Vendesi

Alitalia torna sul mercato. Con un bando pubblicato sul sito web della compagnia aerea, che verrà diffuso domani con annunci su quotidiani nazionali e internazionali, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha deciso di sollecitare esplicitamente nuovi acquirenti, dopo il naufragio della trattativa tra la CAI (la Compagnia Aerea Italiana, presieduta da Roberto Colaninno) e parte delle sigle sindacali coinvolte. Immediato l’apprezzamento dei piloti e della CGIL per l’iniziativa di Fantozzi volta a superare l’impasse nella quale era sprofondata la situazione.

“Il commissario – ha detto il segretario della CGIL Guglielmo Epifani – fa quello che doveva fare, fa bene a vedere se ci sono alternative”. In pratica, partendo dalla situazione normativa già garantita dal governo nella trattativa con la CAI, gli eventuali candidati dovranno inviare manifestazioni di interesse dettagliate per i settori nei quali si articola Alitalia (spa, airport, express, servizi e Volare), individuando anche il numero di dipendenti coinvolti nel progetto. “Oggi la parità tra i soggetti è assicurata, prima no”, è il commento di Epifani all’iniziativa di Fantozzi, sollecitata da più parti nei giorni scorsi. Da più parti, ma non dal governo, che, sia con il premier Silvio Berlusconi che con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, non ha fato altro che ribadire che quella della CAI era l’unica soluzione e che se la trattativa non era andata buon fine la colpa era della CGIL.

Mentre l’esecutivo continua ad arrovellarsi sul fallimento della strategia berlusconiana della ‘cordata’ di imprenditori nostrani, che ha portato alla destra un mucchio di voti alle scorse elezioni ma a nessuna soluzione per la compagnia, il commissario Fantozzi ha finalmente deciso di prendere in mano la situazione: “Se entro martedì 30 settembre non ci sarà un’offerta razionale per Alitalia, chiederò un’eventuale sospensione della licenza, e non un’interruzione che sarebbe più dannosa. Il nostro tempo è scaduto, ora occorrono elementi convincenti come richiedono i parametri europei”.

Martedì come termine ultimo dunque? No, la doccia fredda arriva dal presidente dell’Enac Vito Riggio: “Entro giovedì il commissario straordinario Augusto Fantozzi deve presentare all’Enac un piano credibile per evitare la revoca o la sospensione della licenza di volo. Siamo sotto strettissima osservazione delle autorità europee, ci devono essere prospettive realistiche in tempi ragionevoli”. Quello di giovedì, ha specificato Riggio, “non è un ultimatum, ma l’applicazione della legge”.

E mentre ancora in mattinata, Sacconi ha provato a ribadire che “c’è solo la CAI”, si fanno sempre più realistiche le possibilità di offerte da parte di compagnie straniere. In particolare, nelle ultime ore, si moltiplicano i rumors che parlano di un interessamento concreto della tedesca Lufthansa, ingolosita dalla parte buona di Alitalia (quella che Berlusconi ha deciso di spogliare dai debiti e dagli esuberi, che invece ricadranno sulle spalle del cittadino contribuente). Dalla Germania fanno sapere che “la situazione è sotto osservazione. Il mercato italiano – recita una nota della compagnia – è ovviamente uno dei più interessanti, ma non rilasciamo commenti sugli ultimi sviluppi. Non commentiamo le speculazioni di mercato”.

Il Partito Democratico plaude alla scelta di Fantozzi, rimarcandone però la mancata tempestività. “Fantozzi ha fatto oggi – ha detto il ministro degli Esteri del governo ombra del PD Piero Fassino – ciò che andava fatto due mesi fa, all’inizio e non alla fine del percorso”. Intervenendo a ‘Radio City’, Fassino ha definito “un atto colpevole e irresponsabile” del governo “l’aver fatto saltare la trattativa con Air France”. Ora l’esecutivo “non deve ergersi a giudice per trovare il colpevole” del fallimento della trattativa, “ma riportare tutti al tavolo”.

Secondo Pier Luigi Bersani, “è ora che qualcuno prenda in mano la cloche. Su Alitalia siamo al passaggio cruciale il governo non ha in mano la situazione. Le cose da fare sono chiare. Qualcuno (governo o commissario) deve verificare con CAI e sindacati le flessibilità reciproche per giungere ad un accordo. Il commissario deve rassicurare l’Enac prendendosi qualche settimana con operazioni sugli asset. Essendo il nuovo bando assolutamente generico occorre almeno garantire ad eventuali interlocutori parità di informazione, fin qui
offerta in esclusiva. Il governo – prosegue Bersani – deve dire con chiarezza che qualora la prima offerta su cui si sta lavorando (ancorché verbalmente revocata) non avesse successo, gradirebbe senza riserve altre proposte. E’ ora di dire che l’emergenza non riguarda la bella o la brutta figura di Berlusconi né la credibilità dei faziosi ultimatum di Sacconi. L’emergenza riguarda il trasporto aereo del nostro paese. Qualcuno finalmente nel governo se ne renda conto a cominciare dai veri titolari del problema, l’azionista Tremonti e il responsabile della procedura Scajola, che fin qui – conclude Bersani – si sono fatti di nebbia”.

Secondo Marina Sereni, “abbiamo avuto in queste settimane una gestione davvero discutibile di una
trattativa su Alitalia condotta a colpi di ultimatum e con un solo partner. Finalmente – ha scritto in una nota la vicepresidente dei deputati democratici – il commissario Fantozzi prende l’iniziativa che credevamo necessaria anche nei giorni scorsi: quella di mettere sul mercato la compagnia aerea. Bisogna sfruttare al massimo i pochissimi giorni a disposizione per capire, se alle stesse condizioni concesse alla Cai, ci siano altri investitori disponibili o se la cordata italiana possa essere arricchita da partner internazionali. Tutti lavorino per il successo perché dal fallimento dell’Alitalia non ci guadagna assolutamente nessuno”.

Durissimo era stato nei giorni scorsi il giudizio espresso dal segretario del PD Walter Veltroni nei confronti del governo: “L’Alitalia si trova in queste condizioni drammatiche per effetto della conduzione totalmente dilettantesca da parte di questo governo della vicenda. Attraverso l’accordo con l’Air France l’Alitalia sarebbe stata una emergenza nazionale risolta”. Veltroni attacca senza mezzi termini le scelte del governo, in particolar modo l’uso cinico e strumentale che il premier ne ha fatto in campagna elettorale. Per il segretario del PD, comunque, una soluzione all’orizzonte è ancora possibile.

Stefano Cagelli

www.partitodemocratico.it

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