Scalfaro al PD: “Meno divisioni”. L’ex capo dello Stato alla Festa democratica

Meno divisioni nel PD e un’opposizione costruttiva. E’ l’invito di Oscar Luigi Scalfaro, l’ex presidente della Repubblica, lanciato durante il suo intervento alla Festa democratica di Firenze. Insieme a lui sul palco della Sala Giorgio la Pira per discutere sulla Costituzione anche Pier Luigi Castagnetti, vicepresidente della Camera. Un dibattito intenso e sentito in cui l’ex presidente della Repubblica non ha lesinato consigli e critiche. Accolto con grande calore dal popolo democratico Scalfaro ha invitato il PD ha evitare il più possibile le divisioni e a procedere unito attorno al segretario, Walter Veltroni: ”Presentarsi divisi, con chi chiede le dimissioni di Veltroni due volte al giorno, anche all’ora dei pasti, con chi polemizza o non prende posizione e non si sa mai cosa pensi, vuol dire dare carte vantaggiose a chi sta dalla parte opposta”.

Infatti, secondo Scalfaro, queste lotte interne non farebbero altro che avvantaggiare il centrodestra mentre è ora di smetterla: “”Il PD deve dare il senso dell’unita’, dell’unione”. Anche perché, lo ripete con foga: ”il PD ha rappresentato una bella scoperta, una cosa nuova, ma ha avuto una sfortuna grossa: dire che ha perso le elezioni è eccessivo perchè non ha neanche fatto in tempo a prepararsi alle elezioni”. Ora è tempo dell’opposizione che secondo Scalfaro non significa sempre “dire ‘no’ a qualsiasi cosa faccia la maggioranza, ma avere la forza di dire ‘questo no’ perchè bisognerebbe fare altrimenti”. Compito del PD, dunque, è indicare altre vie, altre soluzioni e un altro modus operandi.

Dopo i consigli rivolti a tutto il Partito democratico, particolarmente graditi da Veltroni, che in una nota da Denver, ringraziava l’ex presidente ritenendoli “parole equilibrate, sagge, lungimiranti il cui peso è accresciuto dal prestigio e dall’autorevolezza di chi le ha pronunciate” , definendo “il presidente Scalfaro un punto di riferimento per tutti gli italiani, i cui valori e ideali costituiscono anche per il Partito Democratico principi insostituibili”, il dibattito è entrato nel vivo del tema, quello delle riforme e della Costituzione. In particolare sulla giustizia Scalfaro trova “inutile preoccuparsi mentre è fondamentale “battagliare”. Poi ha aspramente criticato il Lodo Alfano definendolo una legge approvata per una solo persona: “In altri tempi avrebbe provocato un urlo di reazione, mentre oggi nessuno si è scandalizzato”. Da magistrato qual è stato nel corso della sua lunghissima carriera, Scalfaro ha invitato “la magistratura a fare dei ripensamenti poiché non si può procedere a una riforma che abbia come principio l’ostilità nei confronti della legge e della giustizia. Per l’ex presidente tutto ciò “non e’ assolutamente pensabile”. Inoltre per quanto riguarda la Costituzione, vede di buon occhio “una aggiornamento ma non un sovvertimento poiché è necessario mantenere la centralità del Parlamento, sancita dalla Carta’”. ”Nessuno – ha aggiunto – vuol impedire che il premier abbia maggiori poteri, ma questo aumento di poteri non deve toccare in alcun modo i poteri e l’autorità del Parlamento italiano”. Anche perché questo aumento dei poteri “può avere l’effetto di spingere gli uomini alla ricerca del potere a ogni costo che è il male peggiore del mondo”. Non è mancata anche quella sottile ed elegante ironia che contraddistingue l’ex presidente, un’ironia molto acuta che senza riferimenti diretti, ha però colpito nel segno facendo sorridere tutti i presenti, in particolare quando in maniera molto generica ha osservato che “chi sogna un premier quasi onnipotente è chi vuol diventare premier e si prepara la strada”.
Tornando poi con la memoria al voto dell’Assemblea Costituente, l’ex Capo dello Stato ha spiegato che una riforma, se riguarda la Costituzione, deve essere fatta ”con ampio consenso, coinvolgendo il maggior numero possibile di opposizioni, perchè è la legge per tutto il popolo italiano, è una legge che deve uscire da un accordo”.

Per la Costituzione, come per qualsiasi altra riforma, Castagnetti vede bene solo una sano confronto: “Il dialogo non è una concessione, ma è obbligatorio”. Invece in questo momento si fa della “stucchevole letteratura, stucchevole perchè la politica è il luogo del dialogo per definizione: se non c’è dialogo non c’è politica, c’è solo prepotenza”. Infatti a proposito del dialogo sulle riforme, per l’esponente PD è necessaria la disponibilità a decidere l’agenda delle urgenze: non è possibile che in ogni Paese si parli della crisi del Caucaso, e qui la priorità sia non la riforma della
Giustizia ma la divisione delle carriere in magistratura che sarebbe la prima emergenza indicata dal presidente del Consiglio, e la seconda e’ il federalismo, mentre le famiglie
hanno difficoltà enormi”. Castagnetti ha ribadito che in questo memento ci sono altre priorità come “l’impoverimento delle famiglie, la situazione della scuola, la sicurezza, il pubblico
impiego con i contratti non rinnovati”. Mentre il premier Berlsuconi è intento ad emanare leggi ad personam e invece si dovrebbe discutere di questo, si dovrebbe avviare a quel confronto al quale il PD di certo “non si sotrarrà”. Al PD dunque il compito di dettare l’agenda, che, per Castagnetti non deve essere quella dettata dalla maggioranza ma quella dettata dai “problemi dei cittadini italiani”.

AdO

www.partitodemocratico.it

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