In Europa, uniti. Riunione PSE a Napoli. Veltroni: “Il PD fonde culture diverse”

“E’ arrivato il tempo di una grande innovazione. Per tutti noi”. Con queste parole il segretario del PD Walter Veltroni è intervenuto al vertice del Partito socialista europeo, in corso di svolgimento a Napoli. Un summit in cui il leader del PD ha discusso di collocazione internazionale del partito, in vista delle elezioni europee del 2009, confrontandosi in particolare con il presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo Martin Schulz. Ne è scaturita una sintesi che lascia bene sperare per il futuro, volta ad instaurare un sano e costruttivo dialogo sul futuro del PD e dello stesso Pse, in un’ottica di rinnovamento generale del centrosinistra continentale.

Intervenendo all’assemblea, Veltroni parte da una semplice quanto fondamentale considerazione: “In Europa soffia un vento di destra”. Una destra tendenzialmente populista e demagogica, “che cavalca le paure” dei cittadini. Alla luce di ciò, il compito del centrosinistra e delle forze riformiste europee è quello di essere capaci di rinnovarsi per poter rispondere alle paure e al disagio che percorrono la società, dando una risposta che, al tempo stesso, sia fermamente alternativa a quella della destra, e capace di ottenere consensi e credibilità nell’elettorato.

In Italia, la prima, inedita risposta che si sta cercando di fornire è quella incarnata nel Partito Democratico, che “sta fondendo tradizioni culturali diverse. Noi – specifica Veltroni – siamo un partito del centrosinistra che racchiude dentro di sé una pluralità di culture e tradizioni e che vuole un legame con il Partito socialista europeo e le forze riformiste europee, partendo proprio dalla peculiarità della nostra formazione politica. Non ho la presunzione di dire che la strada scelta dal PD sia l’unica, che sia quella giusta, ma so, da militante del centrosinistra europeo, che è tempo di una profonda trasformazione e spero che il dialogo tra PD e Pse possa contribuire a questa generale innovazione”.

Veltroni, parlando davanti all’assemblea dei parlamentari del Pse a Napoli, chiede quindi al partito che raccoglie le forze del progressismo europeo di operare uno sforzo d’innovazione per saper dare risposte alle richieste che vengono dalla società, in particolare la sensazione di paura e insicurezza, alle quali la destra ha risposto “cavalcando la paura” e ha saputo farlo “portando con sé consenso elettorale ed anche mediatico”. Per operare questa trasformazione del campo delle forze del riformismo europeo Veltroni indica innanzitutto la strada del dialogo e del reciproco riconoscimento. Così è partito il dialogo con Martin Schulz, capogruppo del Pse in Europa: “Ciascuno riconosce il proprio ruolo. Attraverso il dialogo vedremo dove arriveremo. Ma siamo sulla strada giusta”.

Della stessa idea sembra anche lo stesso presidente del Pse al Parlamento europeo, che, se da una parte afferma con chiarezza che la denominazione “socialista” non scomparirà dal Parlamento europeo, dall’altra tende con decisione una mano nella direzione del dialogo aperto con il Partito Democratico, affermando che nel nome sarà espresso chiaramente il riferimento ai democratico. “Noi – dice l’esponente della Spd – siamo il gruppo dei social-democratici e di tutte le altre forze progressiste in Europa”.

Anche secondo Schulz, “occorre proseguire con il dialogo”. E lo dice chiaramente, senza manifestare alcuna intenzione di annessione politica o culturale. “L’offerta del Pse a chi viene non è quella che deve cambiare le sue convinzioni. Nessuno vuole fare diventare nessun altro socialista per forza. Apriremo le nostre porte a tutti coloro che, pur non essendo mai stati socialdemocratici, condividono i nostri valori. Dobbiamo guardare al futuro, non al passato, e alla piattaforma di valori che ci accomunano”.

Schulz fa notare come i principi identitari di fondo del Pse e del PD siano convergenti: “Siamo su un binario parallelo e vedremo dove ci porterà. Intanto il dialogo che si è aperto, ed è molto importante”. Il capogruppo del Pse in Europa fa notare come nel gruppo socialista convivano già aree molto diverse tra loro: “Il mio compito in Europa è tenere insieme forze politiche che vengono da 27 Paesi diversi. C’è un ampio spettro tra certe aree della sinistra francese ed altre dei laburisti inglesi. Un ampio spettro che si tiene insieme grazie al dialogo e alla ricerca del compromesso”.

Il viaggio verso le europee del prossimo anno è dunque partito. E le basi per arrivare ad una piattaforma comune e condivisa ci sono tutte. Una cosa è sicura, e la esplicita lo stesso Veltroni, riguardo al dibattito interno aperto nel PD sul tema: “Non faremo un congresso per decidere quale debba essere la collocazione internazionale del partito. Il mio obiettivo è che il PD, forte della sua autonomia sieda, compattamente, nel Parlamento europeo”. Tutti insieme, tiene a sottolineare Veltroni, e non divisi in gruppi diversi. “Io – conclude – lavoro per questo e per me è importante che questo avvenga a partire dal riconoscimento della originalità dell’esperienza dei democratici italiani”.

S.C.

www.partitodemocratico.it

 

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