Dilettanti

“L’Alitalia si trova in queste condizioni drammatiche per effetto della conduzione totalmente dilettantesca da parte di questo governo della vicenda. Attraverso l’accordo con l’Air France l’Alitalia sarebbe stata una emergenza nazionale risolta”. Walter Veltroni attacca senza mezzi termini le scelte del governo in merito all’emergenza Alitalia, in particolar modo l’uso cinico e strumentale che il premier ne ha fatto in campagna elettorale. Per il segretario del PD, comunque, una soluzione all’orizzonte è ancora possibile.

Due le ipotesi percorribili: “Primo, che la Compagnia Aerea Italiana (Cai) ascolti le richieste dei sindacati e rifletta su una soluzione che ne tenga conto”. Se ciò non fosse possibile, Veltroni chiede al commissario Augusto Fantozzi di verificare, “attraverso una sollecitazione pubblica, e non limitandosi a una lettera, se ci sono compagnie interessate all’Alitalia alle nuove condizione definite dal governo”, cioè senza i debiti. Secondo Veltroni, c’è ancora tempo per trovare una soluzione nei prossimi giorni: “I dieci giorni definiti dall’Enac rappresentano un tempo importante e utile per ottenere una manifestazione di interesse, in tal caso spero che ci sarà il senso di responsabilità per non farla fallire”.

In queste ore anche il ministro degli Esteri del governo ombra del PD Piero Fassino è intervenuto sulla vicenda, sottolineando che “non è retorico, né formale dire che bisogna ancora fare di tutto perché Alitalia non chiuda i battenti. Il governo ha il dovere di riconvocare le parti per tentare ancora un accordo, e nella deprecabile ipotesi che non ci si arrivi, il Commissario Fantozzi – ha aggiunto Fassino – deve comunque mettere in esecuzione quei poteri che la legge gli riconosce per assicurare la operatività di Alitalia, attivando contemporaneamente le procedure per cercare un nuovo acquirente”.

Ma se per tutti in queste ore la priorità è evitare la chiusura di Alitalia, ha sottolineato Fassino, non può essere dimenticata la storia di questa vicenda. “Per pure ragioni elettorali Berlusconi ha fatto fallire la soluzione Air France, che avrebbe integrato Alitalia nel più grande gruppo aereo mondiale, preservando il marchio e sviluppandone i collegamenti, con un numero di esuberi contenuti e oneri bassi per lo Stato. Poi pur di costituire la annunciata ‘cordata italiana’ il governo ha consumato ogni tipo di strappo: un prestito ponte incompatibile con le norme europee e che per di più non sarà mai restituito, la riduzione delle tutele ai risparmiatori titolari di azioni Alitalia, la sospensione delle norme antitrust, un numero di esuberi superiore alla soluzione Air France e il trasferimento di ogni passività sulle spalle dello Stato (mentre Air France le avrebbe accollate a sé).”

E infine, ha aperto all’ingresso di una compagnia straniera (“Lufthansa o la tanto odiata Air France”, ha fatto notare l’esponente democratico) come socio oggi di minoranza “ma pronto domani a prendersi la compagnia (il che dimostra che la sbandierata difesa dell’italianità di Alitalia serviva solo a far fallire l’iniziale accordo con Air France).Così stanno le cose. E scaricare tutto sui sindacati – che pure qualche responsabilità ce l’hanno – è troppo facile. Adesso speriamo che una soluzione si trovi davvero. Ma non si potrà dimenticare il modo propagandistico, superficiale e arrogante con cui il governo ha gestito questa vicenda”.

In attesa che si sblocchi la situazione, si registra un’altra giornata lunga e concitata per Alitalia. Le incertezze all’orizzonte si fanno sempre più grandi e lo spettro del fallimento sembra materializzarsi minuto dopo minuto. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha incontrato le sei sigle sindacali Filt Cgil, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia. Erano state le organizzazioni a chiedere giovedì un incontro a Fantozzi. Il faccia a faccia è servito a fare il punto su eventuali ipotesi alternative alla liquidazione della società. Altre compagnie europee hanno fatto sapere di non essere interessate, ma resta da verificare se qualche scenario diverso si possa aprire nei prossimi giorni.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ai microfoni del giornale radio Rai torna a fare un appello alla Cgil, spiegando che non ci sono alternative al piano Cai, se non il fallimento della compagnia. Una situazione di fatto confermata anche dal commissario Fantozzi e accentuata dall’annuncio di Vito Riggio, presidente Enac, in relazione alla conferma o meno della licenza provvisoria concessa all’Alitalia: «Lunedì avvieremo un’istruttoria per accertare lo stato di liquidità di Alitalia e se la compagnia ha i mezzi sufficienti per continuare a operare. In casi del genere l’istruttoria dura sette-dieci giorni ma porrebbe anche essere più lunga»

All’indomani del ritiro di Cai, comunque, arrivano anche le precisazioni del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: “Abbiamo firmato per il personale di terra” per cui erano a favore della firma Cisl, Uil, Ugl e Cgil che rappresentano “il 51% dei lavoratori” mentre non è stato così per il personale di volo e “non si può firmare un accordo separato se si rappresenta meno della metà dei lavoratori” ha spiegato in un’intervista alla Stampa. All’ipotesi che la Cgil sia caduta in una trappola, Epifani risponde: “Hanno cominciato a dare la colpa a noi prima che la trattativa fosse finita” mentre, a proposito di Colaninno, il leader della Cgil dice di avergli inviato “la lettera con la nostra proposta alle 13,30” e dunque “aveva tutto il tempo di esaminarla”. Secondo Epifani “è stata la Cai a tirarsi indietro” perché “si sono accorti che non riuscivano a risolvere il problema del personale di volo”.

Intanto c’è apprensione sull’operatività della compagnia. Venerdì risultano essere stati cancellati venti voli da e per Fiumicino (13 in arrivo e sette in partenza; la maggior parte da e per Milano Linate, ma anche per Barcellona, Parigi e Torino), anche se al momento non sono del tutto chiare le cause. Alcuni comandanti e assistenti di volo al varco equipaggi di Fiumicino hanno detto di non conoscere le cause delle cancellazioni, e che non dipendono da loro. Trenitalia, nel frattempo, ha deciso di aggiungere due treni straordinari per fare fronte alle maggiori richieste di biglietti registrate nelle ultime 48 ore. Anche Meridiana e Eurofly stanno intensificando la propria offerta.

S.C.

www.partitodemocratico.it

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