Questa Italia

Un bel sabato italiano. Dopo gli episodi di xenofobia degli ultimi giorni a Milano, Roma, Napoli e Parma sono tornate finalmente per le strade la solidarietà e la fratellanza tra i popoli.

E’ il primo pomeriggio quando viene diffusa la lettera aperta inviata al segretario del PD Walter Veltroni da Aldo Bonomi, Gad Lerner, Ferzan Ozpetek, Nando Dalla Chiesa, Mario Scialoja, Livia Turco, Moni Ovadia, Giuliano Amato, Marco Baliani, Marcella Lucidi, Cristina Comencini, Tullia Zevi, Piero Terracina, Luigina di Liegro e Amara Lakhous.
È un appello intitolato “SALVA L’ITALIA ANCHE DAL RAZZISMO” in cui si chiede che la lotta al razzismo diventi uno dei temi centrali della manifestazione nazionale di Roma del 25 ottobre.

Caro Veltroni, la manifestazione del 25 ottobre promossa dal Partito democratico ha come slogan “Salva l’Italia”. E’ una parola d’ordine impegnativa accompagnata da una serie di temi che riguardano la vita dei cittadini, la qualità delle istituzioni, la solidità della convivenza civile. I fatti di queste settimane confermano le preoccupazioni e l’allarme proprio attorno a queste questioni: nel giro di pochi giorni abbiamo visto moltiplicarsi gli episodi di intolleranza, di razzismo, di xenofobia. Abbiamo visto le aggressioni, gli insulti, i pestaggi a morte. Abbiamo visto persino la terribile strage di Castelvolturno, in cui la sanguinaria aggressività della criminalità organizzata e i drammatici problemi dell’immigrazione si sono mescolati in maniera esplosiva. Noi crediamo che questa sia ormai esplicitamente una delle emergenze di questo paese e che per affrontarla serva una iniziativa civile, politica e culturale tanto più forte perché dal governo non arrivano risposte ma spesso sottovalutazioni e silenzi. Questo ci spinge a dire che aderiamo alla manifestazione del 25 indicando questo tema della concreta lotta al razzismo e insieme della necessità di serie politiche per l’integrazione come una delle questioni centrali.

La risposta di Veltroni arriva a stretto giro di posta, è un si pieno:
“Il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel Paese impone a tutti una profonda riflessione. Si ripetono con allarmante frequenza episodi inaccettabili, aggressioni, violenze, discriminazioni. Tutto ciò è frutto di un’atmosfera cupa e negativa alimentata da una destra populista e demagogica che si è assunta la grave responsabilità di utilizzare e alimentare strumentalmente la paura degli italiani. Avverto il rischio – prosegue Veltroni – di una diffusione a macchia d’olio di rigurgiti razzisti e xenofobi, una prospettiva intollerabile per tutti quelli che hanno a cuore i valori della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Contribuire a salvare l’Italia da questo scenario è un dovere di cui il Partito democratico sente in pieno la responsabilità. Anche per questo mi sembra profondamente giusto, come hanno scritto tra gli altri Tullia Zevi, Piero Terracina, Luigina di Liegro, Giuliano Amato, che la manifestazione nazionale del 25 ottobre sia anche una grande mobilitazione di protesta contro il dilagare di una degenerazione che tutta l’Italia civile e democratica vuole respingere con tutte le sue forze”.

Nelle stesse ore migliaia di persone sono già in piazza, è l’Italia antirazzista che riempie le strade di Caserta. Una manifestazione a cui aderisce anche il vescovo, Raffaele Nogaro, che scrive agli organizzatori: «L’illegalità – si legge – proclama il diritto della forza, escludendo la forza diritto. Nega il valore della persona, depositaria del diritto. La chiesa – proseguiva il vescovo Nogaro – deve contrastare queste forme di avvilimento della società perché nella depressione civile c’è lo smarrimento dell’uomo».
L’idea di una manifestazione contro il razzismo è nata dopo la strage compiuta dalla camorra nel giorno di San Gennaro a Castelvolturno in cui furono uccisi 6 immigrati. In piazza è scesa anche il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il presidente della provincia Dino Di Palma, che hanno messo a disposizione un pullman per chiunque volesse raggiungere Caserta da Napoli. A Castel Volturno nessuno dimentica i sei africani giustiziati dalla camorra nell’eccidio dello scorso 18 settembre, ma stavolta non c’e’ rabbia nel corteo, pacifico e colorato, che ha visto oltre 10.000 persone sfilare per le vie di Caserta per dire tutti assieme no al razzismo, no alla camorra.
Immigrati, soprattutto, provenienti dalla zona, ma anche da Milano, Vicenza e dalla Sicilia, riuniti sotto la sigla del movimento dei migranti e dei rifugiati. C’era il ministro ombra delle politiche giovanili, Pina Picierno e tanti esponenti dell’associazionismo, laico e cattolico, studenti, persone comuni che hanno voluto esprimere la loro solidarietà. Alla testa del corteo un cartello con i nomi delle sei vittime, mentre alle spalle il serpentone si snoda raccolto dietro lo striscione “Uniti contro la camorra e il razzismo”.Gli slogan più gettonati quelli contro il caporalato e il pacchetto sicurezza del governo.
La marcia, primo appuntamento di una tre giorni anti razzista (nel corso della quale 55 famiglie di Caserta ospiteranno degli immigrati) si è conclusa dinanzi alla Prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta da prefetto e questore. A loro è stato consegnato un appello per regolarizzare la posizione degli immigrati residenti nelle zone in cui maggiore è il ricorso alla loro manodopera.

In serata all’appello a Veltroni aderiva anche il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, mentre Vincenzo Cerami a nome del governo ombra ricordava come “ci sono momenti in cui il mondo della cultura deve far sentire la sua voce forte e unanime. Oggi non può restare in silenzio di fronte all’allarmante crescita del razzismo nel nostro paese, fomentato da un clima di paura costruito per ragioni elettorali dalla destra”. Serve un segnale di rifiuto e così fa “appello affinché tutti assieme ci incontriamo alla grande manifestazione di sabato 25 ottobre. I valori in gioco vanno ben al di là della contingenza politica, il rischio di un avvelenamento profondo della nostra società è reale. Il razzismo trova proprio nella cultura il suo più naturale antidoto. Nessuno tra noi che non abbia una coscienza può sottrarsi al richiamo. È troppo importante, ne vale della nostra dignità e del prestigio dell’Italia, un paese pacifico, aperto e generoso”.

Il sabato sta per finire ma dal governo nessuno ammette che il razzismo si sta diffondendo a macchia d’olio. Durante la Festa della Libertà, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, apre: “Sarebbe sbagliato negare che esiste un pericolo razzismo e xenofobia, ma la testa rasata è una testa vuota. Le diversità sono una ricchezza. E’la cultura il vero antidoto al razzismo, una cultura basata sul rispetto”. Il resto del PDL non trova di meglio da fare che attaccare Veltroni sul tema. Come nota il senatore del Pd Vincenzo Vita, bisogna temere “che il centrodestra si sia buttato più a destra della destra. Gli attacchi rivolti a Veltroni sulla ripresa del razzismo sono strumentali, frutto del riflesso condizionato che spinge i dichiaratori di governo e maggioranza ad insultare chiunque dissenta da loro. Uno strabismo eccezionale spinge gli esponenti del centrodestra ad ignorare le coraggiose parole di Fini che, ancora una volta, sente la necessità di differenziarsi dalla politica intrisa di demagogia della sua coalizione”.

Ma. Lau.

www.partitodemocratico.it

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