Bella politica

“Il PD è alla sua prima Festa. Sarà il centro della politica italiana. C’è impegno, cultura, confronto politico, passione condivisa, vera e propria comunità. La Festa che i volontari hanno costruito è davvero bella politica”.
Walter Veltroni


Prende il via Festa Democratica 2008, la prima grande festa nazionale del Partito Democratico. Il teatro è la suggestiva cornice della Fortezza da Basso, nel cuore di Firenze. A dare il via alla Festa è stato l’arrivo del pullman “Salva l’Italia”, che da quasi un mese sta girando l’Italia in lungo e in largo per raccogliere firme per l’omonima petizione in vista della mobilitazione nazionale del 25 ottobre a Roma. A bordo del pullman, oltre i dirigenti toscani e fiorentini del Partito Democratico, il coordinatore dell’iniziativa politica del partito Goffredo Bettini, che, insieme al responsabile Feste del PD Lino Paganelli e ai dirigenti locali (Andrea Manciulli segretario regionale del PD Toscana, Andrea Barducci coordinatore metropolitano, Giacomo Billi coordinatore cittadino e Osvaldo Miraglia responsabile della festa di Firenze) ha dato il via alla kermesse democratica.

“L’apertura della Festa è un atto ufficiale solenne, che quest’anno assume un valore simbolico ancora più alto, dato che è la prima festa del nuovo partito. Sarà la prima volta – sottolinea Bettini – che i militanti che vengono da diversi partiti e diverse culture potranno mescolarsi e misurarsi per l’impresa comune rappresentata dal partito e dalla festa”. Un regalo, questo, che “solo una città come Firenze, con la sua storia e la sua cultura ci poteva fare”.

Una festa che, secondo il coordinatore dell’iniziativa politica, rappresenterà una sorta di spartiacque per il partito. “Sarà una festa di intrattenimento, di dialogo, di confronto. Ma sarà soprattutto una festa di proposta, di combattimento”. Un’occasione per dire ad alta voce che a livello politico il dovere del PD è quello di costruire un’alternativa nuova e credibile ad un governo che ancora una volta dietro gli annunci e gli slogan cela una inadeguatezza di fondo. “La luna di miele tra il governo e gli italiani è finita con le promesse mancate, con le tasse non ridotte, con l’inflazione galoppante. Ancora una volta la parte più sofferente della società è quella che si vuole far soffrire ancora di più”.

Una festa che darà il suo contributo per rafforzare e accelerare il processo di costruzione del Partito Democratico. “Il PD è un partito che c’è, e non un partito di cartapesta. Un partito dove si discute, aperto, democratico, fatto di persone responsabili. Ora dobbiamo fare i circoli, gli iscritti. Tutto in modo trasparente. E’ a quel punto, quando daremo a tutti la possibilità di partecipare e fare politica, che tante discussioni inutili e personalistiche cadranno in quanto verranno regolate dal nostro popolo e dai nostri iscritti”.

E in questo senso i passaggi per arrivare a creare queste condizioni sono vari. Tra gli altri, c’è anche il congresso. “Non ci vedo nulla di drammatico. Noi – sottolinea Bettini – ne abbiamo previsto uno nell’ottobre del 2009 come data massima. Se ci dovessero essere delle divergenze marcate sulla linea politica prima delle europee il congresso sarebbe necessario. Altrimenti – sggiunge – noi abbiamo l’assemblea programmatica che potrebbe essere una grandissima occasione per mettere a punto in modo democratico e con gli iscritti la linea politica, l’assetto del nostro gruppo dirigente per dare ancora più forza al nostro partito e alla nostra iniziativa”.

Pur non essendo presente, il segretario del PD Walter Veltroni non ha voluto far mancare il suo saluto ai volontari e ai visitatori della festa.

“Da oggi la Festa sarà il centro della politica italiana. Sarà il cuore dell’iniziativa del Partito Democratico. Centinaia di ospiti, decine di migliaia di persone ogni giorno. Prima che la festa parta voglio dire un grazie speciale a quanti con il loro lavoro hanno permesso tutto questo. Qui alla Fortezza lavoreranno cinquemila persone. A loro, ai volontari va il mio e il nostro ringraziamento. Non è un atto dovuto o una consuetudine da rispettare. I volontari che qui e nelle migliaia di feste in tutta Italia hanno lavorato sono i rappresentanti simbolici del partito che stiamo costruendo: generosità personale, voglia di fare, passione per la politica, disinteresse individuale e capacità di trasformare tutto questo in politica concreta. Il PD è alla sua prima Festa, può farla per il lavoro generoso dei volontari e per l’attenzione che le nostre proposte hanno tra i cittadini. Chi ama raccontare le feste come occasioni per mangiare fuori probabilmente non ci ha mai messo piede. Qui c’è impegno, cultura, confronto politico, passione condivisa, vera e propria comunità. Mi è capitato tante volte di parlare di bella politica, la festa per merito inanzitutto dei volontari che l’hanno “costruita”, è davvero bella politica”.

Ste.Ca.

www.partitodemocratico.it

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