Veltroni:”Per il PD in Europa no a soluzioni di parcheggio”

“La collocazione futura del Partito Democratico nel Parlamento europeo è materia di evidente delicatezza, sulla quale stiamo cercando di trovare una soluzione che corrisponda al nostro obiettivo”. Da Berlino, dove ha partecipato alla conferenza “L’Europa sociale. Il futuro delle socialdemocrazie europee”, organizzata dal Pse e dalla Spd . Un obiettivo, ha ricordato Veltroni, “apertamente dichiarato nella carta dei valori del PD approvata all’unanimità, e cioè promuovere un campo che tenga insieme le forze riformiste partendo da un rapporto organico tra quelle forze che agiscono su scala europea e in contesto il più possibile unitario. Mi auguro che ci siano le condizioni affinché questo avvenga a cavallo delle elezioni del Parlamento Europeo per arrivare, subito prima o subito dopo, a questa configurazione più ampia delle famiglie politiche europee. Continueremo a lavorare in tutte le sedi internazionali perchè questo avvenga. È una discussione che stiamo facendo tutti insieme, insieme anche con il gruppo del socialismo europeo”.

Veltroni guarda alla collocazione anche extraeuropea del PD: “Stiamo cercando di trovare una soluzione per un doppio movimento, comprendente la disponibilità a mantenere le identità precedenti insieme con la disponibilità delle varie forze del campo politico europeo a cambiare se stesse, mostrando un grado di apertura verso la grande convergenza che prima o poi si renda conto che in campo mondiale è bene che soggetti come il Partito democratico americano, il partito di Lula, il partito indiano, o l’Anc di Mbeki stiano insieme con le grandi forze del riformismo”.
A proposito di una ventilata collocazione futura nel gruppo misto a Strasburgo, Veltroni è stato chiaro: “Non penso a soluzioni di parcheggio, ma alla costruzione in tempi ragionevoli di una soluzione per la quale mi adopero in coerenza con quanto faccio anche in Italia”.
La risposta offerta dalle destre alle insicurezze sociali che emergono ai tempi della globalizzazione è “sbagliata e dannosa, rischia di creare un vuoto gigantesco”. Ricordando le parole dell’economista Alan Krueger, secondo il quale negli Stati Uniti “la paura della globalizzazione e dell’immigrazione sono ormai a un livello preoccupante”, Veltroni ha sostenuto che “i segnali di grave preoccupazione non mancano anche da noi: gli slogan sulla sicurezza, con qualche venatura xenofoba, fanno facile presa sull’opinione pubblica. E quando qualcosa non funziona a casa nostra – che si tratti di economia, di rapporti sociali o di imprese – la tentazione è sempre quella di gettare le colpe sull”altro”, così come “fanno le culture e le forze della destra”, ha precisato. “Alla fondamentale domanda di sicurezza che attraversa il nostro continente, le nostre comunità, la destra risponde con l’egoismo sociale, con la chiusura particolaristica, con l’allarme e l’esortazione a innalzare muri contro tutto ciò che non si conosce, che potrebbe comportare un pericolo e che per questo deve restare estraneo”.
Si tratta, ha ribadito Veltroni, di “una risposta sbagliata e dannosa, che rischia di creare un vuoto gigantesco. Un vuoto che un giorno, se non venisse colmato, finirebbe per inghiottire tutto”. Tuttavia, ha puntualizzato, è pur sempre una risposta “e chi appartiene al grande campo del centrosinistra non può sottovalutarla, perché comunque dietro di essa c’è un apparato di idee e di valori che si possono non condividere, ma che sono evidentemente in grado di attrarre consensi”. Prova ne siano i risultati elettorali degli ultimi anni e il minore peso delle forze di sinistra nei governi europei, fatto, questo, ha aggiunto il segretario del Pd, “che richiede una seria riflessione comune”.
Le nostre società, ha concluso Veltroni, “rischiano di ritrovarsi sempre più chiuse in se stesse, sempre più aride ed egoiste”, mentre la paura dell’altro “sta segnando le relazioni sociali e rischia di disgregarle”.

Poi Veltroni si è rivolto a questioni più interne, più italiane, come la lotta all’aumento dei prezzi e il sostegno a stipendi e salari, che considera “l’emergenza assolutamente prioritaria” per l’Italia. Nel corso del suo intervento a Berlino Veltroni ha colto l’occasione anche per tornare su alcune questioni, come le intercettazioni o la sicurezza, che stanno tenendo banco da alcune settimane e sulle quali il PD ha posizioni molto nette. Per il PD i salari sono la vera priorità dell’Italia in questo momento ma non del governo Berlusconi, che invece è rivolto a ben altro.

“Credo che l’Italia – ha dichiarato Veltroni – debba avere come priorità in questo momento la consapevolezza del fatto che c’è una situazione assolutamente grave in milioni e milioni di famiglie italiane: per la prima volta dopo molto tempo si torna ad avere una reale difficoltà a concludere il mese con lo stipendio che si è preso alla fine del mese precedente.

Urgenza e priorità che il segretario non vede avvertita dal nuovo governo anche “nel contrasto dell’incremento dei prezzi” così come “al tempo stesso un intervento a sostegno dei salari, degli stipendi, delle pensioni più basse e a contrasto della precarizzazione. Questa per il segretario del PD è “l’emergenza assolutamente prioritaria che l’Italia deve mettere a fuoco nel corso delle prossime settimane in parlamento”.

Veltroni avverte la necessità di un’innovazione dal punto di vista delle politiche sociali, e per questo pensa al “welfare come uno strumento attivo, dinamico”. Essenziali in questo senso anche ”grandi riforme dal punto di vista del mercato del lavoro che devono essere compiute, realizzabili anche con l’aiuto dei sindacati.
Le terapie per combattere il rischio di una recessione globale, rilanciate dal G8, “passano in primo luogo attraverso grandi riforme e grandi innovazioni, ma anche attraverso l’immediato sostegno alla riduzione della possibilità di spese e di consumo da parte delle famiglie”.

www.partitodemocratico.it

 

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