Alitalia: nessuna risposta

“Voglio denunciare questo silenzio e chiedere immediatamente al governo di dare indicazioni chiare sul problema più drammatico della vita pubblica del paese”. Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico punta l’indice sul silenzio di Silvio Berlusconi sulla situazione finanziaria di Alitalia, che rischia di portare i libri contabili in Tribunale e di dichiarare fallimento. Veltroni torna a parlare della vicenda Alitalia, attaccando il nuovo governo e chiedendo indicazioni dopo gli annunci sulla cordata italiana pronta a rilevare l’Azienda fatta da Berlusconi in decine di comizi e interviste durante la campagna elettorale, con il solo risultato di far rinunciare alla trattativa per il salvataggio della compagnia Air France.
«Passano i giorni – osserva Veltroni – ma continua a non essere né affrontato né risolto il caso Alitalia. Il cavaliere, una volta sfumato ogni accordo con Air France, aveva continuato a dichiarare che una volta al governo si sarebbe occupato di Alitalia, arrivando a chiedere al governo uscente di consentire un prestito ponte per dare una boccata d’ossigeno alle risorse economiche sempre più agli sgoccioli di Alitalia.

“Il destino della compagnia aerea, dopo che si sono create le condizioni per l’abbandono della trattativa da parte di Air France – denuncia il segretario del PD – lascia spazio a rischi molto forti. Non si vede all’orizzonte né la famosa cordata italiana né una soluzione alternativa. E intanto i giorni passano e con loro anche le risorse disponibili finalizzate alla soluzione del problema”.

La situazione di Alitalia rischia di peggiorare ogni giorno di più. Le perdite sono alte e il patrimonio è ormai ridotto ai minimi termini e il provvedimento voluto da nuovo governo, ideato lo scorso 21 maggio nel primo Consiglio dei Ministri, non ha ancora visto la luce per trasformare in patrimonio i 300 milioni del prestito ponte e tamponare così le perdite.

Il prestito ponte, tra l’altro, è all’esame della commissione Trasporti della Camera, che sta esaminando il decreto legge che concede un finanziamento di 300 milioni di euro, dopo che il Senato aveva dato via libera la scorsa settimana. Su questo prestito ponte si dovrà pronunciare anche Bruxelles che attende una risposta da parte del governo italiano ai chiarimenti richiesti: «Ci stiamo lavorando in queste ore», ha spiegato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi.
La maggioranza continua a puntare sulla cordata italiana, che dopo annunci e smentite, continua a restare avvolta dal mistero.

Intanto in serata si riunirà di nuovo il Cda. Il presidente Aristide Police aspetta di conoscere il provvedimento di salvataggio annunciato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e approvato al Cdm di Napoli che trasformerebbe in patrimonio netto i 300 milioni di euro di prestito ponte così da evitare alla compagnia una ricapitalizzazione di urgenza.
La norma, come è stato confermato dal Governo Berlusuconi, sarà contenuta nel decreto fiscale con cui il governo abolisce l’Ici e detassa gli straordinari.

Le perdite 2007 sarebbero più pesanti del previsto: secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore ammonterebbero al netto a 626 milioni. il destino della società è dunque appeso a un filo.

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