Scuola, al governo zero in condotta

Conto alla rovescia per gli studenti italiani. Ancora immersi nell’atmosfera vacanziera, gli alunni delle scuole italiane dovranno fare i conti con le nuove misure adottate da Maria Stella Gelmini, efficiente ministro dell’istruzione del governo Berlusconi. Vere e porprie sorprese che rivoluzionano il sistema scolastico italiano, ovviamente non in meglio, anzi lo riportano indietro di anni luce. Il recente Consiglio dei ministri ha approvato, infatti, il ritorno del voto di condotta, che porterà alla bocciatura, e dei voti al posto dei giudizi. Secondo la Gelmini si tratta di misure atte a combattere i crescenti fenomeni di bullismo che minacciano gli istituti italiani. La ciliegina sulla torta delle nuove misure ideate dal ministro Gelmini è rappresentata poi dal ritorno del maestro unico alle elementari.

Ora si dovrà aspettare per capire la fine che faranno le migliaia di maestri elementari impegnati nell’insegnamento scolastico, e che fino ad alcuni anni fa, anzi fino a poco tempo fa, considerati la vera rivoluzione della scuola italiana.

Secondo Antonio Rusconi, capogruppo PD in commissione Istruzione, la verità è che “il Ministro parli della pagliuzza per farci dimenticare la trave della legge n. 133, conversione del D.L. 112: 8 miliardi di euro di tagli alla scuola italiana, garantiti dalla clausola di salvaguardia, 147.000 posti in organico in meno, bloccate le SSIS, continue umiliazioni alle classe insegnante , tanto da far dire all’agenzia vaticana SIR “basta fango sui docenti italiani”, l’unica cosa certa è che per 5 anni non entrerà più un giovane nella scuola italiana”. Anche in questo caso, dunque il governo usa i soliti mezzucci per distogliere l’attenzione dai veri problemi, come del resto è capitato per la sicurezza con l’impiego dei soldati per le città, in questo caso distogliere l’attenzione dai tagli effettuati al sistema nazionale scolastico dal ministro Tremonti, complice silenziosa la Gelmini e che come al solito si andranno a ripercuotere sulle tasche delle famiglie italiane.

Insorge Pina Picierno, ministro per le Politiche Giovanili nel Governo ombra del PD, convinta che con la Gelmini “si ritorni agli anni ’50”. Il ministro ombra fa notare alla responsabile del dicastero che “le sanzioni nelle scuole per i comportamenti eccessivi ci sono, vanno solo applicate in maniera equilibrata”. Di certo non favorisce la situazione, nota la Picierno, “la riduzione di plessi scolastici e l’aumento del numero degli allievi per classe, che non aiutano certo a costruire ambienti tranquilli: “ Non sono le misure repressive, come il ritorno al voto di condotta, a convincere un ‘bullo’ a diventare un bravo ragazzo”. Al contrario potrebbe invece tornare utile e prezioso, suggerisce il ministro ombra, “il confronto, il coinvolgimento aiutando i ragazzi ad essere cittadini attenti e consapevoli aumentando la presenza nei luoghi di programmazione e decisione, attraverso una riforma degli organi collegiali attuali”. Infine il ministro ombra vede bene una sana educazione alla “democrazia come vero e unico antidoto alle discriminazioni, che è tutto il contrario della bocciatura per la condotta, che ha tanto il sapore di una porta sbattuta in faccia”.

Ancora più critica Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD, secondo la quale “i nostri ragazzi avrebbero bisogno di una scuola che li prepari a una società complicata e a un mondo del lavoro difficile e invece dal ministro Gelmini e dal governo di centrodestra arrivano messaggi incongruenti, quando non insulti per gli insegnanti”. A questo punto si domanda la Sereni “perché la responsabile dell’Istruzione non impiega i suoi sforzi per non far tagliare i fondi per lo studio e si prodiga invece a far diventare gli istituti pubblici delle fondazioni che non farebbero altro che disegnare scuole di serie A e serie B per ragazzi di serie A e serie B”. Scettica anche Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra del PD, che invita “a smettere di rincorrere gli annunci-spot quando la scuola soffrirà di scelte sostanziali”. La Garavaglia denuncia come “la Finanziaria di Gelmini-Tremonti, che ha tagliato le risorse per la scuola, non farà infatti entrare per anni nuovi docenti, impedendo di fatto l’aggiornamento di quelli già in ruolo. Si prospetta dunque “un anno con classi numerose e con tanti problemi strutturali ad iniziare dal carolibri per il quale il ministro Fioroni aveva issato un tetto che non è stato confermato dal ministro Gelmini. Quando si parlerà della sostanza invece che della propaganda?”

AdO

www.partitodemocratico.it

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