Il PD indichi la nuova agenda politica. Francesco Rutelli al convegno di Montecatini

“Il Pd nasce per fare l’agenda di questo paese”. Ne è convinto Francesco Rutelli sul palco di Montecatini durante il convegno dei coraggiosi, dove ha illustrato idee e proposte per far crescere il Partito Democratico. Per Rutelli è impensabile che il “PD rimanga fermo immaginando una crisi di consenso nei confronti di Berlusconi, una crisi che spiani la strada a un suo ritorno’. “No, non ci sono scorciatoie – ribadisce Rutelli – spetta al Pd scrivere l’agenda per cui gli italiani debbano appassionarsi, dividersi, fino a condividerla”. Ma per fare questo osserva ”il PD deve attendersi anche di avere un dissenso, deve fare discutere”.
L’importante è dettare l’agenda del paese, “un’agenda in grado di rispondere ai problemi degli italiani secondo il programma del PD, prevedendo incursioni e assalti ”. ”Deve esserci un periodo – aggiunge Rutelli – in cui siamo una minoranza per diventare maggioranza stabile nel paese”. Altrimenti, osserva l’ex vicepremier, ”finiremo per essere ridotti a una minoranza stabile. Invece il PD deve tornare a guidare il Paese ma secondo Rutelli non deve perdere tempo mettendo in campo “quegli shock inevitabili per cui Veltroni ha ricevuto la nostra fiducia”. Una fiducia che Rutelli ribadisce al segretario del PD .

Poi elenca quelli che considera gli obiettivi e i punti principali dell’agenda sulla quale il Pd dovrà concentrarsi da qui in avanti: ambiente, sicurezza, economia e garanzie sociali. Secondo l’ex vicepremier per quanto riguarda “la sfida al cambiamento climatico”, l ‘obiettivo del Pd deve essere ”quello di caratterizzarsi per assumere una leadership in Italia e in Europa” perchè “è la piu’ grande sfida che possiamo mettere in campo per il futuro delle nostre generazioni”. In secondo luogo il Pd deve essere ”al cento per cento credibile sulle questioni della sicurezza” che non devono però essere appannaggio della destra. Inoltre ”il Pd deve andare oltre sui confini di una maggiore libertà economica impegnandosi a favorire i talenti”. Per Rutelli il Pd, poi, deve muoversi affinchè “ci siano opportunità e garanzie sociali e perchè sia il partito che fa ricrescere la fiducia nei ceti medi sempre più lasciati a se stessi”.
Infine uno sguardo alla spaccatura con l’Idv e alle alleanze a partire dalla recente esperienza del Governo Prodi, “una coalizione larga che ha fallito così come è entrato in crisi dopo solo tre mesi il rapporto tra il Pd e l’Idv”. Secondo Rutelli il PD deve puntare ad alleanze durature che gli consentano di recuperare consensi evtando “di fare come nelle recenti elezioni nelle quali sono stati recuperati voti a sinistra ma non ne è stato preso nemmeno uno negli altri campi”. Rutelli ricorda anche che il voto utile non è a vita”. Ma per Rutelli ora è fondamentale che il PD definisca la propria identità, ” il nuovo conio, dopodichè può dedicarsi alle alleanze”. I consensi per Rutelli vanno cercati in uno spazio che non è quello tra piazza Navona e Berlusconi ma altrove, “nella società vasta”.

www.partitodemocratico.it

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