Rimandati a settembre

Giulio Tremonti: rimandato a settembre. L’alt all’approvazione della Finanziaria prima di ferragosto arriva dal Quirinale. Con una lunga nota venerdi 1° agosto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sull'”ipotesi di un completamento della manovra attraverso la presentazione anticipata del disegno di legge Finanziaria limitato alla definizione dei saldi e delle tabelle”. Insomma, il ministro dell’Economia non poteva varare la legge Finanziaria 2009 durante il consiglio dei ministri di ieri. ma nenache in quello fissato per martedì prossimo o nel primo in calendario a fine agosto. Anche perchè con decreto ha già fatto approvare gran parte delle misure.

Le motivazioni del Colle sono tecniche: “L’attuale sistema di contabilità generale – spiega la nota che sottolinea come non si tratti di un “formalismo” – richiede che la Finanziaria sia presentata contestualmente al progetto di bilancio a legislazione vigente in mancanza del quale risulterebbe ardua la stessa verifica delle coperture”.

Cioè: la Finanziaria non si può presentare senza il bilancio del 2009. E’ il bilancio a indicare, sulla scorta dell’andamento tendenziale delle spese già approvate per legge, come andranno i conti il prossimo anno. Per cui senza sapere quanto spenderà lo stato non si può intervenire con tagli e tasse né individuare le relative coperture. Lapalissiano. E’ agosto, ancora non si vedono gli effetti della manovra appena varata…calma, rimandiamo tutto alla riapertura delle camere, fine settembre.

Soddisfatto il segretario del Pd, Walter Veltroni che ha apprezzato l’intervento di Napolitano: “E’ bene ascoltarlo, ma spesso è accaduto il contrario”.

Tanto più che, come fa notare Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia del governo ombra, il risanamento nei conti ottenuto dal governo Prodi c’è: “I dati del fabbisogno confermano la bontà del risanamento operato negli ultimi due anni e ci dicono che, pur scontando la congiuntura negativa, i conti sono in ordine. A questo punto rivolgiamo al governo con ancora più forza la domanda che abbiamo avanzato fin dal primo giorno e che riguarda la
sovrastima del fabbisogno per l’ultima parte dell’anno. Come si può immaginare che negli ultimi cinque mesi si bruci uno scarto di ben 19 miliardi fra obiettivo di fabbisogno e andamenti reali? Un simile scarto non può essere colmato né da pessimistiche previsioni di entrata, né da accelerazioni per quanto significative di spesa, né dai dichiarati interventi a riduzione dei debiti della sanità, interventi dei quali peraltro non si ha precisa conoscenza”. Tutto mentre si iignora l’erosione del potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni: “E’ inaccettabile che il governo non senta il bisogno di rivolgersi al Parlamento con un minimo di trasparenza su un punto così dirimente”.

Difatti una democrazia parlamentare non può ridursi ad approvare la legge di bilancio in pochi minuti ignorando cosa si vota, salvo dover correre ai ripari dopo aver approvato norme anti-precari, norme che cancellano gli assegni sociali, o “errori materiali” che cancellano le sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le norme sul riposo settimanale dei dipendenti….

Ma.Lau.

www.partitodemocratico.it

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