Nucleare, ritorno al passato. Per il PD è prioritario sviluppare le energie rinnovabili

“Non si può tornare al nucleare perché è una scelta costosa e ideologica. È come l’articolo 18, e sappiamo com’è finita quella battaglia”. Il ministro dell’ambiente del governo ombra, Ermete Realacci, commenta negativamente l’annuncio del ministro Claudio Scajola sul ritorno all’atomo.

Intervenendo all’assemblea di Confindustria, il ministro dello Sviluppo Economico ha anticipato alla platea che entro questa legislatura verrà posta la prima pietra per la costruzione di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione. Secondo Scajola, sarebbe una strada ineludibile perché solo gli impianti nucleari consentirebbero di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente.

L’auspicio di Roberto Della Seta, senatore e capogruppo in Commissione Ambiente del Partito Democratico, è che si punti su una diversa strategia energetica nazionale: “Il ritorno al nucleare in Italia è una strada vecchia, velleitaria e impopolare: c’è da sperare che il governo Berlusconi invece di imboccare questo tunnel senza uscita, lavori con forza per rispondere in modo moderno e innovativo ai problemi epocali posti dal caro-petrolio e dai mutamenti climatici: cioè puntando sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili. Anziché inseguire improbabili fughe all’indietro, la via maestra per “rottamare” l’oro nero è scoprire finalmente il nostro oro giallo, l’energia del sole”.

Della Seta sostiene che le attuali tecnologie nucleari non hanno risolto i problemi di sicurezza e impatto ambientale, ragione per cui da oltre dieci anni nessun Paese industrializzato, nemmeno quelli che hanno più nucleare, hanno più costruito nuove centrali. “E’ giusto che l’Italia s’impegni nella ricerca per il nucleare sicuro,- puntualizza – ma oggi la priorità è migliorare l’efficienza energetica e sviluppare le energie rinnovabili: in entrambi i campi siamo agli ultimi posti in Europa, e in particolare, è una vera insensatezza che in quello che per tutto il mondo è il Paese del sole l’energia solare, da tutti gli esperti considerata la risorsa energetica risolutiva per il futuro, sia sostanzialmente inesistente”.

Intanto una buona notizia arriva oggi dal Giappone dove il primo esperimento pubblico di Yoshiki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka, l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Il dato sicuramente più interessante e promettente è che non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose.

www.partitodemocratico.it

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