Nasce YouDem, canale televisivo del Pd

“Il prossimo 14 ottobre prenderà forma lo strumento principe di comunicazione del Partito Democratico. YouDem sarà un canale televisivo aperto e democratico, realizzato con il contributo della rete, e rappresenterà un importante giacimento culturale per rilanciare il profilo d’innovazione del PD”
Walter Veltroni

Nasce youdem, la prima social television della politica italiana. Un canale che si doterà di un palinsesto incrociato, che affiancherà a quello lineare i contributi che gli utenti, volontariamente e democraticamente produrranno per la rete. “Ad un anno esatto dalle primarie che hanno segnato la nascita del partito, il prossimo 14 ottobre prenderà forma lo strumento principe di comunicazione del PD. Un grande portale internet dal quale sarà possibile accedere ai siti del PD, ad un quotidiano on-line ed al nuovo canale televisivo”. Ad annunciarlo è il segretario Walter Veltroni, in un’affollata conferenza stampa presso la sede di via Sant’Andrea delle Fratte.

L’aspetto ‘social’ di youdem sarà quello preponderante e consisterà proprio nella sua “forma aperta e democratica” che affiancherà il lavoro di redazione più tradizionale. Nessun grande nome all’orizzonte, dunque, come ipotizzato dalla stampa, “anzi – specifica Veltroni – esattamente il contrario. Questa esperienza, niente affatto di nicchia, rappresenterà un importante giacimento culturale e contribuirà ad accorciare le distanze tra la politica e i cittadini”. Lo stesso obiettivo, d’altronde, con il quale e per il quale “è nato il Partito Democratico”.

Sulla vocazione sociale della nuova piattaforma insiste anche il coordinatore dell’area Comunicazione del PD Paolo Gentiloni: “Youdem – spiega – non nasce per essere una tv in più, ma per portare un partito politico nel mondo”. Secondo l’ex ministro “l’aspetto più interessante sarà l’incrocio tra due offerte, quella di palinsesto più lineare e quella di videocommunity” che si alimenteranno a vicenda. Il canale youdem sarà raggiungibile tramite svariate piattaforme, dal web al satellite (tramite un canale Sky), dalla telefonia mobile alle maggiori emittenti locali. “Più difficile per ora – sottolinea Gentiloni – l’approdo al digitale terrestre”.

La piattaforma privilegiata sarà comunque quella delle rete. “Andiamo alla ricerca – ammette il responsabile della Comunicazione – di un valore aggiunto a livello politico, che, tramite il web, ci consenta di superare alcuni degli ostacoli principali che la politica al giorno d’oggi sta incontrando”. Secondo il responsabile Comunicazione on-line del Partito Democratico Francesco Verducci “quello di youdem sarà innanzitutto un grande esperimento creativo, le cui parole chiave saranno innovazione e sperimentazione”. A fianco delle produzioni più tradizionali, “come la copertura di eventi ed iniziative istituzionali – spiega Verducci – verranno sperimentati nuovi format e coinvolti direttamente gli utenti. Il palinsesto formerà un grande racconto del nostro Paese del quale saranno protagonisti i singoli cittadini con le loro speranze ed aspettative”.

Tramite youdem, insomma, il PD prova a sviluppare un nuovo tipo di comunicazione e di coinvolgimento. “E’ la nostra opportunità – afferma il responsabile Cultura Vincenzo Cerami – per fare in modo che, tramite il video, l’Italia si racconti. La vera realtà, infatti, è quella sociale”. Direttore artistico del nuovo canale democratico sarà Andrea Soldani, per il quale la scommessa sarà “quella di mettere insieme tanti mezzi comunicativi che agiscano contemporaneamente. Il piano industriale della Rai, d’altronde – sottolinea – dimostra che ormai il pubblico televisivo ha un’età media di 57 anni”.

Presentata la tv, dunque, “che avrà costi compatibili con il bilancio del PD – sostiene Veltroni – e che contribuirà a fare ritrovare il profilo di innovazione al partito”. Non sarà l’unico canale televisivo nell’orbita democratica, dato che l’associazione Red, ne ha appena presentata una propria. Un cronista lo fa notare a Veltroni, che risponde emblematicamente: “Sono due cose diverse, che possono interagire tranquillamente. Non c’è una tv veltroniana e una dalemiana, così come non c’è uno scontro tra Veltroni e D’Alema. Questo schema dei duellanti piace molto ai giornalisti, ma non è questo il problema del Paese”.

S.C.

www.partitodemocratico.it

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