Salva l’Italia. Contro il carovita

Un autunno caldo, anzi caldissimo, attende gli italiani. La manovra economica messa in campo dal governo Berlusconi non è solo altamente depressiva, ma mette seriamente a repentaglio la stabilità delle famiglie italiane, strette nella morsa del pressante aumento del costo della vita. Una manovra non competitiva, che, tra i mille tagli apposti alla spesa pubblica, di fatto costringe gli italiani a mettere continuamente mano al portafogli, rendendoli più poveri. Il governo Berlusconi è un Robin Hood alla rovescia: colpisce le famiglie e premia i potenti.

“L’Italia è ferma e si sta impoverendo”, ripete il segretario del PD Walter Veltroni, che in attesa della manifestazione del 25 ottobre, vuole riportare l’agenda politica del Paese sulle vere emergenze, tra cui la prima è la difficoltà delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Il piano messo in campo dal governo le penalizza. In autunno arriverà la stangata su luce e gas, e gli effetti della montante evasione fiscale si stanno già ripercuotendo sulla tenuta dell’economia.

“Agli italiani non interessa che Berlusconi sia presidente del Milan”, osserva Veltroni. “La sera a tavola le famiglie si chiedono come pagare le bollette, come comprare pane e pasta, come far bastare i salari”. Invece da parte del governo “c’è una grande sottovalutazione della situazione economica del paese e finora non un euro è andato a chi ne aveva bisogno, nessun provvedimento del governo è stato destinato a sostegno del ceto medio, dei salari e delle pensioni, della domanda interna, per aiutare il Paese a risollevarsi”.

Il governo della destra non fa altro che stringere l’Italia nella morsa del carovita.

Non sostiene i redditi di lavoratori e pensionati, non dà alcuna risposta concreta all’aumento dei prezzi di pane, pasta, latte, verdura, cui si aggiunge l’aumento del 20% di benzina e dell’elettricità. Senza contare che non è stata inserita nessuna voce e quindi nessun sostegno per le famiglie che, oltre al costo giornaliero della vita, sono costrette a sostenere il peso dell’affitto.

Sacrifica i diritti dei cittadini, tagliando le risorse destinate ad una scuola di qualità con 8 miliardi di euro in meno nel triennio 2008-2011, e tagli al personale con 87mila docenti e 43mila persone tra personale tecnico e amministrativo, cifre cui bisogna aggiungere anche la chiusura di oltre 4mila istituti dislocati nelle isole e nei piccoli comuni. Ha impoverito la sanità pubblica rendendola di fatto meno efficiente e più povera di servizi che saranno tutti a carico dei cittadini. Con i tagli apportati alle Regioni e ai comuni che con l’abolizione dell’Ici si sono visti portare via preziose entrate, anche il sistema di trasporto è stato seriamente compromesso e di fatto reso meno funzionale.

La Robin Tax, oltre ad essere un vero e proprio bluff, non è altro che un’operazione demagogica, un’operazione di aiuti mal celati ai poteri forti, su banche e imprese, che già stanno scaricando gli effetti di questa tassa sui cittadini.

Alitalia è un altro pasticcio del governo. La situazione avrebbe potuto risolversi positivamente già sei mesi fa, quando sul tavolo c’era la trattativa con Air France-Klm, disposta ad acquistare la compagnia di bandiera italiana così com’era, ossia con tutti i suoi debiti, un piano vantaggioso con 2100 esuberi. Poi gli annunci spot di Berlusconi, di presunte cordate messe in campo in formato ridotto solo sei mesi dopo, hanno messo in fuga Air France e lasciato sul piatto milioni di debiti. Ora saranno i cittadini italiani a doversi fare carico di tutti i debiti della bad company (la parte fallimentare di Alitalia che si prende carico di debiti ed esuberi) istituita dal governo Berlusconi.

La Social card – di cui ancora non c’è traccia – è un altro bluff perché si limita allo sconto del 10% su alcuni prodotti alimentari e bollette, una carta per la spesa solo per pochi prodotti e per importi insufficienti ad arrivare alla quarta settimana, una vera e propria umiliazione per i pensionati, per i quali sarebbe stato meglio invece un aumento delle proprie pensioni.

La bufala dei mutui è un inganno per le famiglie in difficoltà: la riduzione della rata oggi determina mediamente un aumento del costo del mutuo di 13.000 euro mentre rende più difficile la portabilità del mutuo, unica soluzione in grado di ridurre i costi per la famiglie, insomma un altro favore alle banche.

Un’altra pericolosa manovra messa in campo dal governo, che danneggia particolarmente i consumatori, è stata togliere loro la possibilità di portare avanti cause collettive contro le aziende (class action), la cosiddetta class action che era stata introdotta dai Governo di centrosinistra.

Così come il dietro front su tariffe telefoniche, commissione di massimo scoperto, portabilità dei mutui, polizze assicurative auto, distribuzione dei farmaci, tariffe minime dei professionisti, senza contare l’aver fatto decadere l’intervento di riduzione delle accise sulla benzina voluto dal governo Prodi per attenuare gli effetti dell’aumento dei prodotti petroliferi. Aumenti che ricadranno sulle spalle di consumatori e delle imprese.

Con i tagli previsti inoltre per gli investimenti nelle infrastrutture e lo svuotamento del credito di imposta per gli investimenti delle imprese private nel Mezzogiorno, il governo dimentica lo sviluppo del Paese determinando ancora una volta un Paese a due velocità Nord e Sud.

Il PD invece dice no a tutto questo, e per difendere le risorse delle famiglie ha in mente una serie di proposte volte a tutelarle e a fronteggiare il carovita con:

– una riduzione delle tasse di 300 euro l’anno per i lavoratori e i pensionati,

– un sostegno di 100 euro al mese alle spese per la cura dei figli, per le donne che lavoro, per sostenere l’occupazione femminile e la qualità della vita delle famiglie;

– una riduzione delle imposte sulla retribuzione legata alla produttività e definita nella contrattazione aziendale, di distretto, di territorio;

– un sostegno alle famiglie per il pagamento delle rate del mutuo sulla prima casa attraverso l’innalzamento della detrazione fiscale per ulteriori 300 euro l’anno;

– radicali semplificazioni degli adempimenti fiscali per le piccole imprese e il lavoro autonomo (potenziamento del “forfettone”) e il ripristino delle misure per un’efficace lotta all’evasione fiscale;

– l’applicazione e il potenziamento delle misure per la concorrenza per ridurre i prezzi e migliorare la qualità di prodotti e servizi per le famiglie su: generi alimentari, farmaci, benzina, tariffe telefoniche, mutui, polizze assicurative, commissione di massimo scoperto, tariffe minime dei professionisti.

www.partitodemocratico.it

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