che accetta le sfide, imposte dai mutamenti e dalla crisi in atto; che non ha paura di reinventarsi e accetta di investire su sé stessa. Vogliamo essere un territorio, dove nessuno sia confinato, per sempre, in una condizione di precarietà e dove vi siano possibilità reali di crescita sia per i dipendenti che per i lavoratori autonomi. Vogliamo partire dalla necessità di colmare quel divario di opportunità che tocca, soprattutto i giovani e le donne e che oggi rischia di ingessare il territorio e di vanificare i nostri sforzi per la crescita economica. Senza di loro e senza il loro talento non c’è futuro. Per questo, nel corso della conferenza programmatica ci interrogheremo su come dare una spinta alla mobilità e al dinamismo sociale, partendo dal tema del lavoro.

Ci interrogheremo poi su come allargare e rinnovare quel concetto di sostenibilità che, in questi anni, ha permesso alla nostra provincia di svilupparsi in armonia con l’ambiente ma che oggi va ridefinito in relazione alle nuove sfide. Le vicende che si sono aperte negli ultimi mesi su questioni importanti, legate al governo del territorio, hanno rischiato di farci tornare a una vecchia contrapposizione tra sviluppo e ambiente e ci hanno insegnato che una provincia di pregio, come la nostra, ha bisogno di misurarsi sui temi legati alle nuove frontiere dello sviluppo sostenibile che possono diventare i motori di una nuova fase di crescita. Occorre non regredire verso un’impostazione statica di sostenibilità ma puntare su un’idea dinamica. Abbiamo il dovere di riflettere “non sul fare o non fare” ma su come riuscire a far diventare Siena un punto di eccellenza nell’economia ad alta qualità ambientale facendo sì che spirito d’iniziativa, nuovi modelli organizzativi, infrastrutture materiali e immateriali, innovazione, ricerca possano inserirsi e qualificare ancora di più un territorio di grande valore come il nostro.

Ma non è tutto. Crediamo che una nuova visione della provincia di Siena non possa prescindere dall’obiettivo di continuare a garantire quel livello di coesione sociale, che ci ha accompagnato negli ultimi decenni e che, oggi, è insidiato da quei cambiamenti che producono un’insicurezza diffusa. Tutto questo, se non sarà affrontato, potrà provocare, anche in una società dalle forti tradizioni solidaristiche come la nostra, tensioni tra i diversi ambiti sociali. Già oggi, i primi scricchiolii si iniziano ad avvertire, come dimostrano le diatribe sulle graduatorie per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica o ad altre prestazioni sociali. Per questo è necessario riformare il nostro sistema di welfare, includendo chi fino ad oggi è rimasto escluso e differenziando le risposte che richiedono di tenere conto anche di quella parte di ceto medio che rischia di scivolare all’indietro. Un lavoro che dobbiamo fare, dando sempre più spazio a quelle centinaia di esperienze di volontariato e di associazionismo che hanno reso e rendono forte e vivace il nostro tessuto sociale.

La sfida che ci aspetta è quella di dare una risposta a tutti questi temi, dimostrando di essere in grado di costruire un progetto, che sia basato su un rinnovato patto tra attori sociali e tra territori. Con questo nostro articolo abbiamo voluto tracciare una serie di questioni che ci stanno a cuore e sulle quali vogliamo che si apra una discussione, dentro e fuori dal partito. Vogliamo dimostrare che la nostra politica è passione, è amore per il nostro territorio, è capacità di volgere il nostro sguardo più in là, pensandoci sempre come parte di una comunità più grande che si batte per un progetto di cambiamento, in nome di principi condivisi, di un disegno da realizzare insieme e di una buona amministrazione.

Oggi è il tempo delle domande e del confronto, poi arriverà il tempo delle risposte e infine quello delle decisioni.

Simone Bezzini, segretario provinciale del Partito democratico
Alberto Taccioli, responsabile del Programma del Pd

www.sienapartitodemocratico.it

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