Un mondo nuovo

People of Berlin, people of the world. This is our moment, this is our time”. Barack Obama ha parlato alla Colonna della Vittoria (Siegessaule) di Berlino. Centinaia di migliaia le persone presenti, che hanno affollato la via che collega, attraverso il tiergarten, la colonna della Vittoria alla Porta di Brandeburgo. Un discorso di circa mezzora, iniziato con una ventina di minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Sono le 19,20 quando il senatore dell’Illinois si presenta davanti alla platea che scandisce il suo nome. Ringrazia Angela Merkel e Frank-Walter Steinmeier, ringrazia il popolo berlinese e il popolo tedesco. “Non vi parlo come candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ma come cittadino che ama il proprio Paese e come concittadino del mondo”. Il primo riferimento, che poi sarà il filo conduttore del suo discorso, Obama lo dedica al ponte aereo che nel 1948 Washington stabilì con la Berlino Ovest isolata dai sovietici. Il leggendario ponte aereo con l’aeroporto di Tempelhof.
“Il sistema di soccorsi più grande della storia ha permesso ai nostri popoli di fidarsi l’uno dell’altro”. Berlino e i berlinesi come baluardi della libertà. “Popoli del mondo – scandisce Obama – guardate a Berlino, dove anche nei momenti più difficili i cittadini hanno tenuto costantemente accesa la fiamma della speranza, guardate al luogo in cui i tedeschi e gli americani hanno imparato a fidarsi gli uni degli altri”.

Il Muro di Berlino è caduto, “e dopo di esso i muri che dividevano Belfast tra cattolici e protestanti, i muri che dividevano i Balcani, il muro della segregazione che divideva il Sudafrica”. Oggi, a 60 anni di distanza dal ponte aereo, “la sfida è vinta, ma ne rimangono tante altre da vincere, altri muri da abbattere”. Il terrorismo, i cambiamenti climatici e l’inquinamento del pianeta, la proliferazione del nucleare, le guerre, la povertà. Obama elenca tutte le grandi sfide del 21° secolo.

E individua come unica ricetta quella della collaborazione tra Stati Uniti, Europa e gli altri Paesi del mondo. “Gli alleati devono sapersi ascoltare, devono fidarsi gli uni degli altri. Costruiamo nuovi ponti. E’ il momento di unirsi con lo stesso spirito del ponte aereo del 1948. Come abbiamo sconfitto l’ideologia sovietica, dobbiamo sconfiggere l’estremismo ideologico del terrorismo, europei e americani devono stare vicini al popolo afgano che lotta contro Al Qaeda e contro i Talebani. Dobbiamo rincorrere la pace, fermare la proliferazione del nucleare. Dobbiamo sostenere il popolo libanese, il processo di pace tra israeliani e palestinesi, i milioni di iracheni che lottano per la propria libertà”.

Consegnare ai nostri bambini un mondo migliore. “Lo possiamo fare solo impegnandoci concretamente a ridurre le emissioni di gas serra. Dobbiamo ridare ai nostri bambini il loro futuro, dare speranza a chi è rimasto indietro nel mondo globalizzato. Dobbiamo lottare per assicurare i diritti dell’uomo laddove sono negati, dobbiamo porre fine alla guerra in Darfur. Dobbiamo dare l’esempio abolendo in tutto il mondo la pratica della tortura per fare prevalere la legge. Dobbiamo accogliere gli immigrati e non rifiutare chi è diverso da noi” per etnia, colore della pelle e religione.

“People of Berlin, people of the world. This is our moment, this is our time”. La conclusione di Obama e una dichiarazione di intenti, davanti a Berlino, all’Europa e al mondo. “La sfida è grande, ma abbiamo l’aspirazione di lasciare in eredità un mondo migliore ai nostri figli. Siamo pronti a lottare, rispondiamo alla storia e rifacciamo il nostro destino”.

Veltroni: “Sue idee speranza di un mondo nuovo”Il discorso di Obama a Berlino, per la scelta del luogo e per gli evidenti riferimenti alle parole che Kennedy usò nella stessa città, è un manifesto del ruolo che gli Stati Uniti potranno tornare a svolgere nel mondo se il senatore dell’Illinois diventerà presidente.
Con Obama l’America lavorerà per la pace e per il riconoscimento dei diritti, per abbattere i muri che dividono popoli e razze, per combattere le guerre, il terrorismo e il rischio di catastrofi ecologiche.
In Obama c’è l’idea di una società aperta, anche al riconoscimento della libera circolazione delle persone e delle culture. Una società moderna, ispirata da quella libertà che a Berlino è stata tante volte negata e poi riconquistata.
Le idee di Obama sono una concreta speranza per un mondo nuovo.

S.C.

www.partitodemocratico.it

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