Inchiodati al passato

“Programmare l’inflazione, come ha fatto il governo, all’1,7% significa programmarla alla metà di quella reale. Fare i rinnovi contrattuali così significa consumare ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie”. Ne è convinto Walter Veltroni, intervenuto da Reggio Emilia dove ha inaugurato la nuova sede del partito democratico nel merito delle accuse lanciate da Guglielmo Epifani ai provvedimenti del governo che faranno perdere nel giro di 2 anni 1500 euro alle famiglie italiane. Per Veltroni “la scelta di un’inflazione programmata all’1,7% porterà a una crisi nei rinnovi dei contratti”.

Una mossa che rende ancora più fallimentare il bilancio del nuovo esecutivo di destra: “Il governo è riuscito, nel giro di un mese, a riprecipitare l’Italia nel suo passato. In un mese il governo è entrato in polemica con sindacati, magistrati e opposizione.. Per tacere, poi, del rapporto con l’opposizione che risente di quello che il governo dice. L’Italia sembra essere inchiodata al suo passato. Il problema non è l’interruzione del dialogo, il problema è il clima che si è creato, così in un mese siamo tornati esattamente dove eravamo prima mentre il PD ha fatto tutto quello che si poteva fare per riportare l’Italia fuori da questa situazione, che le pesa enormemente”.

La luna di miele del governo con l’opinione pubblica sembra destinata ad esaurirsi presto perché la stella polare dei provvedimenti è tornata ad essere l’interesse personale del premier sia per molti commentatori sia per il segretario del Partito Democratico: “Mi piacerebbe che in Italia il Governo parlasse di meno delle vicende che riguardano il presidente del Consiglio e un pochino di più di quelle che riguardano milioni di italiani: salari, stipendi e pensioni”.

Poi è tornato su uno dei punti cardine della relazione all’Assemblea Nazionale del 20 giugno nella quale ha tratteggiato al condotta dell’opposizione e annunciato una manifestazione in autunno sulla poltica economica del Governo: “Noi non ci faremo prendere dalla sindrome della spallata, la nostra strategia è di maggiore respiro. La nostra gara non sono i 100 metri, la nostra strategia la faremo vivere nei prossimi anni. Non parleremo di spallata come ha fatto il centrodestra, spallata che a loro non è riuscita e che poi non ci hanno dato loro”.

Sulle richieste di cambio di leadership fatte ieri da Arturo Parisi nella sua intervista al Corriere della Sera Veltroni si è limitato a dire: “non mi sorprende. Nei prossimi mesi creeremo le condizioni perchè quando si tornerà a votare, e non so quando visto il modo in cui il Governo si comporta, credo che potremmo avere i risultati che aspettiamo. Credo che in 5-6 mesi di lavoro, vista la condizione molto difficile dalla quale ci siamo trovati a partire, abbiamo fatto moltissimo. Il gruppo dirigente del PD dovrebbe rendersi conto che oggi c’è una grande forza come non c’è mai stata e che è uguale se non superiore alle altre forze europee”.

La richiesta di Parisi rimane isolata, come ha sottolineato Ermete Realacci. E poi “la linea politica l’abbiamo scelta tutti insieme”, ha ricordato Marco Follini che, in tal senso si è dichiarato “contrario all’antico rito del capro espiatorio”.

M.L.

www.partitodemocratico.it

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